Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00120 presentata da CANTONI GIANPIERO CARLO (FORZA ITALIA) in data 19/09/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00120 presentata da GIANPIERO CARLO CANTONI martedì 19 settembre 2006 nella seduta n.033 CANTONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: un piano alternativo per la modifica degli assetti proprietari di Telecom, scritto su carta intestata della segreteria del Presidente del Consiglio, nel quale si afferma che solo conferendo la telefonia fissa alla Cassa depositi e prestiti quell'impresa privata avrebbe potuto salvarsi dai debiti e dall'intervento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è stato fatto pervenire ad un imprenditore privato, il dott. Tronchetti Provera, ad opera del dott. Rovati, uno dei più stretti collaboratori del Presidente del Consiglio; il Presidente del Consiglio ha affermato di non essere stato debitamente informato dal dott. Tronchetti Provera su ciò che riguardava Telecom nonostante l'iniziativa presa dal suo stretto collaboratore; sono state rese pubbliche dal Presidente del Consiglio notizie riservate che riguardavano anche altre aziende come la Time Warner e la General Electric riferendo anche quello che l'amministratore delegato della Telecom in un colloquio del tutto privato e riservato gli aveva riferito sulle trattative con Murdoch, sui contatti con la General Electric e la Time Warner e l'importo (da 7 a 9 miliardi di euro) che sull'attuale proprietà di Telecom intendeva ricavare dalla vendita della Telecom Brasile; infine, il dott. Rovati, incalzato dagli eventi, ha ritenuto opportuno dimettersi dall'incarico di consigliere economico e politico del Presidente del Consiglio Prodi, si chiede di sapere: se il suddetto piano di modifica degli assetti proprietari di Telecom, scritto su carta intestata della segreteria del Presidente del Consiglio, sia stato redatto sotto la responsabilità politica del capo del Governo o si sia trattato di una iniziativa tanto estemporanea quanto artigianale del dott. Rovati; se, anche nel caso in cui il Presidente del Consiglio non fosse stato a conoscenza di questo progetto del dott. Rovati, non sia comunque cosa gravissima che su carta intestata della Segreteria del Presidente del Consiglio sia stata fatta pervenire ad opera di uno dei più stretti collaboratori del medesimo ad un imprenditore privato il suddetto piano di riassetto proprietario di Telecom mettendo in atto un'azione dirigista della Presidenza del Consiglio; se il Governo reputi ammissibile che in un piano comunque redatto su carta intestata del Presidente del Consiglio si affermi che solo conferendo la telefonia fissa alla Cassa depositi e prestiti quell'impresa privata avrebbe potuto salvarsi dai debiti e dall'intervento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; se non si ritenga di aver messo in condizioni di grande difficoltà l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che per sua natura è autonoma dal Governo, avendola indebitamente chiamata in causa; se non si ritenga legittimo sia sul piano politico, sia sul terreno della lettera e della sostanza del trattato di Maastricht, sia dal punto di vista del rispetto della legge, sia sul piano del rapporto con i mercati azionari che comunque il Presidente del Consiglio intervenga con attacchi e intimidazioni nei confronti di un'impresa privata e che questa azione sia stata accompagnata dalla redazione e dall'invio di un piano alternativo da parte di uno stretto collaboratore del Presidente del Consiglio; se non si ritenga che sia del tutto scorretto e istituzionalmente devastante che il Presidente del Consiglio abbia riferito quello che l'amministratore delegato della Telecom in un colloquio del tutto privato e riservato gli aveva riferito sulle trattative con Murdoch, sia sui contatti con la General Electric e la Time Warner e l'importo che l'attuale proprietà di Telecom intendeva ricavare dalla vendita della Telecom Brasile; se non ci sia stata anche un'indebita ingerenza sui valori di mercato; se non si reputi legittima una simile trasformazione delle funzioni della Presidenza del Consiglio; se, oltre alle avvenute dimissioni del dott. Rovati, anche il Presidente del Consiglio, in seguito a tutte le distorsioni e perversioni istituzionali legali e politiche avvenute in questa vicenda, non ritenga di trarre le logiche conseguenze in seguito ai suddetti gravissimi fatti. (3-00120)