Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00057 presentata da VENIER IACOPO (COMUNISTI ITALIANI) in data 27/11/2006
Atto Camera Mozione 1-00057 presentata da IACOPO VENIER lunedì 27 novembre 2006 nella seduta n.077 La Camera, premesso che: la Repubblica popolare cinese ormai da decenni ha intrapreso un percorso di riforme economiche che ha portato il Paese prima a superare la fame e la carestia e poi ad imboccare un processo di sviluppo sempre più accelerato, sino a farne uno dei principali protagonisti dell'economia mondiale; la Cina è il più popoloso Paese del mondo, con oltre 1.300.000 di abitanti. La qualità e l'estensione dello sviluppo di questo Paese costituisce, quindi, un contributo fondamentale alla stabilità mondiale; il modello economico detto del «socialismo di mercato», se ha consentito a centinaia di milioni di persone di uscire da uno stato di arretratezza, ha però generato nella società cinese nuove ed inedite contraddizioni; la crescita poderosa dell'economia è stata accompagnata (come è accaduto in molte altre società, compresa quella italiana) a fenomeni di sfruttamento ed auto-sfruttamento, in particolare delle popolazioni di recente urbanizzazione; le autorità cinesi hanno deciso interventi volti ad affrontare i problemi derivanti dal crescente squilibrio tra città e campagna, dalle nuove crescenti disparità economiche tra zone del Paese e tra individui, dalla ancora scarsa capacità di far fronte ai bisogni sociali fondamentali; l'intera storia cinese non ha visto nel passato l'affermarsi dell'idea del primato della legge; la Repubblica popolare cinese ha avviato una serie di riforme anche di carattere politico ed istituzionale, che, secondo le dichiarazioni dei suoi principali dirigenti, devono portare alla piena affermazione dello stato di diritto e, quindi, di un sistema di regole fondamentali a tutela dei diritti umani e civili di ogni cittadino cinese; in contraddizione con questo percorso annunciato, giungono molte notizie su violazioni di ciò che il diritto internazionale definisce come inviolabili diritti dell'individuo, come la libertà di espressione, di organizzazione sindacale e di appartenenza religiosa la Cina (come purtroppo anche altri Stati, dagli Usa all'Arabia Saudita) applica sistematicamente la pena di morte per un numero molto ampio di reati; la Repubblica popolare cinese non ha ratificato il patto internazionale sui diritti civili e politici e non ha firmato il protocollo opzionale alla convenzione contro la tortura e i due protocolli opzionali al patto sui diritti civili e politici; ogni popolo ha il diritto di decidere la propria specifica forma di organizzazione sociale e politica; nessuno deve strumentalizzare l'obiettivo dell'affermazione dei diritti umani e civili e bisogna, quindi, denunciare, senza ipocrisie e doppi standard , tutte le violazioni a tali diritti, quale che sia lo Stato responsabile di tali atti; il dialogo ed il confronto sono gli strumenti fondamentali per la piena affermazione dei diritti umani e la diffusione di modelli democratici che garantiscano un vero pluralismo; impegna il Governo: a continuare una azione di pressione e confronto con le autorità cinesi volta ad ottenere un sostanziale miglioramento del rispetto dei diritti umani in quel Paese; ad intensificare le relazioni e gli scambi economici e culturali con la Repubblica popolare cinese; ad operare per rafforzare il confronto anche a livello giuridico a sostegno di tutte quelle riforme istituzionali necessarie alla strutturazione di uno stato di diritto, come del resto auspicato dalle stesse autorità cinesi; ad agire in ambito bilaterale e multilaterale perché le autorità cinesi si impegnino a garantire la libertà di pensiero e quella religiosa, liberando al più presto i detenuti per reati di pensiero e a firmare i protocolli opzionali sui diritti umani e la tortura; a chiedere con decisione alla Cina ed agli Usa di aderire alla proposta di moratoria internazionale sulla pena di morte; ad intraprendere ogni sforzo presso le autorità cinesi affinché la legislazione del lavoro e i diritti dei lavoratori si adeguino più rapidamente agli standard internazionali. (1-00057) «Venier, Diliberto, Sgobio, Bellillo, Cancrini, Cesini, Crapolicchio, De Angelis, Galante, Licandro, Napoletano, Pagliarini, Ferdinando Benito Pignataro, Soffritti, Tranfaglia, Vacca».