Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00333 presentata da CASINI PIER FERDINANDO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 17/10/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00333 presentata da PIER FERDINANDO CASINI martedì 17 ottobre 2006 nella seduta n.053 CASINI e TREMONTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri . - Per sapere - premesso che: secondo una Agenzia Ansa delle ore 13,18 del 12 settembre 2006, con la Borsa ancora in contrattazione, il Presidente del Consiglio, Romano Prodi si dichiarò «sorpreso» e sconcertato dalla operazione industriale portata avanti dall'allora Presidente della Telecom, Tronchetti Provera, definendo inoltre «sudamericano» il debito dell'azienda telefonica. Il giorno dopo il Ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, sempre a mercati aperti, chiese pubblicamente le dimissioni di Tronchetti Provera, nonostante lo stesso fosse il presidente di una azienda privata nominato dai suoi azionisti; a seguito di questo perentorie e sconcertanti dichiarazioni, come era facilmente prevedibile, il titolo Telecom registrò una forte perdita di valore in Borsa, a cui seguì l'apertura di un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Roma; in data 10 ottobre 2006 il Presidente del Consiglio, sempre a contrattazioni borsistiche in corso, con riferimento alla società quotata Alitalia, dichiarò ai sindacati e alla stampa che «abbiamo tempo fino a gennaio per una soluzione concordata e per evitare il fallimento... L'Alitalia ha perso quote di mercato all'interno e all'estero ... Non ha senso parlare di una ristrutturazione o di una ricapitalizzazione senza una strategia nazionale o internazionale.». A seguito di tali dichiarazioni il titolo Alitalia registrò un crollo in Borsa, che nella giornata del 12 ottobre è stato del 6,5 per cento -: se non ritenga che la gravità delle citate dichiarazioni abbiano determinato le perdite di valore del titoli quotati in Borsa di Telecom e Alitalia, causando altresì un forte danno ai risparmiatori e alle aziende, mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro nonché una deprecabile perdita di credibilità delle Istituzioni italiane; se non ritenga che in un mercato in cui vige la libera concorrenza, l'azione del Governo debba svolgersi in maniera trasparente e senza interferire con la vita delle aziende attraverso dannose dichiarazioni pubbliche. (3-00333)