Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00385 presentata da DELFINO TERESIO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 10/11/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00385 presentata da TERESIO DELFINO venerdì 10 novembre 2006 nella seduta n.067 DELFINO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 2 aprile 2002, n. 60, emanato ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 351 del 1999, sono state recepite le direttive 99/30/CE e 00/69/CE, stabilendo nuovi limiti di qualità dell'aria per numerosi inquinanti, successivamente con decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 183 è stata recepita la direttiva 2002/3/CE, che stabilisce nuovi limiti di qualità dell'aria per l'ozono; in relazione a tale normativa e per l'applicazione delle nuove disposizioni è stata adottata dalla Regione Piemonte la D.G.R. n. 66-3859 del 18 settembre 2006 con la quale veniva approvato lo Stralcio di Piano per la mobilità, in attuazione dell'articolo 6 della legge regionale 7 aprile 2000, n. 43, nell'ambito dell'aggiornamento del Piano Regionale per il risanamento e la tutela della qualità dell'aria ai sensi degli articoli 7, 8 e 9 del decreto legislativo n. 351/1999, in cui si impone a partire dal 6 novembre il divieto di circolazione per cinque giorni alla settimana delle auto a benzina immatricolate prima del 1993 ed i mezzi diesel con omologazione precedente a EURO 2, nonché i ciclomotori e motocicli a due tempi, non conformi alla normativa EURO 1 immatricolati da più di dieci anni; la durata minima giornaliera di limitazione prevista è di 5 ore per i veicoli utilizzati per il trasporto privato e di 3 ore per quelli utilizzati per il trasporto e la distribuzione delle merci e per l'esercizio delle attività commerciali, artigianali, industriali, agricole e di servizio; in seguito a varie contestazioni il provvedimento ha subito una prima retromarcia passando ad applicare il divieto solo a 58 comuni invece dei trecento iniziali; una nuova proroga è stata annunciata con lo slittamento al prossimo 15 gennaio senza l'interruzione originariamente prevista per il 31 marzo 2007, interessando tutti i comuni dell'area metropolitana torinese e quelli con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, in quanto la giunta si è resa consapevole della necessità di una campagna di informazione e della eccessiva tempestività del provvedimento adottato; nonostante una nuova delibera della giunta n. 43 del 26 ottobre 2006 preveda un'innalzamento degli incentivi da 600 a 1000 euro per la rottamazione delle auto inquinanti, è un provvedimento che colpisce le fasce deboli che non hanno la possibilità di acquistare auto nuove, per le quali già vengono regolarmente pagati il bollo, l'assicurazione, la revisione; inoltre danneggia coloro che svolgono un'attività commerciale, artigianale, industriale ed agricola nel territorio che si trovano bloccati per alcune ore del giorno; occorre introdurre una maggiore graduazione nella tempistica necessaria al cittadino ad adeguarsi al provvedimento, esigenza prioritaria soprattutto per le fasce più deboli; occorre salvaguardare i diritti delle categorie che hanno nel proprio veicolo un fondamentale strumento di lavoro, il quale bloccato per alcune ore del giorno, sia pure ridotte, ricevono un grave danno economico; al momento sembrerebbe che solo la regione Piemonte, in maniera eccessivamente tempestiva e senza un'adeguata campagna di informazione e di coordinamento, abbia «realizzato» tale pacchetto di misure, inefficace dal punto di vista operativo e poco credibile per l'obiettivo del raggiungimento del rispetto dei limiti ambientali e causa di gravissimi disagi per i cittadini piemontesi più anziani con reddito popolare -: se non ritenga opportuno monitorare a livello nazionale se altri piani antismog regionali siano stati adottati; se non ritenga opportuno, nelle politiche ambientali nazionali - accanto all'aumento degli incentivi alla rottamazione, che comunque per alcune fasce sociali, pur innalzati a 1000 euro costituiscono una risorsa irrisoria e non determinante per l'acquisto di un'auto nuova - di attivarsi per prevedere maggiori risorse per incentivare e migliorare il trasporto pubblico urbano e pendolare e incentivare gli autobus ecologici; se non ritenga opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, per meglio conciliare, da una parte la tutela al diritto alla salute del cittadino, e dall'altra la tutela del fenomeno del pendolarismo lavorativo. (3-00385)