Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00038 presentata da PISTORIO GIOVANNI (DEMOCRAZIA CRISTIANA - PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO - INDIPENDENTI - MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA) in data 17/10/2006
Atto Senato Mozione 1-00038 presentata da GIOVANNI PISTORIO martedì 17 ottobre 2006 nella seduta n.054 PISTORIO, MANNINO, CUTRUFO, STRACQUADANIO, BUTTIGLIONE, SARO, MASSIDDA, SANTINI, DE GREGORIO - Il Senato, premesso che: l'Unione europea ha, in numerosi documenti ufficiali, indicato l'attraversamento stabile dello Stretto di Messina per mezzo del ponte quale opera infrastrutturale strategica per lo sviluppo economico e sociale dell'Europa, individuando il corridoio Palermo-Berlino non a caso con il numero 1 per la funzione essenziale che esso esercita per il conseguimento degli obiettivi di coesione e sviluppo dell'area euro-mediterranea; detta strategia infrastrutturale ha sempre visto, ad ogni livello istituzionale, l'Italia impegnata a sostenere la realizzazione del ponte quale elemento fondamentale della programmazione per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno; il ponte sullo Stretto di Messina costituisce un'opera già avviata nel suo iter amministrativo dal precedente Governo, che ha fatto parte, altresì, del programma elettorale dell'Ulivo già nel 2001, ed è stata ulteriormente confermata nel 2006, registrando più volte, nel tempo, e nell'esercizio di diverse responsabilità, l'impegno solenne dell'attuale Presidente del Consiglio, Romano Prodi, alla sua realizzazione; per quel che riguarda i costi dell'opera, certificati dal Ministro dell'economia e delle finanze, sono previsti oneri di spesa pari a 4,9 miliardi di euro già accantonati per il 94 per cento (4,6 miliardi di euro) con somme vincolate: 40 per cento Stretto di Messina S.p.A., 14 per cento RFI, 20 per cento General Contractor e 20 per cento fondi comunitari; rimane da coprire solo un 6 per cento, pari a circa 270 milioni di euro, facilmente prelevabile dal mercato; le risorse destinate alla realizzazione dell'opera rappresentano un investimento imprenditoriale basato su analisi di rendimento e prospettive di recupero certificate da Advisor internazionali della società Stretto di Messina, e non sono pertanto da considerarsi quali contributo a fondo perduto, in quanto il capitale di rischio, pur di provenienza pubblica (Fintecna, Anas e RFI), è comunque finalizzato ad attività disciplinate da logiche tipicamente privatistiche e di mercato, tant'è che anche le più pessimistiche previsioni delineano un ritorno dall'investimento in un periodo minore rispetto a quello dell'ammortamento dell'opera; la società Stretto di Messina S.p.a. ha avviato ed aggiudicato una gara internazionale per la realizzazione dell'infrastruttura che vincola l'amministrazione nei confronti dell'aggiudicatario al pagamento di una forte penale se non si procede quantomeno alla realizzazione della progettualità esecutiva dell'opera, come ulteriormente confermato dallo stesso Ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, che in più occasioni ufficiali ha sollevato molteplici perplessità su un diniego di natura ideologica alla costruzione del ponte, che comporterebbe un consistente danno erariale alle casse dello Stato; le scelte e le direttrici economiche tracciate dal Ministro dell'economia e delle finanze, Tommaso Padoa-Schioppa a cui vanno aggiunte te ultime dichiarazioni, si caratterizzano per un'evidente impronta antimeridionale; considerato che: il decreto-legge collegato alla finanziaria, all'art. 14, ridefinisce la missione della società Stretto di Messina S.p.a. ed individua come destinatarie del finanziamento di 1.400.000.000,00 di euro generiche opere ancora da definire attraverso intese con le Regioni Sicilia a Calabria, così da evidenziare un'inaccettabile politica dello Stato centrale che, invece di conferire risorse aggiuntive per la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche nel Mezzogiorno che possano finalmente ridurre lo storico divario Nord-Sud, pervicacemente sottrae le risorse già disponibili per la realizzazione di un'opera fortemente voluta dalle popolazioni siciliane e calabresi; detta infrastruttura incontra l'apprezzamento diffuso dell'opinione pubblica meridionale e siciliana in particolare, come testimoniato in innumerevoli occasioni tra cui le manifestazioni popolari promosse, in Sicilia oltre che a Roma, dal Movimento per l'Autonomia a favore di tale opera, considerata essenziale per innescare un virtuoso processo di crescita economica e civile; la legge finanziaria 2007 agli artt. 117, 135, 136, 137, definisce una strategia di sviluppo del sistema dei trasporti del Paese basato su sostegno all'autotrasporto ed alle ferrovie, e che vede nella centralità del porto di Gioia Tauro la strategia primaria per il rilancio del trasporto marittimo nel Mezzogiorno: la mancata realizzazione del ponte penalizzerebbe ancora di più il sistema intermodale della Sicilia, amplificandone il già evidente e forte isolamento; risulta evidente la mancanza di una strategia volta allo sviluppo di un sistema che punti sulla logistica e sull'intermodalità nel Mezzogiorno, determinando così un risultato assolutamente inadeguato ad innescare l'avvio di un processo di sviluppo economico e sociale, possibile attraverso l'attivazione della piattaforma logistica integrata della macro-area Sicilia-Calabria; in questo panorama la cancellazione di un'opera come il ponte sullo Stretto rappresenta una scelta miope e ingiustificata, dallo sgradevole sapore punitivo che compromette in modo definitivo la realizzazione di un sistema integrato, fondato su grandi assi viari e ferroviari del quale sia parte essenziale il corridoio 1 Palermo-Berlino: "a Battipaglia si scende!", impegna il Governo: a modificare le norme inserite nel decreto-legge fiscale 262/2006 e nella legge finanziaria 2007 in contrasto con la realizzazione dell'infrastruttura in questione, e a dare impulso a tutti gli atti amministrativi finalizzati alla messa in opera nei tempi previsti del ponte sullo Stretto di Messina; a concordare con la Commissione europea, che ha già individuato il ponte sullo Stretto come una delle opere strategiche a livello europeo per la mobilità e la logistica, ogni ulteriore infrastrutturazione necessaria per il completamento del corridoio 1 Palermo-Berlino; a vigilare affinché l'opera venga realizzata con il minore impatto ambientale secondo criteri di efficacia ed efficienza; ad emanare provvedimenti legislativi (individuazione di zone di portualità franca, riconoscimento di una fiscalità compensativa per le imprese che si insediano in aree svantaggiate) che possano favorire uno stabile sviluppo economico dei territori attraversati dal corridoio 1 Palermo-Berlino; a riferire in Parlamento sull' iter amministrativo inerente la realizzazione dell'opera. (1-00038)