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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00146 presentata da NARDINI MARIA CELESTE (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 27/09/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00146 presentata da MARIA CELESTE NARDINI mercoledì 27 settembre 2006 nella seduta n.039 NARDINI, ZUCCHERINI - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale - Premesso che: il Contact Center nazionale INPS-INAIL di Bitritto, appaltato a Poste italiane in collaborazione con le aziende Intouch srl e Omia Call, per 3 anni, rinnovabili per altri 3, provvede ad assistere gli utenti dell'INPS e dell'INAIL, offrendo un servizio essenziale per garantire il normale svolgimento delle attività dei due enti nazionali; nel predetto Contact Center sono stati assunti sino ad oggi circa 200 operatori, tutti contrattualizzati a progetto (due terzi con contratto triennale e un terzo con contratto annuale rinnovabile anno per anno) con uno stipendio netto di 5 euro l'ora, per un totale mensile di circa 650 euro, nel caso in cui si lavora per circa 22 giorni al mese. I predetti lavoratori operano in una situazione di insostenibile precarietà con un contratto di lavoro a progetto dovendo tuttavia sottostare a turni di lavoro rigidi e con orari prestabiliti, alla stregua di un qualsivoglia lavoratore subordinato, non godono per giunta di alcun tipo di tutela: non percepiscono "indennità di cuffia" (riconosciuta a tutti i lavoratori in cuffia), non godono di alcuna tutela sanitaria e neanche di ferie o permessi pagati (vengono retribuite unicamente le ore effettivamente lavorate) nonché di alcun tipo di incentivo o di tredicesima mensilità; alla retribuzione lorda dei citati lavoratori ne viene sottratta 1/3 sotto forma di contributi versati alla gestione separata INPS cui sono iscritti gli stessi lavoratori. Ogni operatore, secondo alcuni calcoli eseguiti dalla NIDIL, lavorando tutti i giorni di tutti i mesi dell'anno per un turno giornaliero di 6 ore, guadagnando in media 650 euro al mese potranno percepire, raggiunta l'età pensionabile, un importo di 380 euro al mese di pensione, esattamente la cifra di un assegno sociale; la situazione di precarietà dei citati lavoratori è stata evidenziata dai principali organi di stampa nazionale e locale ("La Repubblica di Bari", la "Gazzetta del Mezzogiorno", "Liberazione", "il manifesto") nonché da diversi media televisivi e radiofonici (dal programma televisivo "Le Iene", da "Radio popolare", da "Radio cittàAperta Roma"), che hanno pubblicato e mandato in onda diversi articoli e servizi di denuncia. Anche il sito web di dagospia si è occupato del caso così come ha fatto il blog di Beppe Grillo; considerato inoltre che: il 14 giugno 2006 il ministro Damiano ha emanato una circolare che tende a regolarizzare il lavoro nero nei call center stabilendo che nelle attività inbound (considerato come lavoro subordinato) l'operatore non gestisce, come nel caso dell' outbound , la propria attività, né può in alcun modo pianificarla giacché la stessa consiste prevalentemente nel rispondere alle chiamate dell'utenza, limitandosi a mettere a disposizione del datore di lavoro le proprie energie psicofisiche per un dato periodo di tempo. Ne consegue che il personale ispettivo, qualora verifichi che l'attività lavorativa come descritta è disciplinata da un contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, procederà, dovendo ricondurre tale attività alla subordinazione, adottando i conseguenti provvedimenti di carattere sanzionatorio e contributivo; oltre alla citata circolare del ministro Damiano che preannuncia la regolarizzazione di diversi lavoratori operanti nei call center del Ministero e di INPS e INAIL, anche l'amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, ha confermato questa volontà di regolarizzazione; il 19 settembre 2006 è venuto a scadenza il contratto del Contact center in oggetto. L'azienda Intouch, a seguito di una riunione con i sindacati che rivendicavano il rispetto della citata circolare del Ministro e quindi il riconoscimento della subordinazione del lavoro degli operatori dei call center , si è ritata indietro dall'appalto dicendosi non più disponibile a sostenere una eventuale regolarizzazione. L'altra azienda, la Omia Call, dietro pressione dei sindacati, si è dichiarata disponibile ad assumere i lavoratori, sempre con contratto a progetto, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, lesi profondamente all'interno del Contact Center nazionale INPS-INAIL di Bitritto, al fine di superare una condizione di precariato che delinea, ad avviso degli interroganti, una situazione di sostanziale illegittimità di tali rapporti di lavoro; se non ritenga opportuno istituire un tavolo di confronto tra le parti sociali al fine di ricercare un'adeguata soluzione alla vicenda, che porti al superamento dell'attuale condizione di precariato ed alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro; se non ritenga di sollecitare e suggerire all'INAIL, la cui gestione risulta essere fortemente attiva, di costituire essa stessa una società per la gestione del servizio di contact-center e porre così fine alla precarietà dei suddetti lavoratori. (3-00146)