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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00257 presentata da BONADONNA SALVATORE (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 21/11/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00257 presentata da SALVATORE BONADONNA martedì 21 novembre 2006 nella seduta n.077 BONADONNA - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'interno - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: all'inizio dell'estate 2006 la SOGIN, grazie alle deroghe previste dalle ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri alla vigente normativa sugli appalti, ha affidato a trattativa privata alla società ELECTRON del gruppo ELSAG (FINMECCANICA) i lavori di manutenzione straordinaria riguardanti il rifacimento del quadro elettrico del locale n. 50 dell'impianto Plutonio del sito di Casaccia, dal quale dipendono le alimentazioni e le logiche di controllo del sistema di ventilazione. Detto sistema, classificato come "rilevante ai fini della sicurezza" dalle prescrizioni tecniche dell'impianto, è a sua volta costituito da tre sottosistemi (cosiddetto "triplo contenimento") che garantiscono le portate di aria necessarie a mantenere in depressione, rispettivamente, le scatole a guanti rispetto ai laboratori che le contengono, nonché, a loro volta, detti laboratori rispetto al corridoio che li circonda e, infine, quest'ultimo rispetto all'ambiente esterno, così da evitare ogni possibile fuoriuscita accidentale di plutonio verso l'esterno; la ELECTRON, da molti mesi, è impegnata nel sito Casaccia per conto in attività riguardanti la realizzazione delle opere di protezione fisica e di barriere anti-intrusione, relativamente all'impianto OPEC; attività in cui la suddetta ditta è specializzata, mentre non risultano specifiche competenze ed adeguata esperienza in interventi su sistemi, come il suddetto quadro elettrico, che governano la ventilazione di impianti di tipo nucleare; SOGIN ha affidato la responsabilità dell'intervento sul quadro elettrico all'ing. Martellucci, giovane dipendente di recente inquadramento che, al pari degli altri, a quanto consta all'interrogante, non è stato mai sottoposto ad alcun programma di addestramento, ed al geom. Mauro Sordelli, dipendente ENEA comandato in SOGIN; a quanto consta all'interrogante, intorno alle ore 11.00 del 30 ottobre 2006, il geom. Mauro Sordelli, a seguito dei lavori di rifacimento del quadro elettrico che controlla il sistema di ventilazione, ha effettuato delle prove empiriche, peraltro non previste da alcuna procedura scritta di collaudo precedentemente concordata con la ditta esecutrice. Lo scopo dell'operatore era, per quanto risulta, quello di verificare il corretto funzionamento del sistema di ventilazione, manovrando in manuale attraverso l'apposita centralina del sistema di estinzione incendio del magazzino n. 9 di stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Secondo il corretto funzionamento, in caso di allarme incendio, si sarebbe dovuto interrompere il ventilatore che immette aria nel locale interessato e chiudere simultaneamente la serranda di regolazione dell'aria posta sulla medesima condotta di mandata; allo stesso tempo si sarebbe dovuto mantenere funzionante il secondo ventilatore, che estrae l'aria dal locale e garantisce l'apertura parziale della serranda posta sulla corrispondente condotta di estrazione dell'aria; nell'avviare l'allarme manuale dell'antincendio, a causa di un evidente difetto di realizzazione dei collegamenti nel quadro elettrico, si è verificato l'istantaneo ed imprevisto scarico (per circa 2 minuti) dell'intera batteria di 36 bombole di anidride carbonica (CO2), che costituiscono l'apparato antincendio del magazzino n. 9, ed il conseguente fallimento della sequenza d'intervento prevista per l'impianto di ventilazione; in particolare, oltre all'interruzione di entrambe i ventilatori, di mandata e di ripresa, si è verificata anche la chiusura di entrambe le serrande di ventilazione, impedendo in tal modo che l'aria contenuta nel vano magazzino, per effetto dell'iniezione ad alta pressione della CO2 venisse espulsa attraverso la serranda di ripresa. In tal modo si è determinato all'interno del locale magazzino n. 9 un pericolosissimo picco di pressione di alcune atmosfere (1 atmosfera = 1 chilogrammo per centimetro cubo) che, qualora non avesse trovato una via di sfogo attraverso la porta blindata che immette nel magazzino, lasciata aperta per consentire il transito dell'operatore, sarebbe stata certamente letale per quest'ultimo, ed avrebbe altresì prodotto effetti devastanti sulle strutture interne del magazzino, investendo altresì i fusti metallici contenenti i rifiuti radioattivi e causando, di conseguenza, una generale contaminazione all'interno del locale e, in caso di cedimenti strutturali, anche dell'esterno; la porta antincendio del magazzino n. 9, posta immediatamente dopo la porta blindata, per effetto del repentino picco di pressione su di essa esercitato dalla miscela aria-CO2, ha subito una sollecitazione tale da essere completamente divelta e, dopo aver attraversato il lume di transito della porta blindata lasciata aperta, è stata proiettata nel corridoio antistante per circa 10 metri. Analogamente, le tre porte di sicurezza a tenuta che, dal corridoio che delimita i laboratori immettono direttamente all'esterno dell'impianto, per l'analogo fenomeno di aumento repentino della pressione, data la notevole superficie delle ante, sono state sottoposte a forze di alcune tonnellate e anch'esse completamente divelte e proiettate sul prato adiacente. In tal modo, per l'impianto Plutonio si è venuta a determinare una condizione di mancanza della prima barriera di protezione, tra il corridoio e l'esterno, costituita dal confinamento statico esercitato dalle porte a tenuta e dal confinamento dinamico esercitato dalla de-pressione, che ha causato una condizione di oggettivo stato di emergenza dell'impianto Plutonio, non più rispondente alle prescrizioni tecniche. Una condizione di relativa normalità sarebbe stata ripristinata attraverso la messa in opera delle porte divelte nei relativi vani mediante resina schiumogena ed assi di legno; intorno alle ore 17.00 dello stesso giorno, presso l'impianto Plutonio i Carabinieri hanno effettuato un sopralluogo. Analogo sopralluogo vi sarebbe stato da parte dei Vigili del fuoco. Dagli accertamenti sanitari eseguiti sul personale presente sull'impianto al momento dell'evento non risulterebbero casi di contaminazione; analogamente, dagli accertamenti condotti sulle strutture dell'impianto interessate e sui contenitori di rifiuti stoccati nel magazzino n. 9, non sarebbero emerse perdite di contenimento con conseguente fuoriuscita di materiale contaminato; rilevato che: l'episodio richiamato, dal punto di vista ingegneristico e di gestione dell'impianto, si caratterizza come un incidente convenzionale di notevole gravità, i cui esiti avrebbero potuto essere letali per gli operatori dell'impianto, nonché causa di grave contaminazione radioattiva e di diffusi danni alle strutture dell'impianto medesimo; qualora l'evento avesse malauguratamente interessato uno dei laboratori ove sono custodite le scatole a guanti, gli effetti prodotti sarebbero stati ancor più devastanti ed avrebbero potuto determinare un rilascio incontrollato di radioattività all'esterno e la conseguente condizione di emergenza nucleare per l'intero centro della Casaccia, si chiede di sapere: quali referenze abbia fornito la ELECTRON nell'ambito dello specifico settore elettrico e, quindi, in base a quali criteri sia stata selezionata; se la SOGIN, nell'affidare i lavori alla suddetta ditta, abbia elaborato un capitolato d'appalto con allegate specifiche tecniche di dettaglio, se sia stata concordata una procedura di collaudo e quale essa sia, chi l'abbia condotta e quali esiti abbia fornito, e se ciò sia stato ritenuto sufficiente per erogare il pagamento; in base a quali valutazioni SOGIN abbia assegnato la responsabilità di un intervento tanto delicato ad un giovane ingegnere, peraltro non adeguatamente addestrato, ed al geometra citato; chi sia l'operatore che ha innescato l'evento e quale procedura stesse eseguendo, nonché chi fossero gli eventuali altri soggetti presenti al momento dell'incidente; quali accorgimenti per la salvaguardia del personale siano stati adottati; quale sia stata la dinamica dell'evento, quali le responsabilità accertate e se vi sia stata contaminazione; quali siano le misure adottate affinché non possano ripetersi simili accadimenti; a quanto ammontino i danni prodotti e a chi vadano imputati; quando verranno ripristinate le normali condizioni di sicurezza; quale sia il parere dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e del territorio sull'accaduto e sui provvedimenti da prendere; se, alla luce di quanto accaduto, saranno riviste le prescrizioni tecniche dell'impianto Plutonio. (3-00257)





 
Cronologia
sabato 18 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 331 voti favorevoli e 231 contrari, l'emendamento 16.500 del Governo, sostitutivo dell'articolo 16 del testo e soppressivo dei successivi articoli del d.d.l. C. 1746- bis, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)", sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

sabato 2 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo tre anni e mezzo di presenza termina l'Operazione Antica Babilonia delle Forze armate italiane presso la città di Nassiriya e la provincia di Dhi Qar (Iraq). L'operazione di rientro venne chiamata in codice Operazione Itaca.