Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00440 presentata da LION MARCO (VERDI) in data 30/11/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00440 presentata da MARCO LION giovedì 30 novembre 2006 nella seduta n.080 LION, BALDUCCI, BONELLI, FRANCESCATO, FUNDARÒ, PELLEGRINO, CAMILLO PIAZZA, POLETTI e TREPICCIONE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro dei trasporti. - Per sapere - premesso che: periodicamente perviene alle cronache il coinvolgimento del Porto turistico di Lavagna in fatti commessi contro l'ambiente o contrari alla disciplina sulla gestione del demanio marittimo. Alcuni di tali comportamenti sono stati esposti in numerosi atti di sindacato ispettivo, rimasti purtroppo inevasi, della XIV Legislatura e della XV Legislatura; il Porto turistico di Lavagna è il più grande porto turistico del Mediterraneo. Attualmente, sulla base di un quadro concessorio che, a parere degli interroganti contiene profonde anomalie, il porto viene gestito dalla Società Porto di Lavagna s.p.a., ma a tal proposito si deve evidenziare che la concessione per la gestione di quel tratto di demanio marittimo è stata originariamente assegnata alla società Cala dei Genovesi s.p.a. e quest'ultima non ha mai proceduto a cederla ad altri soggetti, tanto meno alla Porto di Lavagna s.p.a., con la quale, anzi, è in aspro contenzioso. Inoltre, non si è a conoscenza di provvedimenti espliciti di revoca della concessione alla società Cala dei Genovesi s.p.a. per opera del Ministro competente. Il 13 ottobre 2000 l'Unità di gestione infrastrutture per la navigazione ed il demanio marittimo del Ministero dei trasporti ha autorizzato il subingresso della Porto di Lavagna s.p.a. nella concessione detenuta dalla Cala dei Genovesi s.p.a. Non esistono invece atti adottati dallo stesso Ministro in applicazione del codice della navigazione, in particolare degli articoli 45- bis e 46, che legittimino l'esercizio della concessione da parte della citata società Porto di Lavagna s.p.a.; a giustificazione del fatto che solo la società Cala dei Genovesi s.p.a. possa essere legittimata ad esercitare la gestione del porto turistico di Lavagna ricorre il fatto che con atto formale di concessione demaniale marittima stipulato dalla Capitaneria di Porto di Genova il 22 giugno 1974, Reg. Atti n. 1680, Reg. Cons. n. 381 approvato con Decreto Ministeriale del 13 luglio 1974 registrato alla Corte dei Conti il 12 maggio 1975, ai sensi del DP n. 5172245/G.77 del 27 febbraio 1975 ed infine registrato all'Ufficio del Registro di Genova il 27 marzo 1975, la «Cala dei Genovesi s.p.a.» ha ottenuto in concessione, per 50 anni, una zona di arenile di superficie pari a mq 23.000 ed uno specchio acqueo antistante, di mq 290.000, situati nel comune di Lavagna (Genova) nella zona compresa tra la foce del torrente Entella e Piazza Milano, allo scopo di costruire e gestire un approdo turistico. Tale concessione è tuttora vigente ed efficace, non essendo mai stata revocata o dichiarata decaduta in maniera esplicita e secondo le previste disposizioni del codice della navigazione e del relativo regolamento di attuazione; dal maggio del 2000, ossia da quando con atti amministrativi che, secondo gli interroganti, andrebbero scrupolosamente esaminati e valutati in ordine alla loro regolarità, legittimità ed efficacia, la gestione del demanio marittimo su cui insiste il porto di Lavagna viene esercitata dalla società Porto di Lavagna s.p.a.. Contestualmente all'inizio di questa nuova gestione del Porto di Lavagna, sono state effettuate numerose denunce e segnalazioni, soprattutto da parte della società Cala dei Genovesi s.p.a; nell'ambito delle denunce effettuate dalla società Cala dei Genovesi s.p.a., ve ne sono almeno tre che, a giudizio degli interroganti, andrebbero attentamente esaminate e riscontrate fino in fondo. Si tratta nello specifico della richiesta dell'11 agosto 2003, diretta al Sindaco del Comune di Lavagna, al Prefetto di Genova ed alla Direzione investigativa antimafia di Genova, concernente la copia di tutti gli atti con i quali l'amministrazione aveva chiesto al Prefetto le informazioni inerenti le infiltrazioni mafiose di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 490 del 1994, da darsi ai sensi degli articoli 10, 11 e 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998, ai fini del rilascio della concessione marittima in favore della società Porto di Lavagna s.p.a.. Tale richiesta veniva proposta poiché il legale rappresentante della società Cala dei Genovesi s.p.a. sarebbe stato al corrente della presentazione non già delle attestazioni della sussistenza o meno di tentativi d'infiltrazione mafiosa di cui ai citati articoli 10, 11 e 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998 da rilasciarsi a cura del Prefetto, ma bensì del certificato rilasciato dalla Camera di commercio recante la dicitura antimafia prevista dall'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998; a quanto risulta agli interroganti, la Guardia di Finanza avrebbe chiesto, senza esito, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chiavari, di valutare l'opportunità di svolgere indagini nei confronti del legale rappresentante della società Porto di Lavagna s.p.a.; da ultimo si richiama una esposizione del legale rappresentante della società Cala dei Genovesi s.p.a. e datata 9 marzo 2004, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Chiavari volta a denunciare una presunta illegittima gestione di un appalto relativo ai lavori di ripristino e manutenzione della scogliera antistante la diga foranea -: se sia a conoscenza dei profili problematici riguardanti una presunta poco trasparente gestione del porto turistico di Lavagna; se in applicazione dei propri poteri di controllo e di vigilanza sulla gestione del demanio marittimo, segnatamente delle misure recate dagli articoli 36 e 61 del codice della navigazione, nonché dall'articolo 27 del regolamento di attuazione dello stesso codice, non intenda accertare gli eventuali esiti delle denunce o delle segnalazioni elencate in premessa e conseguentemente, ove ne ricorressero le circostanze, applicare i pertinenti provvedimenti di revoca dell'attuale esercizio della concessione nei confronti della società Porto di Lavagna s.p.a.. (3-00440)