Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00042 presentata da LIVI BACCI MASSIMO (L'ULIVO) in data 25/10/2006
Atto Senato Mozione 1-00042 presentata da MASSIMO LIVI BACCI mercoledì 25 ottobre 2006 nella seduta n.062 LIVI BACCI, FINOCCHIARO, ZANDA, RUSSO SPENA, PALERMI, PETERLINI, FORMISANO, TREU - Il Senato, premesso che: il fenomeno dell'immigrazione è ormai un aspetto strutturale della società italiana, come dimostrato dall'intensa domanda di lavoro espressa dalle imprese e dalle famiglie; l'attuale disciplina prevista dall'articolo 3 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge n. 189 del 2002 (cosiddetta legge Bossi-Fini), impone una procedura d'accesso nel Paese per motivi di lavoro basata essenzialmente sulla chiamata diretta o numerica, non corrispondente alle necessità delle famiglie e di quelle imprese che richiedono il contatto diretto con il lavoratore; di conseguenza, in via di fatto, è procedura abituale l'entrata regolare dello straniero extracomunitario non autorizzato alla ricerca di lavoro, il quale poi viene direttamente impiegato al nero, entrando così in situazione di irregolarità; questo stato di cose determina un'inevitabile crescita del numero di stranieri in situazione di irregolarità, e quindi in situazione di debolezza personale e di vulnerabilità per l'ordine pubblico, con la necessità di sanatorie periodiche, l'ultima della quali, nel 2002, ha regolarizzato la posizione di oltre 700.000 persone; il decreto flussi emanato dal Governo - nel rispetto della normativa vigente - ad integrazione del decreto flussi annuale per il 2006, ha ad oggetto le medesime domande di ingresso già presentate il 14 marzo 2006 con riferimento alle quote previste dal decreto flussi per il 2006, adottato dal precedente Governo, e risponde alla pressante esigenza di esaminare le oltre 350.000 domande di ingresso eccedenti la quota di 175.000 domande fissata dal decreto flussi per il 2006; i permessi di soggiorno per motivi di lavoro non solo sono eccessivamente brevi, ma determinano anche lunghe e complesse procedure di rinnovo, che creano forti e ingiusti disagi per gli immigrati e costi rilevanti per la collettività; la normativa in essere rende difficile il radicamento di quegli immigrati che intendono integrarsi nel tessuto civile della società di accoglienza e massimizza l'immigrazione di breve periodo, ad alta rotazione; tale normativa, scoraggiando i processi d'inserimento, genera un alto rischio di esclusione, con evidenti conseguenze negative per la società ospitante e per gli immigrati; l'alta e strutturale domanda di immigrazione nel nostro Paese non può essere disgiunta da vigorosi processi d'integrazione che nel recente passato l'Italia ha colpevolmente trascurato, come dimostrato, tra l'altro, dalla mancata nomina della Commissione per le politiche di integrazione (art. 46 del testo unico) e dal mancato finanziamento del Fondo per le politiche migratorie (art. 45 del testo unico); la normativa vigente ha allargato le possibilità di espulsione, indebolito i diritti di difesa e creato il reato di immigrazione clandestina, innestando un perverso meccanismo che ha contribuito alla criminalizzazione del fenomeno, con grave pregiudizio per gli immigrati giunti in Italia fortemente orientati ad integrarsi pacificamente nella società civile, impegna il Governo: a rafforzare il processo di programmazione dei flussi sulla base di realistiche analisi previsionali circa le necessità del Paese e le possibilità di equilibrato inserimento ed integrazione degli immigrati nella società; a rivedere la normativa d'accesso legale al lavoro, prevedendo meccanismi più flessibili ed adatti ad assicurare un effettivo incontro tra domanda ed offerta di lavoro, assicurando così l'effettiva percorribilità dei canali d'immigrazione; a introdurre meccanismi di concessione dei permessi di soggiorno e di loro rinnovo, non vessatori per gli immigrati e meno costosi per la collettività, anche con l'allungamento del periodo di validità; a tutelare i diritti degli immigrati secondo quanto prescritto dalle convenzioni internazionali, anche promuovendo la ratifica della Convenzione ONU sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie; a realizzare la riforma dei procedimenti di acquisizione della cittadinanza, attualmente assai difficilmente percorribili dagli immigrati ben integrati e da anni regolarmente soggiornanti nel Paese, con grave danno dei processi d'integrazione; a sostenere i processi d'integrazione, prevedendo un'articolata e adeguata raccolta di risorse, e rafforzando le politiche antidiscriminazione; a circoscrivere il fenomeno dell'irregolarità privilegiando, quando possibile, politiche premiali e d'incentivo rispetto a quelle coercitive e repressive o alle sanatorie periodiche; a sostenere e rafforzare le politiche bilaterali e multilaterali con i Paesi di emigrazione, considerando i flussi migratori come un'importante risorsa da governare ed incanalare nelle vie legali, nell'interesse delle società di partenza e di quelle di arrivo. (1-00042)