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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00076 presentata da MATTEOLI ALTERO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 18/10/2006

Atto Senato Interpellanza 2-00076 presentata da ALTERO MATTEOLI mercoledì 18 ottobre 2006 nella seduta n.056 MATTEOLI, BUTTI, MARTINAT, PONTONE, BALBONI, CURTO, FLUTTERO - Ai Ministri dei trasporti, delle infrastrutture e dell'economia e delle finanze - Premesso che: la nomina dei dirigenti delle Autorità portuali, ai sensi di quanto previsto dall'art. 4.2 del contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile ai lavoratori dei porti, avviene su base fiduciaria, trattandosi di rapporto di lavoro ex origine privatistico ai sensi dell'art. 6 della legge 84/1994; il predetto articolo 4.2 del CCNL dei porti prevede che "per la copertura dei posti di dirigente portuale disponibili o resisi vacanti (…) previsti dalla Segreteria tecnico-organizzativa delle Autorità portuali, l'Ente medesimo, prima di procedere ad assunzioni, valuterà se all'interno dell'organico della categoria quadri esistano esperienze, con particolare riguardo a quelle maturate nel settore in oggetto, professionalità e requisiti adeguati che possano essere presi in considerazione a tal fine"; tutte le nomine dirigenziali presso l'Autorità portuale di Livorno sono avvenute, dal 1995 ad oggi, in applicazione dei predetti disposti normativi e contrattuali, attingendo quindi dalla categoria "quadri", al pari di quanto ordinariamente effettuato presso tutte le altre Autorità portuali italiane; con decreto commissariale n. 10 del 27 gennaio 2005 l'avv. Matteo Paroli, sino al momento inquadrato al livello professionale di "Quadro A" del CCNL dei lavoratori dei porti (livello apicale subito al di sotto dell'inquadramento dirigenziale), veniva nominato dirigente dell'Autorità portuale di Livorno a seguito della vacanza organica creatasi nella direzione rappresentanza estera per trasferimento orizzontale del precedente dirigente ad altro settore; la nomina, intervenuta su proposta del Dirigente del personale dr. Paolo Del Corona con protocollo interno n. 36 del 17 gennaio 2005, era formalizzata con articolato provvedimento commissariale, tenuto conto del curriculum professionale dell'avv. Paroli e della specifica disposizione dettata dall'art. 4.2 del CCNL citato; con successivo decreto commissariale n. 111 del 5 maggio 2005 l'avv. Paroli veniva nominato Segretario generale facente funzione, a seguito della vacanza del ruolo creatasi a seguito del pensionamento del precedente titolare; con formale ed articolato parere dell'Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze in data 14 settembre 2005 la procedura di nomina a Segretario facente funzione del dirigente avv. Matteo Paroli era dichiarata corretta e pienamente rispondente ai criteri di continuità ed economicità dell'azione amministrativa dell'Ente; nel predetto parere l'Avvocatura distrettuale dello Stato evidenziava, tra l'altro, la natura strettamente fiduciaria dell'incarico di Segretario generale, pur facente funzione, che lega tale figura tecnica al titolare del potere di nomina; tutti i predetti atti erano tempestivamente comunicati al Comitato portuale dell'Ente ed al Collegio dei revisori; successivamente, a distanza di oltre un anno e mezzo, il Presidente del Collegio dei revisori, dr. Massimo Testa, dopo aver assunto, nel corso della riunione di collegio del 28 giugno 2006, informazioni dal dirigente del personale della Autorità Portuale dr. Paolo Del Corona e senza aver mai avuto o richiesto un confronto con il Commissario straordinario di Governo dell'Autorità portuale livornese o con il Segretario generale f.f., formalizzava un verbale nell'ambito del quale, tra l'altro, contestava la procedura di nomina dell'avv. Matteo Paroli a dirigente ed a Segretario generale f.f., sostenendo che la nomina a dirigente delle Autorità portuali si consegue per concorso e non intuitus personae , al pari della nomina del Segretario generale; il Commissario straordinario di Governo dell'Autorità portuale, quindi, informava il vigilante Ministero dei trasporti circa le eccezioni sollevate dal Presidente del Collegio dei revisori e rimaneva in attesa di osservazioni da parte del superiore Organo statale; il Ministero dei trasporti rispondeva confermando la assoluta correttezza e conformità alle previsioni normative vigenti degli atti adottati dalla Autorità portuale di Livorno in tema di nomina dell'avv. Matteo Paroli a dirigente ed a Segretario generale f.f., confermando quindi il parere già reso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato nel settembre del 2005; sulla stampa quotidiana locale livornese in data 14 ottobre 2006, nell'ambito dell'articolo con il quale si revocava in dubbio la legittimità di nomina dell'attuale Segretario generale f.f., veniva riportata la notizia che alcuni dirigenti della Autorità portuale di Livorno, Gionfriddo, Malventi, Del Corona, Campana e Motta, avrebbero nei giorni scorsi inviato al Commissario straordinario di governo dell'Ente, ammiraglio Salvatore Giuffré, una lettera con la quale si chiedeva la destituzione del Segretario generale f.f. avv. Paroli poiché il rapporto fiduciario tra i predetti dirigenti e l'avv. Paroli sarebbe venuto meno per non precisate motivazioni; sul medesimo quotidiano locale, in data 15 ottobre 2006, alcune rappresentanze sindacali aziendali dell'Autorità portuale, prendendo spunto da quanto riportato dalla stampa del giorno precedente, e riferendosi espressamente ai contenuti della lettera dei dirigenti ed al verbale dei collegio dei revisori, esprimevano astiose critiche ai vertici tecnici dell'Ente, si chiede di conoscere: se risulti corrispondente al vero che il Presidente del Collegio dei revisori della Autorità portuale di Livorno, dr. Massimo Testa, abbia in più occasioni esercitato pressioni sugli altri membri dell'Organo di controllo affinché certe verbalizzazioni, in particolare quella del 28 giugno 2006, fossero rese nella forme oggi note, non supportate da atti normativi o regolamentari ma, addirittura, totalmente difformi e contrastanti rispetto a formali pareri espressi dalla Avvocatura distrettuale dello Stato di Firenze e dal Ministero dei trasporti, Direzione generale per le infrastrutture della navigazione marittima e interna, circa la correttezza della nomina dell'avv. Paroli a dirigente e Segretario generale facente funzione della predetta Autorità portuale; se appaia conforme ai criteri generalissimi di buona amministrazione, correttezza e buona fede, nonché di professionalità richiesta ad un dirigente pubblico incaricato di funzioni di controllo, che il Presidente del Collegio dei revisori della Autorità portuale di Livorno ignori o volutamente disconosca espresse previsioni contrattuali e di legge inerenti il rapporto di lavoro dei dipendenti delle Autorità portuali e le procedure di nomina dei Segretari generali delle stesse; se risulti corrispondente al vero che il dirigente del personale dell'Autorità portuale di Livorno, dr. Paolo Del Corona, chiamato dal Collegio dei revisori in data 28 giugno 2006 a chiarimento sulle procedure di nomina dell'avv. Paroli a dirigente e Segretario generale f.f., non abbia riferito alcunché circa la esistenza della previsione contrattuale di cui all'art. 4.2 del CCNL dei lavoratori dei porti ma, anzi, abbia a sua volta manifestato parere contrario alle procedure di nomina dell'avv. Paroli, avvenute peraltro a seguito di sua espressa e formale nota protocollare interna indirizzata al Commissario straordinario dell'epoca; quale sia il motivo che ha spinto il Presidente del Collegio dei revisori dr. Massimo Testa a sollevare le contestazioni di cui nelle premesse a distanza di oltre un anno e mezzo dalla avvenuta nomina dell'avv. Paroli a dirigente e Segretario generale f.f., proprio nel momento in cui una precisa parte politica e sindacale livornese ha inasprito gli immotivati e pretestuosi attacchi alle figure tecniche di vertice dell'Autorità portuale; perché il Presidente del Collegio sindacale abbia contestato unicamente il provvedimento di nomina a dirigente dell'avv. Paroli, senza nulla eccepire sugli altri identici atti di incarico resi in un passato anche recentissimo nei confronti degli altri dirigenti portuali livornesi; se il comportamento tenuto da alcuni dirigenti della Autorità portuale di Livorno, teso a volutamente gettare discredito a mezzo stampa nei confronti del Segretario generale f.f. e conseguentemente a destabilizzare la funzionalità dell'Autorità portuale di Livorno esorbitando dai rispettivi ruoli, debba essere ricondotto nell'ambito degli atti di insubordinazione e come tale censurabile in sede disciplinare in quanto lesivo del rapporto fiduciario che deve intercorrere tra l'Amministrazione ed il proprio dirigente; se, d'altro canto, risulta corrispondente al vero che il Commissario ed il Segretario generale f.f. della Autorità portuale abbiano nei mesi scorsi censurato il comportamento di alcuni degli stessi dirigenti interni in riferimento a procedure di loro competenza non corrette e quindi revocate e/o interrotte a tutela del funzionamento dell'Ente e del pubblico erario; se non appaia contrario agli interessi socio-economici del comparto livornese e degli operatori portuali locali il fatto che in un porto della importanza di Livorno, da tre anni sottoposto a gestione commissariale straordinaria, parte della dirigenza interna abbia assunto iniziative documentalmente destituite di qualsiasi fondamento giuridico-amministrativo al solo fine di destabilizzare l'attuale assetto organizzativo dell'Ente, fornendo adito ai sindacati interni, autori di un successivo articolo di stampa pubblicato in data 15 ottobre 2006, di attaccare le figure di vertice tecnico dell'Autorità portuale che hanno invece sino ad oggi, con senso di responsabilità e professionalità, ed in quasi assoluto isolamento dal resto della struttura dirigenziale, assicurato la funzionalità dell'Ente e così limitando i disagi che lo scalo sta affrontando per la mancata nomina del suo Presidente; nell'eventualità che quanto sopra riportato appaia conforme al vero, quali provvedimenti intendano assumere i Ministri in indirizzo a tutela del funzionamento dell'Ente e dell'Erario. (2-00076)

 
Cronologia
lunedì 16 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Con 186 voti su 192 l'Italia entra nel Consiglio di sicurezza dell'Onu per il biennio 2007-2008.

mercoledì 18 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in via definitiva, la proposta di legge che istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (C. 17-D), approvata dal Senato l'11 ottobre (legge 20 ottobre 2006, n. 271).

giovedì 26 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 327 voti favorevoli e 227 contrari, l'emendamento 2.500 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 2 e soppressivo degli articoli da 3 a 47-bis del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria (A.C. 1750), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.