Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00052 presentata da FINI GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 21/09/2006
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00052 presentata da GIUSEPPE FINI giovedì 21 settembre 2006 nella seduta n.039 La XIII Commissione, premesso che: il biodiesel è un carburante a basso impatto ambientale che si ottiene da fonti introvabili (oli vegetabili di colza, soia, girasole) le cui caratteristiche chimico-fisiche e prestazionali sono quasi identiche a quelle del gasolio minerale e quindi può essere utilizzato sia puro che in miscela con gasolio in tutti i motori diesel senza bisogno di modifica; il biodiesel (unitamente all'altro biocarburante bioetanolo) è l'unica opportunità, oggi disponibile, di contributo alla riduzione della CO 2 (Protocollo di Kyoto) nel settore del trasporto; sono da tempo confermate le sensibili riduzioni di emissioni inquinanti (primo fra tutti il particolare PM10); nell'attuale situazione di prezzo del petrolio intorno ai 70 dollari al barile risultano più valide le motivazioni strategiche dello sviluppo dei biocarburanti, quale diversificazione delle fonti di energia e riduzione della dipendenza da aree politicamente instabili, contribuendo altresì ad un significativo sviluppo economico lungo tutta la filiera (produzione agricola, indotto agricolo, trasformazione agroindustriale, produzione biocarburanti, fornitura di tecnologia e di impianti); l'unione europea ha emanato le Direttive 2003/30 e 2003/96, con l'obiettivo di una incorporazione minima di biocarburanti pari al 2 per cento nel 2005 e crescente fino al 5,75 per cento nel 2010 su tale consumo carburanti; il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea della scorsa primavera ha proposto di portare tale obiettivo a 8-10 per cento nel 2012/2015; l'utilizzo attuale di biodiesel nella Unione Europea a 25 Stati è di circa 4 milioni di tonnellate, pari a circa il 2,5 per cento del mercato del gasolio; le stime più autorevoli prevedono una domanda pari a circa 9-10 milioni di tonnellate nell'arco di 3-4 anni; tutti gli Stati membri stanno implementando politiche e strumenti per il raggiungimento degli obiettivi (Francia e Germania arriveranno a consumi compresi fra 2 e 3 milioni di tonnellate ciascuno già entro il 2007-2008); Spagna, Inghilterra e Austria hanno varato legislazioni molto favorevoli e si ritiene che entro fine 2006 quasi tutti gli Stati membri abbiano messo a punto i meccanismi normativi in linea con la Direttiva; la Commissione Unione Europea lo scorso mese ha avviato una Procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per avere fissato obiettivi non in linea con la Direttiva e per non avere inviato il dovuto rapporto sulla situazione nazionale; la situazione italiana attuale prevede: a) l'esenzione da accisa nell'ambito di un contigente (per diversi anni a 300.000 tonnellate, poi ridotto a 200.000 tonn/anno della finanziaria 2005); b) ripartizione annuale del contingente in esenzione, aperta agli impianti produttivi Unione Europea (attualmente 15 beneficiari) secondo una formula matematica in funzione di capacità installata e immissioni al consumo nell'anno precedente; la legge n. 81 del 2006 prevede l'obbligo di miscelazione con almeno una percentuale dell'1 per cento di biocarburanti da luglio 2006, crescente fino al 5 per cento nel 2010, ma solo se proveniente da materie prime in «filiera»; il mercato di Gasolio per autotrazione consta di circa 22 milioni di tonnellate, per cui ogni 1 per cento è pari a 220.000 tonnellate (per cui l'attuale contingente congela l'incorporazione a circa lo 0,8 per cento); oltre alle possibilità tradizionali di aumento della superficie coltivata a semi oleosi nell'ambito della rotazione dei seminativi, da quest'anno si rendono disponibili circa 120.000 ettari precedentemente coltivati a barbabietola; la domanda potenziale esiste ancora in Italia ma è necessario ridurre drasticamente i vincoli, creando le condizioni - contemporaneamente - per una industria efficiente e competitiva; l'utilizzo di materia prima di origine italiana può e deve avvenire tramite un importante aumento della domanda complessiva, all'interno di cui si troverà facile collocamento tutta la produzione nazionale; la dimensione della domanda potenziale è nettamente superiore alla possibilità di offerta, per cui non sussisteranno problematiche di assorbimento della produzione agricola nazionale purché, a condizioni di competitività pari alle altre produzioni comunitarie; le rese agronomiche dei semi oleosi in Italia nelle zone vocate non sono inferiori alle migliori produzioni centro e nord europee; l'esenzione totale dell'accisa è chiaramente non più compatibile per l'erario in una auspicata situazione di considerevole aumento di volumi; l'obbligatorietà di utilizzo per via legislativa (che, anche se periodicamente discussa, non è mai stata realizzata in nessun paese), imporrebbe, per essere efficace, un sistema di sanzioni e di controlli amministrativi e burocratici estremamente complessi, in direzione opposta al trend di liberalizzazione delle fonti di energia; una totale liberalizzazione del mercato, accoppiato ad una ridotta agevolazione fiscale non è raccomandabile nel nostro paese, che - essendo strutturalmente meno competitivo altri - porterebbe ad un forte aumento delle importazioni di prodotti finiti, con modestissime ricadute sia sul mondo agricolo che su quello industriale; sembra assai più funzionale un sistema simile a quello adottato con successo pieno in Francia: defiscalizzazione parziale e decrescente nel tempo; fissazione di obiettivi annuali di tassi di incorporazione crescenti; introduzione di una sanzione/tassa addizionale sui carburanti (TGAP «Tassa generale sulle attività inquinanti») a carico delle società petrolifere, al momento della immissione al consumo, crescente nel tempo, in linea con gli obiettivi di cui sopra, ma ridotta proporzionalmente nella misura in cui si utilizzano biocarburanti nelle miscele (percentuale calcolata in termini di contenuto energetico); in questo modo si crea un incentivo economico per i distributori di prodotti petroliferi ad utilizzare biocarburanti; impegna il Governo a sviluppare una attiva politica dei biocarburanti, che si inserisca, perfettamente nei programmi governativi di diversificazione delle fonti energetiche e supporto delle energie rinnovabili, e ad inserire nel disegno di Legge finanziaria 2007 un dispositivo specifico che rilanci lo sviluppo nel settore attraverso una completa revisione della normativa, eliminando gli attuali vincoli esistenti e riferendosi ai criteri indicati nella presente risoluzione. (7-00052) «Giuseppe Fini».