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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00833 presentata da DIOGUARDI DANIELA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 02/08/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00833 presentata da DANIELA DIOGUARDI mercoledì 2 agosto 2006 nella seduta n.036 DIOGUARDI e MIGLIORE. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: dopo la denuncia di numerose donne, in attesa di interrompere la gravidanza, nella provincia di Palermo, sulle difficoltà che stanno incontrando, in questo periodo, per usufruire di un servizio previsto da una legge dello Stato, abbiamo potuto riscontrare la seguente situazione: a) Ospedale di Partinico: non servizio di IVG; b) Ospedale di Termini Imerese: non servizio di IVG; c) Ospedale di Corleone: non servizio di IVG; d) Ospedale di Palazzo Adriano: non servizio di IVG; e) Ospedale di Petralia Sottana: servizio sospeso nei mesi di luglio e agosto; f) Ospedale Ingrassia: servizio sospeso nel mese di agosto; g) Ospedale Cervello: due sedute nel mese di agosto; h) Istituto materno infantile: servizio attivo nei mesi di luglio e agosto; i) Ospedale Villa Sofia: servizio sospeso nei mesi di luglio e agosto; j) Clinica Ostetrica: una seduta nel mese di agosto; risulta agli interpellanti che all'ospedale civico di Palermo, il servizio è attivo, ma i responsabili dichiarano che sono impossibilitati ad affrontare le situazioni di emergenza che stanno precipitando tutte sulla loro struttura e che, di conseguenza, rischiano di dover chiudere il reparto che pratica l'interruzione volontaria di gravidanza; per sopperire a questa situazione, già in passato, era stata avanzata una proposta, dalla ASL 6 di Palermo, di costituire una «equipe mobile» di ginecologi e anestetisti non obiettori, disposti ad eseguire interventi di IVG presso le strutture della provincia, ma tale iniziativa è rimasta solo sulla carta; in questa situazione, molte donne residenti nella provincia di Palermo, che già debbono affrontare una scelta difficile e spesso dolorosa, sono costrette a recarsi a Palermo, affrontando difficoltà logistiche ed organizzative, nella speranza di trovare un posto letto libero; quanto sta accadendo, di fatto, rischia di rendere inapplicata una legge dello Stato e favorisce il ricorso a pratiche clandestine di interruzione della gravidanza; tutto ciò si inquadra in una situazione più generale che ha visto, negli ultimi anni, diminuire sia il numero dei consultori pubblici sul territorio nazionale che gli operatori, cosicché solo per l'encomiabile dedizione degli operatori sociali e sanitari addetti al servizio si è potuto continuare ad erogare un servizio previsto da una legge dello Stato -: se sia a conoscenza di quanto sopra esposto e quali dati si hanno, a livello nazionale, sulle strutture disponibili, soprattutto nei mesi estivi, ad eseguire interventi di interruzione volontaria della gravidanza; cosa intenda fare, nei limiti delle proprie competenze, affinché nella provincia di Palermo, come in tutta Italia, sia consentito a tutte le donne, che scelgano volontariamente di interrompere la gravidanza, di potere usufruire di un servizio previsto dallo Stato, senza dover subire umiliazioni e ritardi; come intenda operare per garantire la totale ed adeguata applicazione della legge n. 194 del 1978 e se non ritenga necessario che siano potenziati, su tutto il territorio nazionale, i consultori pubblici, in quanto strutture insostituibili per un'adeguata e corretta assistenza nel campo dell'educazione alla prevenzione e al controllo della nascite, nell'assistenza al percorso nascita, al dopo parto, nella consulenza per l'interruzione volontaria della gravidanza. (4-00833)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 9 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 049 All'Interrogazione 4-00833
presentata da DIOGUARDI Risposta. - Nell'ambito della competenza istituzionale del ministero della salute in materia di applicazione della legge 22 maggio 1978, n. 194, si precisa che i dati utili alla sorveglianza del fenomeno della interruzione volontaria della gravidanza (Ivg) vengono inviati al ministero ed all'Istituto superiore di Sanità (ISS) dalle Regioni mediante questionari trimestrali, contenenti esclusivamente i dati totali per ogni singola Regione, e non quelli a livello territoriale in possesso delle Istituzioni regionali. Si pubblica in calce una tabella delle Ivg effettuate nel 2004, con i dati suddivisi per Regioni e per trimestri, e con la percentuale di variazione rispetto all'anno 2003. I dati relativi all'attuazione della legge citata sono riportati nella relazione che annualmente il Ministro della salute presenta al Parlamento, anche in riferimento al problema della prevenzione; l'ultima relazione, relativa ai dati preliminari 2004 e ai dati definitivi 2003, è stata trasmessa al Parlamento il 19 ottobre 2005. Nell'analisi dei dati viene rappresentato anche il ruolo dei consultori familiari, nell'ambito delle attività per la tutela della salute materno-infantile; i consultori familiari rivestono, infatti, un ruolo fondamentale nel territorio in quanto la pecularietà del lavoro di équipe rende le attività stesse uniche nella rete delle risorse sanitarie e socio-assistenziali esistenti. Al riguardo, va sottolineata la specifica competenza degli enti territoriali in materia di organizzazione dei consultori, di attività connesse alla prevenzione e controllo delle nascite e di educazione alla salute nel percorso nascita. La tutela della salute della donna è stata fin'ora perseguita attraverso l'offerta di prestazioni di tipo preventivo, spesso integrata da interventi terapeutici, per lo più fruiti dalla popolazione femminile che spontaneamente accedeva al servizio e con forti limitazioni per quanto attiene alla tipologia dell'offerta stessa, dovuta, almeno in parte, a difficoltà burocratiche, alla scarsa disponibilità di risorse e agli ostacoli nel realizzare il lavoro dell'équipe multidisciplinare. La problematica dell'interruzione volontaria di gravidanza presenta certamente aspetti di delicatezza e complessità, implicando, infatti, la necessità di cercare di rimuovere le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione (anche attraverso interventi di natura sociale e socio sanitaria integrata) e di seguire adeguatamente da un punto di vista sanitario, ma anche psicologico, nell'intero percorso assistenziale, la donna che richiede una Ivg. Occorre, in particolare: garantire il supporto psicologico e sociale; qualora ne esistano le condizioni, deve essere previsto l'invio e/o la presa in carico della donna, da parte del Servizio sociale comunale, al fine di realizzare interventi di natura sociale e sanitari mirati a rimuovere le eventuali cause che inducono la donna ad interrompere la gravidanza; assumere la presa incarico della donna che richiede l'Ivg, facilitandone il percorso verso le strutture di II-III livello e favorirne il ritorno al consultorio familiare per la promozione della salute riproduttiva e la prevenzione della ripetitività dell'Ivg; offrire interventi finalizzati alla consulenza per la procreazione consapevole post Ivg. Le condizioni per potenziare l'attività consultoriale sono il completamento della rete consultoriale sul territorio, la presenza di organici completi e stabili e l'implementazione di programmi strategici di promozione della salute basati sull'offerta attiva e su sistemi espliciti di monitoraggio e valutazione alla luce di obiettivi chiaramente definiti. Tale potenziamento va sostenuto sia con attività di formazione continua nella capacità di programmazione operativa e di valutazione, sia assicurando la messa in rete con gli altri servizi territoriali. Relativamente a quanto rappresentato nell'atto parlamentare, l'Assessore alla Sanità della Regione siciliana ha impartito direttive al Dirigente generale dell'ispettorato sanitario regionale, il quale, con nota del 2 agosto 2006, ha invitato il Direttore generale della Azienda Usl n. 6 di Palermo «a voler riattivare immediatamente i presidi ospedalieri abilitati all'attività Ivg che ricadono nel territorio dell'Azienda Usl n. 6 ovvero, se ritenuto necessario, attivare una equipe itinerante di medici ginecologi, ed anestesisti per far si che le richieste dell'utenza della provincia di Palermo possano essere garantite presso le strutture già deputate a tale funzione». L'organo regionale, inoltre, ha precisato che è stato adottato un atto di programmazione finalizzato alla predisposizione di modelli organizzativi rivolti ad assicurare un adeguato livello di continuità assistenziale, «anche nel corso del periodo delle ferie estive durante il quale a causa dell'assenza del personale preposto, possono verificarsi disfunzioni e disservizi nella erogazione dei servizi sanitari». Con nota del 18 luglio 2006 sono state impartite puntuali direttive alle Asl regionali allo scopo di prevenire episodi di non adeguata assistenza nel territorio di loro competenza. La Regione, nell'ambito dei propri poteri di programmazione e vigilanza, ha invitato le Aziende sanitarie locali a predisporre piani operativi che investano ciascuna provincia, per costituire efficaci raccordi con le Aziende ospedaliere. Con riferimento al pericolo del ricorso ad aborti clandestini, le stime effettuate dall'Istituto superiore di Sanità hanno confermato la residua persistenza di tale fenomeno nelle regioni meridionali, con l'eccezione della Puglia. Per l'anno 1983 sono stati stimati circa 100.000 aborti clandestini, per il 70 per cento localizzati al Sud, mentre per il 2002 ed ancor oggi attuali sono stati indicati circa 20.000 aborti, di cui il 90 per cento localizzato al Sud. Nella Regione suddetta all'inizio della legalizzazione le autorità sanitarie competenti hanno operato concretamente perché in ogni singola Unità sanitaria locale fosse garantito, il servizio per l'interruzione volontaria di gravidanza, attivando, anche oltre quanto previsto dalla legge 194 del 1978, convenzioni con le cliniche (attorno al 50 per cento delle Ivg, contro la media nazionale di poco meno del 9 per cento), con sostanziale eliminazione dell'aborto clandestino. Quanto realizzato è in coerenza con le normative vigenti che attribuiscono alla competenza degli Enti regionali garantire l'applicazione delle leggi dello Stato in tema di sanità pubblica da parte delle Aziende sanitarie ed ospedaliere. Dagli studi condotti dall'Iss sulla mobilità delle pazienti, risulta che, in caso di assenza di servizi in grado di effettuare interruzioni di gravidanza in un definito contesto territoriale, le donne residenti, che abbiano intenzione di ricorrervi, si recano in altre province o regioni dove il servizio viene più garantito, se hanno maggiore capacità di orientarsi e cercare servizi, mentre in caso di deprivazione sociale è più probabile il ricorso all'aborto clandestino, con la conseguenza di non avere contatti con professionisti/e in grado di operare anche in termini di prevenzione. In risposta all'ultimo quesito posto dagli interroganti, si precisa che nella seduta del Consiglio dei Ministri del 14 luglio 2006 è stato approvato un disegno di legge proposto dal Ministro della salute in materia di salute della donna e del bambino, ritenuti obiettivi prioritari da perseguire a livello nazionale. Fra le finalità del provvedimento legislativo vi è l'implementazione dell'attività dei consultori familiari, mirata a favorire un elevato grado di salute preconcezionale ed a prevenire le patologie del concepito e della madre. L'attività dei consultori deve inoltre promuovere anche la salute riproduttiva con programmi mirati alla tutela della maternità e ad una maggiore diffusione dell'allattamento al seno. Il disegno di legge intende inoltre contrastare le disuguaglianze territoriali e sociali, di accesso ai servizi per la tutela materno-infantile, anche a favore della popolazione immigrata. Ulteriore obbiettivo è quello di promuovere l'informazione e la consulenza alle donne che decidono di avere una gravidanza, alle gestanti e alle puerpere, mediante corsi di accompagnamento alla nascita; appare pertanto fondamentale, in tal senso, il ruolo e l'attività dei servizi consultoriali. Sul provvedimento dovrà essere acquisito, in una delle prossime sedute, il necessario parere della Conferenza Stato-Regioni. Tabella A Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG) nel 2004 - Valori assoluti: dati 2004 e confronti con il 2003. REGIONE N. IVG per trimestre Totale 2004 Totale 2003 Var. % I II III IV ITALIA SETTENTRIONALE 16.817 16.683 14.867 14.742 63.109 60217 4,8 Piemonte 3.137 3.112 2.690 2.669 11.609 10921 6,3 Valle d'Aosta 89 65 59 64 277 294 -5,8 Lombardia 6.248 6.271 5.678 5.712 23.909 23072 3,6 Bolzano 159 139 145 139 582 525 10,9 Trento 354 364 329 271 1.318 1229 7,2 Veneto 1.910 1.974 1.571 1.712 (*) 7.167 (*) 6.773 5,8 Friuli Venezia Giulia 643 632 574 556 2.405 2.232 7,8 Liguria 1.079 1.065 976 883 4.003 3.893 2,8 Emilia Romagna 3.198 3.060 2.845 2.736 11.839 11.278 5,0 ITALIA CENTRALE 8.186 8.036 7.111 6.765 30.098 28.406 6,0 Toscana 2.345 2.376 2.063 1.978 8.762 8.106 8,1 Umbria 688 663 561 570 2.482 2.293 8,2 Marche 694 695 601 626 2.616 2.872 -2,1 Lazio 4.459 4.302 3.886 3.591 16.238 15.335 5,9 ITALIA MERIDIONALE 9.399 8.787 7.480 6.221 31.887 31.918 -0,1 Abruzzo 809 815 707 633 2.964 2.902 2,1 Molise 197 170 145 133 645 525 22,9 Campania 3.562 3.425 2.771 1.956 11.714 12.232 -4,2 Puglia 3.734 3.344 2.919 2.656 12.653 12.519 1,1 Basilicata 185 166 124 149 624 615 1,5 Calabria 912 867 814 694 3.287 3.125 5,2 ITALIA INSULARE 3.210 3.123 2.881 2.407 11.621 11.637 -0,1 Sicilia 2.511 2.498 2.229 1.919 9.157 9.203 -0,5 Sardegna 649 625 652 488 2.464 2.434 1,2 ITALIA 37.612 36.629 32.339 30.135 136.715 132.178 3,4 (*) Stimato. Il Sottosegretario di Stato per la salute: Antonio Gaglione.



 
Cronologia
giovedì 27 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 159 voti favorevoli, l'articolo 2 e del disegno di legge S. n. 845 recante disposizioni per la partecipazione italiana alle missioni internazionali, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Nella seduta del 28 luglio il Senato approva il disegno di legge nel suo complesso sul quale il Governo ha posto la fiducia, con 161 voti favorevoli.

mercoledì 2 agosto
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro degli esteri D'Alema riferisce alla Camera sulla crisi mediorientale.

venerdì 18 agosto
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo il voto del Consiglio dei ministri, anche il Parlamento - con il voto delle Commissioni esteri e difesa - autorizza il Governo a prendere le iniziative necessarie per dare attuazione alla risoluzione n.1701 dell'Onu, che prevede l'impiego di una forza multinazionale in Libano. Il premier israeliano Olmert chiederà all'Italia di guidare il contingente.