Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00141 presentata da AMATO PAOLO (FORZA ITALIA) in data 26/09/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00141 presentata da PAOLO AMATO martedì 26 settembre 2006 nella seduta n.038 AMATO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali - Premesso che: l'Opificio delle pietre dure, fondato a Firenze nel 1588 da Ferdinando I de' Medici, è un istituto autonomo del Ministero dei beni e delle attività culturali, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte, al quale, in seguito all'alluvione che colpì Firenze nel 1966 - grazie all'Opificio si salvarono migliaia di opere - ed alla legge istitutiva del Ministero dei beni culturali ed ambientali del 1975, vennero annessi tutti i laboratori fiorentini statali di restauro, ad eccezione di quelli per i beni architettonici ed archeologici, andando a costituire il secondo centro del restauro dopo quello di Roma, risalente al 1939; l'Opificio è l'unico istituto in Europa a disporre di 50 restauratori, 6 storici dell'arte, un archeologo, 7 esperti scientifici, 4 fotografi, suddivisi per 12 settori di restauro in tre diversi laboratori, conferendo una forte impronta operativa alla struttura, che svolge molta parte della sua attività anche all'esterno, su tutto il territorio nazionale ed in ambito internazionale, sviluppando rapporti con il Courtauld e la National Gallery di Londra, col Metropolitan di New York, con la Mellon Foundation, col Getty, con le università d'Europa e di tutto il mondo, sia sotto forma di consulenze tecnico-scientifiche che di sperimentazioni congiunte, incontri, didattica per i restauratori; a questo si aggiungono procedimenti innovativi, tecniche esportate ovunque, ben diverse dal tradizionale artigianato e presentate in centinaia di congressi scientifici; come dalle dichiarazioni rilasciate dal capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione per i beni e le attività culturali, Giuseppe Proietti, al "Giornale della Toscana" il 15 settembre 2006, riprese successivamente dai maggiori quotidiani italiani, l'Opificio delle pietre dure, nell'ottica della creazione entro sei mesi di un Istituto superiore del restauro, vedrà accorpate le proprie competenze a quelle dell'Istituto centrale del restauro di Roma, dell'Istituto della patologia del libro, del Centro per il restauro e legatoria degli Archivi di Stato, sotto un'unica dirigenza posta a Roma, sacrificando la soprintendenza attualmente a capo dell'istituto fiorentino; considerato che il nuovo assetto istituzionale che intende accentrare tutte le decisioni su Roma svilisce di fatto il ruolo, che è di assoluta preminenza a livello mondiale, del prestigioso Opificio, conseguito nel corso dei decenni grazie ad un'autonomia gestionale e organizzativa, tradotta, anche e soprattutto, nella continua ricerca tecnologica tesa all'innovazione e all'eccellenza con lo sviluppo di un proprio esclusivo know how ; visto il parere negativo dell'attuale Soprintendente dell'istituto, dott.ssa Cristina Acidini, espresso in un'intervista al "Giornale della Toscana" in data 22 settembre 2006: "sono perplessa dalla piega presa dalle cose. È una decisone impropria, inadatta. La mia opinione è che questo disegno astratto non si attaglia all'Opificio e questo bisogna farglielo capire, insistere affinché sia capito"; tenuto conto delle parole della direttrice delle sezioni restauro bronzi, armi antiche, lapidei, mosaici e pietre dure dell'Opificio, Annamaria Giusti: "l'Opificio in questo momento gode di ottima salute grazie soprattutto all'autonomia di cui ha sempre goduto e grazie a una dirigenza sempre molto presente, che ha seguito quotidianamente i problemi che via via emergevano, pur mantenendo una capacità propositiva continua. C'è da chiedersi se tutto questo non cambierebbe se la dirigenza passasse ad altri"; vista la viva preoccupazione espressa dal predecessore del sovrintendente Acidini, il dott. Bonsanti che ha dichiarato: "Rutelli dovrebbe sospendere subito questa dannosa riforma"; tenuto, conto, altresì che la decisione dell'accorpamento cui si fa riferimento è stata presa senza nessuna consultazione con l'attuale Soprintendenza dell'istituto, e che le sue ragioni non risultano chiare, anche in considerazione del fatto che il restauro andrebbe potenziato e reso autonomo nel contesto delle regioni italiane e che una potente centralizzazione non solo comporta il rischio di una possibile perdita delle specifiche conoscenze acquisite, ma prefigura anche una futura burocratizzazione, l'interrogante chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo condivida il piano presentato dal capo del Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione per i beni e le attività culturali, Giuseppe Proietti; se sia a conoscenza dei pareri negativi espressi sull'operazione dai tecnici del settore e dalla direzione dell'Opificio stesso; se non ritenga che far confluire l'Opificio delle pietre dure in un unico Istituto superiore per il restauro con sede direttiva a Roma configuri un ingiustificato declassamento del prestigioso istituto fiorentino, che oggi costituisce un centro di assoluta eccellenza a livello nazionale ed internazionale, all'avanguardia sotto il profilo tecnologico ed in buona salute dal punto di vista finanziario: traguardi conseguiti proprio in virtù della sua peculiare autonomia gestionale ed organizzativa; se non ritenga opportuno escludere l'Opificio delle pietre dure di Firenze dall'accorpamento previsto nel piano di ristrutturazione di cui sopra, confermando al contrario la presenza di un apposito Soprintendente quale garanzia dell'attuale autonomia operativa e amministrativa dell'istituto. (3-00141)