Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. DI BILANCIO 9/01746-BIS/213 presentata da COMPAGNON ANGELO (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 18/11/2006
Atto Camera Ordine del Giorno 9/1746-BIS/213 presentato da ANGELO COMPAGNON sabato 18 novembre 2006 nella seduta n.075 La Camera, premesso che: a cura di un gruppo di studio del quale hanno fatto parte le università di Urbino, di Napoli, di Parma, nonché ricercatori degli Enti (European Intermodal Association; Ambrogio Trasporti; FITA-CNA, Rail Traction Company, Trenitalia Logistica, Italmondo Servizi ed Editoria, Lyon Turin Ferroviarie), coordinati dal COPIT, nel quadro del programma editoriale COPIT-MUR ex lege , è stato messo a punto un quaderno di divulgazione intitolato «Trasporto merci sull'Arco Alpino»; nel detto rapporto si pongono in evidenza gli elementi maggiormente significativi dello scenario attuale, citando i dati Confetra che confermano come la scelta modale sia tuttora fortemente sbilanciata a favore della strada (negli ultimi anni, il trasporto per ferrovia è cresciuto del 9 per cento, duello su strada del 58 per cento); ed altresì che tende a posizionarsi il trasporto «combinato accompagnato» e maggiormente quello non accompagnato; ed infine che in relazione alla introduzione della tassa sul traffico pesante il trasporto delle merci, nella suddetta modalità, in Svizzera si è ridotto del 3 per cento; gli scenari di sviluppo a breve termine saranno influenzati, nella opzione strada-ferrovia, dalle condizioni economiche, normative, tecnologiche, infrastrutturali e di riequilibrio modale che saranno instaurate e che pertanto lo scenario futuro - premesso che il trasporto delle merci condiziona la politica dei trasporti e si riflette sulla pianificazione del territorio, sulla gestione energetica e sulla sicurezza ambientale - è legato alla realizzazione di specifici investimenti infrastrutturali nonché sulla implementazione della politica comune dei trasporti; per le ragioni esposte occorre prestare attenzione al sistema delle intese e dei poteri con specifico riferimento alla Commissione Europea e, nel caso dell'arco alpino, alla «convenzione delle Alpi» (trattato internazionale stipulato nel 1991 da otto Paesi alpini) cui sono allegati 10 protocolli dei quali uno dedicato ai Trasporti (sottoscritto nel 2001) nonché, a livello nazionale, al complesso dei provvedimenti che è sfociato nel Patto per la Logistica nel quale sono fissati gli impegni quadro (autotrasporto, ferroviario, combinato marittimo, terrestre, cargo aereo logistica urbana); il rapporto ha enumerato ed efficacemente riassunto le politiche di intervento distinguendole in: tipo tecnologico-organizzativo; iniziativa delle Alpi - la borsa dei transiti; progetto Bravo; di tipo in infrastrutturale integrato; di tipo normativo; politica di sicurezza nelle gallerie; e precisando che bisogna porre mano ad una politica di riequilibrio modale complessivo con interventi mirati (sulle prestazioni dei servizi, sulla riorganizzazione delle imprese, sulla incentivazione del trasporto ferroviario intermodale, sull'incremento della efficienza dei processi logistici -: impegna il Governo 1. a definire le linee di una politica condivisa che, partendo dalla constatazione che il trasporto merci sull'arco alpino è la questione chiave per la politica dei trasporti della UE, assicuri l'armonizzazione delle esigenze, non sempre convergenti, dei soggetti coinvolti; 2. a predisporre una valutazione più realistica dell'onere finanziario connesso all'ipotesi di un sistema di trasporti efficiente dell'arco alpino, ben superiore ai dieci miliardi di euro attualmente considerati, in modo che occorrerà, fin da ora, individuare forme di intervento integrative dell'azione di Governo e dell'UE (Project Financing, tassazione sul traffico pesante, contributi delle Regioni direttamente coinvolte; 3. a procedere, alla integrazione degli attuali progetti ferroviari di attraversamento delle Alpi mediante un sistema ramificato che raggiunga le aree ad alta intensità logistica, specie per il Mezzogiorno; 4. a dare, quindi, maggiore importanza ai collegamenti locali con i corridoi transeuropei (I e V); 5. a concorrere alla maturazione di tutti i Paesi europei interessati di una visione complessiva dello spazio alpino e del suo sviluppo; 6. a riconoscere la priorità del Trasporto ferroviario procedendo, a migliorare le condizioni per favorire l'accesso dei privati alla rete finanziaria; 7. a garantire - allo scopo di agevolare la soluzione del trasporto combinato che richiede la cooperazione degli operatori della catena logistica e la coerenza dei decisori politici - la convenienza tra combinato e tutto strada mediante: maggior rispetto delle norme di circolazione; incremento del personale di controllo; realizzazione di aree attrezzate; armonizzazione della normativa europea; costituzione di un registro internazionale delle infrazioni stradali; 8. a concedere l'importanza che merita alla armonizzazione dei dati sui flussi di trasporto tra i Paesi alpini, mettendo ordine nella frammentazione delle fonti informative e introducendo accettabili livelli di cooperazione tra Italia, Francia, Svizzera e Austria (congrui livelli ministeriali e attivazione dei gruppi di lavoro); 9. a considerare con favore la realizzazione di una Agenzia del trasporto merci sull'arco alpino ad essa assegnando i compiti di: facilitare le scelte di piano e la loro condivisione; attivare l'osservatorio sulla realtà logistico-trasportistica dei territori alpini; mettere a sistema gli studi realizzati al riguardo da Ministeri, Università, Enti di Ricerca, società di consulenza, etc. 9/1746- bis /213.Compagnon.