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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00024 presentata da MALAN LUCIO (FORZA ITALIA) in data 19/09/2006

Atto Senato Mozione 1-00024 presentata da LUCIO MALAN martedì 19 settembre 2006 nella seduta n.033 MALAN, STRACQUADANIO, RAMPONI, AMATO, BARELLI, BIANCONI, BONFRISCO, Burani Procaccini, CARRARA, GUZZANTI, PASTORE, PIANETTA, PICCONE - Il Senato, considerato che: il giorno 19 agosto 2006 è stata pubblicata sul "Quotidiano Nazionale" una inserzione a pagamento dell'Ucoii (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia) Onlus, dal seguente testo: "Nel nome di Dio il Misericordioso, la Pace Cari italiani e care italiane, Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane Dedicate 5 minuti a questa lettura, e pensate che, mentre state leggendo, ci sono innocenti che muoiono. L'estate del 2006 potrebbe essere ricordata tra le pagine di cronaca nera dell'umanità. Il condizionale è d'obbligo perché persiste una vergognosa e sistematica censura che stravolge le verità storiche e filtra la diffusione delle informazioni. Ecco perché, noi dell'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (U.C.O.I.I. - Onlus), abbiamo deciso di comprare questa pagina: adempiamo al dovere di informare e testimoniare. La sesta guerra sferrata da Israele contro il Libano si sta consumando ormai da un mese, con un bilancio agghiacciante di morti, feriti e sfollati. Oltre 1000 persone hanno trovato la morte in sole 4 settimane: più un quinto della popolazione si trova senza un tetto; decine di migliaia sono i feriti. Fonti ospedaliere, confermate anche dalla Croce Rossa Libanese hanno parlato dei 'feriti mai visti prima', denunciando l'uso, da parte dell'esercito israeliano, anche di armi al fosforo proibite. Ormai si è perso il conto delle bombe che Caccia di Tel Aviv hanno sganciato sul Libano. A questa pioggia di morte ha fatto eco ogni giorno la cronaca che giunge dalla Palestina. Il dramma di intere popolazioni vittime della barbaria espansionista, unisce nella sua tragicità, Libano e Palestina. La spiaggia di Jabalya come il massacro di Qana: la cronaca delle violenze israeliane contro i civili inermi, si sta consumando sotto lo sguardo indifferente dell'umanità. La morte dei bambini, donne e innocenti, sembra essere diventata un fatto ordinario, scontato, che non merita di essere citato, commentato, né tanto meno condannato dai media e dalle sedi della politica internazionale: là dove quest'ultima ha tentato di muoversi è arrivata implacabile la condanna del veto. I morti sono così diventati un effetto prevedibile e non collaterale di quello che si è dimostrato un progetto politico consolidato. Nel triste elenco delle vittime della violenza omicida dell'esercito israeliano ci sono anche giornalisti, caschi blu dell'ONU, pacifisti di ogni zona del mondo, anche americani. Abbiamo sentito parlare di nuovo Medio Oriente, un'espressione che cela quella più antica del 'Grande Israele'. Gli scopi del nuovo attacco contro il Libano sono sembrati chiari fin dai primi giorni del conflitto: Tel Aviv ha subito chiarito le sue intenzioni di espandersi nel territorio libanese su un'area di oltre 30 chilometri. Questo nuovo territorio andrebbe ad annettersi a quelli precedentemente occupati, come accadde per le alture del Golan siriano e in territorio della Cisgiordania palestinesi. Ricordiamo alcuni fatti storici della guerra israeliana contro il Libano e la Palestina."; segue un elenco di 35 "massacri" in Palestina e altri 35 in Libano, con il numero dei morti di ciascuno, per un totale di 8.088; al termine dell'elenco si trovano le seguenti parole: "Marzabotto = Gaza = Fosse Ardeatine = Libano Quello che avete letto non è un elenco di numeri e date che si possono dimenticare: è il racconto di una tragedia che si sta consumando non molto distante da noi. Ora nessuno potrà dire: 'Io non lo sapevo'"; il testo di detta inserzione è successivamente stato inserito nel sito web ufficiale dell'Ucoii, www.islam-ucoii.it; ritenuto che: l'accostamento alle stragi naziste è ripetuto e del tutto ingiustificato dal punto di vista storico e morale; ben 3.500 delle 8.088 vittime sono attribuite al massacro di Sabra e Chatila, notoriamente non perpetrato da israeliani; in molti altri casi i numeri sono ampiamente aumentati rispetto alla realtà: basti citare il recente episodio di Qana, in cui i morti furono annunciati alla stampa in numero di 58, mentre poi furono accertati essere 28: l'annuncio in questione riporta il numero di 60 morti; tutti i dati relativi ai presunti massacri in Libano sono tratti da un opuscolo dell'organizzazione terroristica Hezbollah, con la sola aggiunta dei dati su Qana, come risulta dal sito Internet islam-online.it; non si parla degli attentati, degli atti ostili e dei massacri compiuti contro gli israeliani, civili e militari, che nella maggior parte dei casi sono all'origine dei fatti citati; si parla di sei guerre di Israele contro il Libano, falsando il fatto che quanto meno la guerra del 1948-49 e quella del 1973 sono state indubitabilmente scatenate da altri contro Israele allo scopo di annientarlo; vengono chiamati "massacri", suggerendo un parallelo con Marzabotto e le Fosse Ardeatine e anche con episodi bellici, come la presa di Gerusalemme nel 1967; vengono asserite altre falsità come l'intento di Israele di annettersi una fascia di 30 chilometri di territorio libanese con l'attacco delle scorse settimane, che - a pochi giorni dall'inserzione - le truppe di Gerusalemme stanno invece già abbandonando, come sempre è avvenuto anche in passato; preso atto che: fino ad oggi gli estremisti islamici dell'Ucoii sono pienamente legittimati dalle istituzioni e dallo Stato, il loro presidente Mohamed Nour Dachan siede in seno alla Consulta per l'islam italiano istituita dal Ministro dell'interno, affermano di controllare l'85% delle moschee e di essere i veri rappresentanti dell'insieme dei musulmani in Italia, e indicano come primo punto dei loro obiettivi la "unicità di rappresentanza di fronte alle istituzioni dello Stato"; nella riunione della Consulta per l'islam italiano appositamente convocata dal ministro Amato per esprimere esplicitamente la condanna del testo firmato dall'Ucoii è mancata l'unica condanna che serviva, quella del presidente dell'Ucoii, Mohamed Nour Dachan, che in tutte le occasioni, insieme al portavoce dell'Ucoii, Hamza Roberto Piccardo, ha rivendicato con orgoglio le aberranti espressioni contenute nel testo; ritenuto che l'inserzione pubblicata a pagamento dal "Quotidiano Nazionale" l'Ucoii mira a consolidare agli occhi degli italiani un'immagine demonizzata e sanguinaria di Israele enunciando l'equivalenza «Marzabotto = Gaza = Fosse Ardeatine = Libano»; considerato che: l'Ucoii, in un comunicato del 1° agosto 2006, afferma che la strage di Qana "è il segno di un'ulteriore escalation criminale di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella violenza e nell'ingiustizia e che, Iddio non voglia, finirà per essere la tragedia definitiva del suo stesso popolo"; il presidente Dachan, contraddicendo i comunicati ufficiali dell'Ucoii emessi l'11 marzo 2004 e il 7 luglio 2005, ha sostenuto (articolo di Jenner Meletti su "la Repubblica" del 18 agosto 2006) che gli attentati di Madrid e Londra sarebbero opera dei "servizi segreti che forniscono le armi e dettano gli orari", così come sarebbe "una grande falsità" il piano per far esplodere simultaneamente una decina di aerei in partenza da Londra: "Volevano distogliere l'attenzione da ciò che sta succedendo in Libano e hanno inventato tutto, così i musulmani diventano il pericolo. (...) Negli aeroporti si fanno controlli pesanti e si dà fastidio ai passeggeri così imparano a odiare i musulmani"; il portavoce dell'Ucoii, Hamza Roberto Piccardo, ha avuto l'ardire di scrivere al Ministro dell'interno Amato, il 12 agosto 2006, all'indomani dell'annuncio del fermo di una quarantina di islamici, che "non è così che si fa antiterrorismo, l'operazione è stata presentata dal ministero come di contrasto al terrorismo e l'aggettivo 'islamico' si è sprecato per indicare l'ambiente in cui cercare i terroristi"; ammonendo il ministro Amato a dire "a chiare lettere che noi musulmani stranieri e italiani siamo risultati estranei, una volta di più, a ogni attività suscettibile di mettere in pericolo la sicurezza collettiva e l'ordine pubblico"; sul sito gestito dall'editrice El Hikna di Hamza Roberto Piccardo (www.islam-online.it) si può leggere il messaggio del 24 luglio della Associazione Islamica "Imam Mahdi", in cui si invitano "tutti gli uomini di buona volontà (...) ad adoperarsi per contribuire anch'essi a porre fine una volta per tutte al sedicente 'Stato d'Israele', a questo incubo orrendo, a questo mostro immondo che si nutre di sangue innocente" definito all'esordio del messaggio "l'entità criminale autoproclamatasi 'Stato d'Israele'"; sullo stesso sito è reperibile un altro messaggio intitolato "Lettera di Hamza Piccardo alle comunità", recante in calce la firma dello stesso Piccardo "a nome del consiglio direttivo dell'Ucoii", in cui si afferma, tra l'altro: "Quello che sta succedendo in Libano e a Gaza è esattamente il tentativo di distruggere l'umanità positiva che si estrinseca per moltitudini di uomini e donne nella menzione del Nome di Dio. È il tentativo orribile e reiterato di sostituire quella comunanza nel bene con una comunanza nell'odio, nella vendetta, nella volontà di annichilire l'avversario utilizzando lo strapotere militare e mediatico. La blasfemità della guerra trova la sua massima espressione nei bombardamenti terroristici (...). In quanto credenti, sappiamo che Iddio odia gli aggressori e che la sola reazione da Lui accetta è quella proporzionata all'offesa subita"; al termine di detto testo si legge inoltre: "Date la massima diffusione e fate circolare questo documento, fatelo leggere dopo la khutba del venerdì e durante le sedute di studio. La consapevolezza generalizzata è necessaria per dare la migliore risposta a quanto sta accadendo. Allah vi compensi"; sempre dallo stesso sito, mediante il link "Web italiano" si accede al sito di "attività e informazioni della comunità sciita in Italia", dove in bella evidenza si trova il "Compendio della Dottrima Islamica" redatto dall'Ayatollah Tabatabai, dove si legge, tra l'altro, "L'Islam (…) considera coloro che rifiutano di accettare la verità e la giustizia suoi nemici vitali e perturbatori dell'ordine mondiale. Per la religione islamica tali individui non hanno nessun valore e non sono degni di alcun rispetto. Dal momento che essa è una religione universale e non è destinata a classi o nazioni particolari, lotta contro i politeisti che dopo essere stati motivati con chiare e rigorose argomentazioni e aver sentito saggi consigli si rifiutano ancora di accettare la verità e di sottomettersi ai precetti divini, e lo fa al fine di costringerli a piegarsi dinanzi alla verità e alla giustizia"; poche righe dopo si legge altresì: "L'Islam fa guerra alle seguenti categorie di persone: 1) i politeisti, ovvero coloro che non credono all'Unicità di Dio, alla Profezia e alla Risurrezione (…) Se (…), dopo aver compreso chiaramente la verità, si rifiutano di accettarla e di convertirsi, l'Islam agirà verso di loro secondo il dovere religioso della gihàd. 2) Gli Ebrei, i Cristiani e gli Zoroastriani (…) [L]o stato islamico, in cambio di un'irrisoria somma di denaro che essi sono tenuti ogni anno a pagare ai Musulmani, dà loro la possibilità di godere della sua tutela, permette loro di conservare la propria indipendenza, di praticare liberamente la loro religione e, al pari dei Musulmani, avere protetta la vita, l'onore e beni. Essi debbono tuttavia guardarsi dal fare propaganda antislamica o dall'aiutare i nemici dell'Islam o dal compiere qualsiasi altro atto sfavorevole ai Musulmani (…) 4) I nemici dell'Islam che attaccano con l'intento di distruggerne le basi o con l'intenzione di rovesciare il governo islamico (…) Se gli interessi dei Musulmani e dell'Islam lo rendono necessario, la società islamica può temporaneamente concludere con i nemici dell'Islam un patto di non aggressione; non ha però il diritto di stabilire con loro rapporti di amicizia tali che le parole e il comportamento di questi empi influenzino negativamente i Musulmani, corrompendo le loro menti e la loro condotta"; nella sezione "Palestinian Italian News" dello stesso sito (www.infopal.it7det.asp?id=1531) si trova un articolo dal titolo "Lo Stato gangster di Israele", dove, tra l'altro, si definisce "mafiosa" la maniera in cui gli ebrei sono ritornati nella terra d'origine, si definisce "bavosa e stomachevole la veglia a favore dello Stato d'Israele", si parla di "furia bestiale degli israeliani, criminali yankee in versione ebraica", e del "rischio non irreale (…) di un'ennesima guerra mondiale con epicentro il Medio Oriente e antagonisti, da un lato la criminocrazia del Pentagono con tutti i paesi segugi, tra cui il nostro, e, dall'altro il mondo arabo con l'appoggio - c'è da augurarselo - della Cina, della Russia e della Corea del Nord. A massacro compiuto, gli eventuali superstiti delle bombe nucleari conteranno i cocci e forse ricomincerà una nuova vita se il Moloch americano sarà stato debellato"; in altri articoli si legge, ad esempio: "il fatto che a compiere tutte le barbarie che abbiamo elencato - per di più con fini particolarmente biechi (distruggere i palestinesi come popolo) - sia un governo democraticamente eletto non mi pare che possa trasformare tali barbarie in atti moralmente lodevoli. L'unico significato del fatto che il governo israeliano sia democraticamente eletto è che l'intero popolo israeliano diviene nel suo complesso responsabile per ciò che i suoi rappresentanti fanno ai danni dei palestinesi", ed espressioni come "l'entità criminale autoproclamatasi Stato d'Israele", "entità criminale sionista", "delle guerre d'aggressione di cui si nutre", "la sanguinaria bestia sionista", "il nostro appello va a tutti gli uomini di buona volontà, ai nobili e liberi (…) ad adoperarsi per contribuire anch'essi a porre fine una volta per tutte al sedicente "Stato d'Israele", a questo incubo orrendo, a questo mostro immondo che si nutre di sangue innocente: obiettivo che potrà essere conseguito, a Iddio piacendo, con la cancellazione del sionismo dalle pagine della storia"; ancora nello stesso sito, sotto il titolo "I bambini della Palestina", si trova una sorta di racconto per immagini dove si attribuisce a un ignoto israeliano il proposito di sterminare sistematicamente i bambini palestinesi, con foto che appaiano artificiosamente soldati israeliani in assetto di guerra e armi pesanti puntate con immagini di bambini palestinesi che protestano o scagliano sassolini; dalle varie prese di posizione dell'Ucoii emerge che tale organizzazione nega il diritto di Israele all'esistenza, ne predica la distruzione, legittima il terrorismo palestinese e gli attentati in Iraq e Afghanistan contro le forze multinazionali, che mira a monopolizzare il potere tra i musulmani nostrani e a concorrere alla nascita della umma , la nazione islamica ovunque nel mondo, in sintonia con la strategia eversiva e talvolta violenta dei Fratelli Musulmani; richiamati: l'adesione dell'Italia alla "Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale", che è pertanto legge dello Stato pienamente recepita nell'ordinamento giuridico, convenzione ratificata dalla legge 13 ottobre 1975, n. 654, successivamente modificata dal decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205; il comma 3 dell'articolo 3 della suddetta legge che recita: "È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi"; ritenuto che l'Ucoii (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia) Onlus, per tutte le considerazioni sopra menzionate rientri tra le associazioni vietate dalla legge, impegna il Governo a dare attuazione alle vigenti disposizioni di legge e procedere allo scioglimento dell'Ucoii (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia) Onlus, provvedendo nel contempo a segnalare all'autorità giudiziaria gli aderenti all'organizzazione per le determinazioni di competenza. (1-00024)

 
Cronologia
sabato 26 agosto
  • Politica, cultura e società
    I consigli di amministrazione di Banca Intesa e Sanpaolo approvano all'unanimità la fusione tra i due istituti.

venerdì 13 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il sudcoreano Ban Ki Moon, è il nuovo Segretario generale della Nazioni Unite.