Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01219 presentata da CARDANO ANNA MARIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 09/10/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01219 presentata da ANNA MARIA CARDANO lunedì 9 ottobre 2006 nella seduta n.049 CARDANO. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: il Tribunale di Monaco di Baviera ha recentemente emesso una sentenza nel procedimento che vede imputato l'ex sottotenente Otmar Muhlhauser, uno degli ufficiali dell'esercito tedesco responsabili della strage di Cefalonia, il quale ha confessato, peraltro, di aver personalmente ordinato la fucilazione di centinaia di militari italiani; il Tribunale di Monaco di Baviera ha archiviato il procedimento che era stato riaperto dai legali della signora Marcella De Negri, parte civile italiana, figlia del capitano Francesco, uno degli ufficiali fucilati a Cefalonia nel 1943: il procuratore generale Stern motiva la decisione riconoscendo l'assenza di circostanze aggravanti rispetto all'omicidio doloso, reato caduto in prescrizione, e sentenzia che i soldati italiani sono dei «traditori» da mettere sullo stesso piano di «eventuali truppe tedesche che avessero disertato» e che, come ex-alleati trasformatisi in «nemici combattenti», non meritano la tutela spettante ai prigionieri di guerra; molti giornali hanno dato ampia rilevanza a questa sentenza inaccettabile; tra le pagine del quotidiano Il Giornale del 22 settembre 2006 si legge: «un magistrato che accoglie le tesi di Hitler»; inoltre molti organi di stampa, sia di rilevanza nazionale che locale, hanno ospitato lettere di protesta di diversi cittadini italiani; altre proteste sono pervenute dall'ANEI (Associazione ex internati militari nei campi nazisti) e dall'Associazione Nazionale della Divisione Acqui; anche in Germania sono in corso iniziative di protesta da parte di numerosi storici; secondo l'interrogante questa sentenza costituisce un oltraggio alla memoria delle vittime di Cefalonia, umilia i loro familiari che oggi lottano per ottenere giustizia nei confronti dei loro morti, ed è inoltre in contrasto sia con quanto ha definito sulla vicenda il tribunale di Norimberga, sia con la ricerca di verità in corso in Italia; ci sono altri due gradi di giudizio e quindi, l'archiviazione può ancora essere rigettata -: se sia a conoscenza dei fatti sopradescritti; qual è il suo giudizio in merito alla suddetta vicenda; quali iniziative urgenti intenda adottare presso le autorità tedesche affinché venga restituito il rispetto ai caduti italiani di Cefalonia e alle loro famiglie attraverso la revisione della suddetta sentenza. (4-01219)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 dicembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 088 All'Interrogazione 4-01219
presentata da CARDANO Risposta. - Concordo in pieno con l'interrogante sulla assoluta inaccettabilità delle motivazioni dell'ordinanza con cui la procura di Monaco ha disposto l'archiviazione del procedimento penale contro l'ex ufficiale dell'esercito tedesco, Otmar Muhlhauser, uno dei responsabili della fucilazione dei militari italiani a Cefalonia nel settembre 1943. Dette motivazioni suscitano profonda indignazione, in quanto altamente offensive per la memoria dei nostri caduti a Cefalonia, per la verità storica e per i princìpi di diritto. Appena informato dell'ordinanza, questo ministero, tramite il nostro Ambasciatore a Berlino, il 26 settembre scorso ha espresso immediatamente al Ministro Federale della Giustizia, Brigitte Zypries, ed al Ministro della giustizia della Baviera, Beate Merck, l'indignazione e la deplorazione del Governo italiano per le tesi del Procuratore di Monaco, ribadendo l'importanza di ristabilire la verità storica e giuridica, e richiamando anche, al riguardo, la condanna erogata dal Tribunale di Norimberga contro il Generale Hubert Lanz, comandante delle truppe tedesche a Cefalonia. Nella circostanza, si è altresì tenuto a sottolineare alle Autorità tedesche che quella di Cefalonia è una pagina gloriosa della storia italiana, rammentando il numero dei militari italiani caduti sotto il fuoco tedesco per tenere fede al loro giuramento di fedeltà alle istituzioni nazionali italiane. Il Ministro della Giustizia della Baviera, nella sua lettera di risposta, pur affermando che tenuto conto delle argomentazioni esposte e della giurisprudenza della Suprema corte di cassazione tedesca, «non vi sono elementi sufficienti per ritenere l'indagato colpevole di omicidio», ha tuttavia dato atto che «il massacro compiuto contro i soldati italiani a Cefalonia ha infranto, in maniera terrificante e disonorevole, le regole del diritto internazionale di guerra». Lo stesso Ministro tedesco ha posto altrettanto chiaramente fuori discussione che «non vi era alcuna giustificazione per quelle azioni e che pertanto, con l'archiviazione del procedimento, la Procura di Monaco non ha assolutamente voluto mettere in dubbio quanto affermato, al momento della condanna del generale Hubert Lanz, nell'ambito del processo di Norimberga sulle fucilazioni di Cefalonia». Stante quanto precede, si può ritenere che il passo effettuato presso le competenti Autorità tedesche sia riuscito ad ottenere, sia dal Ministro Merk che dal procuratore generale, una precisazione inequivocabile sul riconoscimento ai nostri militari della loro fedeltà alla Patria e alle istituzioni nazionali. Secondo quanto appreso dal legale tedesco della signora Marcella De Negri - figlia del capitano Francesco, uno dei fucilati di Cefalonia - con il quale le nostre Rappresentanze a Berlino e a Monaco di Baviera mantengono uno stretto contatto, lo stesso Procuratore Stern, che è ora chiamato ad esaminare il ricorso presentato dalla stessa signora De Negri, sarebbe apparso turbato e scosso dalla fermezza e dagli argomenti delle nostre reazioni. Tramite le suddette Rappresentanze il Ministero degli esteri segue da vicino gli sviluppi della questione, con la determinazione di tutelare la memoria e l'onore dei nostri caduti a Cefalonia. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.