Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00131 presentata da QUAGLIARIELLO GAETANO (FORZA ITALIA) in data 21/09/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00131 presentata da GAETANO QUAGLIARIELLO giovedì 21 settembre 2006 nella seduta n.036 QUAGLIARIELLO, PASTORE, MANTOVANO, Alberti Casellati, SARO, MAFFIOLI, PALMA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione - Premesso che: la contrattazione collettiva tra organizzazioni sindacali e pubbliche amministrazioni avviene su due distinti livelli. Il primo livello avviene in sede centrale, e per i dipendenti pubblici "contrattualizzati" - soggetti cioè al regime privatistico sulla base degli accordi del luglio 1993 tra organizzazioni sindacali e Governo - questa avviene presso l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), istituita nel 1993 per svolgere ogni attività relativa alla negoziazione e definizione dei contratti collettivi del personale dei vari comparti del pubblico impiego. Il secondo livello, o contrattazione integrativa, avviene a livello decentrato e rappresenta il frutto della negoziazione tra sindacati "aziendali" e singola pubblica amministrazione; l'ARAN predispone trimestralmente un rapporto sull'evoluzione delle retribuzioni di fatto dei dipendenti pubblici, che ai sensi dell'articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 165/2001, invia al Governo, ai Comitati di settore ed alle competenti Commissioni parlamentari, l'ultimo rapporto trimestrale ARAN, il n. 2 del 2006, pubblicato sul sito internet dell'Agenzia il 18 settembre 2006, mette in rilievo l'andamento delle retribuzioni dei pubblici dipendenti a chiusura della tornata contrattuale 2002 - 2005; da una comparazione dei dati della Contabilità nazionale, dell'Istat e di un apposito campione Aran - che analizza l'andamento delle retribuzioni derivanti dai contratti sottoscritti presso l'Agenzia - il rapporto trimestrale dell'ARAN mette in evidenza una eccessiva crescita delle retribuzioni nel pubblico impiego in rapporto all'andamento sia dell'inflazione, sia delle retribuzioni nel settore privato; secondo i dati del citato rapporto, nel periodo 2000-2005 le retribuzioni complessive (retribuzioni di fatto) del pubblico impiego hanno sperimentato una crescita pari al 23,7% - con un picco nel comparto Enti locali del 26,8%. Nello stesso periodo il tasso di inflazione registrava una crescita del 12,6% e le retribuzioni nel settore privato aumentavano del 15,1%; sempre il rapporto trimestrale dell'ARAN mette in evidenza come gli aumenti retributivi negoziati presso l'Agenzia siano, invece, in linea sia con l'andamento del tasso di inflazione, sia con le retribuzioni del settore privato, registrando un aumento del 15,9% emerge chiaramente dallo studio curato dall'ARAN che le retribuzioni del pubblico impiego aumentano vertiginosamente in sede di contrattazione integrativa, o di secondo livello; considerato, inoltre, che: non si è ancora realizzato un compiuto meccanismo di federalismo fiscale che responsabilizzi le singole amministrazioni, a livello decentrato, nell'erogazione di risorse pubbliche; che l'elevato profilo tecnico dell'ARAN ha garantito il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, al contrario delle singole amministrazioni pubbliche, che in sede di contrattazione decentrata hanno seriamente aggravato la stabilità dei conti pubblici; nelle amministrazioni pubbliche decentrate spesso si realizza un più efficace potere di pressione da parte del sindacato; l'attuale maggioranza di governo si mostra molto sensibile alle richieste del sindacato del pubblico impiego; è da considerarsi profondamente iniquo un andamento delle retribuzioni così divaricato, tra settore pubblico e settore privato, da mettere a rischio le relazioni industriali nel settore privato; l'equilibrio dei conti pubblici è storicamente precario, si chiede di sapere: se sia intendimento del Ministro dell'economia e delle finanze proporre una legge di bilancio superiore ai 30 miliardi di euro annunciati per adempiere alle richieste dei sindacati del pubblico impiego; se i cittadini italiani, non tutti dipendenti pubblici, debbano aspettarsi un ulteriore inasprimento del prelievo fiscale per garantire una crescita costante delle retribuzioni nel pubblico impiego; quali siano le posizioni del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione sulla contrattazione integrativa, se lo ritenga strumento valido ed equo, e se intenda assecondare le richieste recentemente avanzate dal sindacato del pubblico impiego; come i Ministri in indirizzo intendano porre rimedio ad un'evidente condizione di sperequazione, non solo tra settore pubblico e privato, ma anche all'interno dello stesso pubblico impiego, dove i dipendenti delle amministrazioni centrali sono seriamente discriminati rispetto a quelli degli enti locali. (3-00131)