Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00781 presentata da FORGIONE FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 31/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00781 presentata da FRANCESCO FORGIONE lunedì 31 luglio 2006 nella seduta n.034 FORGIONE. - Al Ministro dell'interno, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali. - Per sapere - premesso che: nel comune di Naso, in provincia di Messina, esiste da tempo, nell'ambito dell'amministrazione comunale, una situazione di diffusa illegalità amministrativa e una gestione di tipo privatistico-patrimoniale da parte del Sindaco, Vittorio Emanuele; sette consiglieri del comune di Naso presentavano un esposto-denuncia alla Autorità Giudiziaria competente in ordine alla situazione di diffusa illegalità; in data 13 settembre 2004 due deputati dell'Assemblea Regionale siciliana presentavano un'interrogazione sempre in ordine alla situazione di diffusa illegalità del comune di Naso; successivamente alla presentazione dell'interrogazione parlamentare, l'Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, in data 17 febbraio 2006, avviava un accertamento ispettivo al fine di monitorare e relazionare la situazione amministrativa del comune di Naso; dall'accertamento ispettivo emergeva, in punto di fatto e di diritto, una situazione allarmante nella gestione dell'Ente, ossia: a) il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti veniva, a tutt'oggi lo è ancora, affidato direttamente a società con ordinanze sindacali urgenti senza procedere, così come prevede la legge, all'indizione del sistema delle gare ad evidenza pubblica; b) un consistente numero di lavori di manutenzione del centro urbano venivano, e vengono, affidati direttamente dal Sindaco, attraverso il sistema delle ordinanze urgenti, a ditte da esso stesso individuate e per importi che avrebbero superato i 5.000 euro, previsti dall'apposito regolamento comunale, raggiungendo talvolta cifre tra i 49.000 e i 55.000 euro; c) le predette ordinanze, spesso erano sprovviste dei preventivi di spesa; d) la definizione del piano regolatore del Comune di Naso, sarebbe stata immotivatamente revocata al progettista, peraltro interno alla struttura, per essere conferita a tecnici esterni con un aggravio di oltre 120 mila euro; e) alcune delle ordinanze relative al conferimento di lavori di manutenzione, avevano la stessa data - in ordine temporale - ed erano riferibili a lavori effettuati presso gli stessi siti, cosi da mostrare uno spezzettamento su interventi che con una corretta, trasparente e preventiva programmazione potevano far parte di un'unica gara; f) è possibile che la struttura tecnica del comune, che dovrebbe occuparsi di stabilire i requisiti per le ditte gareggianti agli appalti e dell'indizione pubblica delle gare relative, venisse di fatto gestita dal Sindaco con un modus di «collaborazione» con la struttura stessa violando in tale eventualità quanto previsto dall'impianto normativo della cosiddetta «Bassanini», che pone una linea di divisione netta tra struttura gestionale e competenza amministrativa; g) si ha una certa commistione fra il ruolo di Sindaco e quello di Presidente del consiglio comunale; la relazione ispettiva, concludendo, ravvisava la palese e persistente violazione dell'articolo 40 della legge n. 142 del 1990 (recepita dal diritto oggettivo dalla legge regionale siciliana n. 48 del 1991); tale articolo prevede che: «... con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, il sindaco, il presidente della provincia, i presidenti dei consorzi e delle comunità montane, i componenti dei consigli e delle giunte, i presidenti dei consigli circoscrizionali possono essere rimossi quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico o quando siano imputati di uno dei reati previsti dalla legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni e integrazioni, o sottoposti a misura di prevenzione o di sicurezza. In attesa del decreto, il prefetto può sospendere gli amministratori di cui al comma 1 qualora sussistano motivi di grave e urgente necessità. Sono fatte salve le disposizioni dettate dall'articolo 15 della legge 19 marzo 1990. n. 55...»; i predetti consiglieri comunali sospettano che i lavori edili, attraverso lo strumento delle ordinanze sindacali, in un numero abnorme e nell'importo eccedente i limiti previsti dal regolamento comunale, venissero conferiti a ditte fornitrici collegate direttamente alla moglie del Sindaco; se al Ministro dell'interno siano giunte informazioni da parte del Prefetto di Messina in ordine alla situazione di diffusa illegalità del Comune di Naso, e in caso affermativo, quali iniziative siano state intraprese dagli organismi competenti al fine di ristabilire la legalità nella vita politico-amministrativa del comune interessato; se il Ministro dell'interno non ritenga, alla luce di quanto affermato nella relazione ispettiva predisposta dall'Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali della Regione Sicilia e da quanto suddescritto dall'interrogante, di procedere alla sospensione del sindaco dalle sue funzioni amministrative (articolo 40 della legge n. 142 del 1990 capo XII, ora trasfuso nell'articolo 142 del decreto legislativo n. 267 del 2000. (4-00781)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 1 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 117 All'Interrogazione 4-00781
presentata da FORGIONE Risposta. - Preliminarmente appare opportuno ricordare che la disciplina degli enti locali in Sicilia, regione a statuto speciale, attribuisce al Presidente della Regione ed all'Assessore regionale con delega alle autonomie locali la competenza in materia di controlli sugli organi dei comuni, eccezion fatta per le fattispecie di scioglimento per gravi motivi di ordine pubblico e per infiltrazioni mafiose, ipotesi di competenza statale. Per quanto attiene ai fatti rappresentati dall'interrogante le vicende che riguardano l'Amministrazione comunale di Naso sono seguite con attenzione da parte della Prefettura di Messina, la quale è in continuo contatto con l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali della Regione, Siciliana, competente in materia di funzionamento degli organi consiliari. Secondo quanto riferito dal Prefetto, in data 4 giugno 2005 un gruppo di Consiglieri di opposizione del Comune di Naso presentava un esposto-denuncia alla competente autorità giudiziaria, concernente presunte illegalità commesse dall'amministrazione comunale di cui trattasi. Sulle circostanze segnalate sono ancora in corso le indagini della Procura della Repubblica. Al fine di acclarare la veridicità dei fatti contenuti nell'esposto, il suddetto Assessorato regionale, interessato dal Prefetto, disponeva, in data 14 ottobre 2005, un'ispezione presso gli uffici dell'Ente locale. Sulla base degli accertamenti compiuti, il Presidente della Regione Siciliana non riteneva di adottare alcun provvedimento di sospensione o rimozione del sindaco. Successivamente, lamentando il perdurare di presunti comportamenti illegittimi nella gestione dell'Amministrazione comunale, cinque consiglieri decidevano di autosospendersi dalla partecipazione all'attività del Consiglio e delle Commissioni consiliari. Ulteriori segnalazioni di presunte irregolarità pervenivano anche da altri membri del Consiglio. Per tali ragioni, la Regione Siciliana ha ritenuto opportuno disporre nuovi accertamenti presso il citato comune al fine di verificare la legittimità dell'azione amministrativa dei relativi organi. L'esito della predetta attività ispettiva e le conseguenti determinazioni non sono ancora noti alla Prefettura di Messina, la quale ha provveduto a invitare l'Assessorato a comunicarle ogni utile notizia e le iniziative di competenza che saranno eventualmente assunte. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alessandro Pajno.