Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00067 presentata da D'AMICO NATALE (L'ULIVO) in data 10/10/2006
Atto Senato Interpellanza 2-00067 presentata da NATALE D'AMICO martedì 10 ottobre 2006 nella seduta n.049 D'AMICO, MORANDO - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: con sentenza del 14 settembre 2006 (causa C-228/05) la Corte di giustizia dell'Unione europea ha dichiarato l'incompatibilità con la 6a Direttiva IVA (direttiva n. 77/388) della disciplina italiana in materia di detraibilità dell'IVA per le auto aziendali; la Corte, pur ribadendo la giurisprudenza in base alla quale essa si riserva di limitare gli effetti retroattivi delle proprie decisioni ove ne possano derivare conseguenze finanziarie rilevanti per lo Stato membro, ha deciso di escludere il ricorso a detti limiti; fra i motivi che hanno indotto la Corte a non porre limiti temporali agli effetti della sentenza, la Corte stessa cita (punto 76 della sentenza) la seguente circostanza: "Il Governo italiano non è riuscito a dimostrare l'affidabilità del calcolo in base al quale ha sostenuto dinanzi alla Corte che la presente sentenza rischierebbe, qualora i suoi effetti non fossero limitati nel tempo, di comportare conseguenze finanziarie rilevanti"; la mancata presentazione da parte del Governo italiano di una documentazione "affidabile" ha determinato un danno per l'erario che la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011 ha recentemente quantificato in 13.400 milioni di euro, quasi l'1 per cento del PIL; sarebbe difficile immaginare effetti finanziari più rilevanti per una singola decisione della Corte, si chiede di sapere: quali iniziative il Presidente del Consiglio dei ministri abbia assunto, o intenda assumere, nella sua qualità di responsabile del coordinamento dell'intera attività di Governo, per accertare eventuali responsabilità da parte di chi ha assistito il Governo italiano in giudizio, ovvero da parte di chi era chiamato a fornire i necessari elementi di fatto, in ordine a quello che appare un ingiustificabile difetto di prova; quali iniziative riterrebbe di assumere ove, nel corso degli accertamenti, si riscontrassero negligenze o incapacità, cui dovrebbe imputarsi la responsabilità di un danno per l'erario di proporzioni ingentissime, pari a 13.400 milioni di euro. (2-00067)