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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00272 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 06/12/2006

Atto Camera Interpellanza 2-00272 presentata da ANGELA NAPOLI mercoledì 6 dicembre 2006 nella seduta n.083 La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: ben conoscendo il dissesto idrogeologico della Calabria, la preoccupante disattenzione in merito degli Enti locali di tutta la Regione, l'impunità che fino ad oggi ha garantito i responsabili di tale dissesto, grazie anche ad uno spaventoso abusivismo edilizio imperante sull'intero territorio, l'interrogante aveva già provveduto a chiedere adeguati interventi fin dal giorno successivo al violento nubifragio abbattutosi, lo scorso 3 luglio 2006, sulla costa tirrenica del vibonese; il nubifragio ha provocato quattro morti, tra i quali un bimbo di soli 15 mesi, numerosi feriti, ingenti danni alle abitazioni delle frazioni di Vibo Marina, Bivona e Longobardi; da subito si sono rivelati superficiali ed insufficienti gli interventi di aiuto agli alluvionati, ai quali si è aggiunta la deresponsabilizzazione di chi non aveva provveduto alla regimazione dei corsi d'acqua, benché adeguatamente finanziata, nonché la mancanza di valutazione delle cause che avevano contribuito al dissesto di quel territorio; da subito gli importi stanziati sono apparsi del tutto insufficienti; risulterebbero all'interpellante fatturazioni per gli interventi di urgenza per circa 5 milioni di euro, senza l'ufficialità dei criteri di individuazione delle ditte incaricate, il relativo elenco e le indicazioni delle prestazioni effettuate; la 'ndrangheta è sempre riuscita ad inserirsi negli appalti pubblici e non v'è dubbio che abbia avuto un ruolo anche negli interventi post-alluvionali; anche i rappresentanti delle confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, hanno denunziato la presenza di «loschi individui» tra la popolazione; già nei primi giorni del mese di settembre 2006, a due mesi di distanza dal tragico nubifragio, sono iniziate le proteste dei residenti nelle zone maggiormente colpite, per non aver visto la concretizzazione delle promesse degli interventi fatte dal mondo politico ed istituzionale; le giuste lagnanze sono state anche inserite in una lettera che don Piero Furci, parroco di Bivona ha indirizzato al sindaco del comune, ai presidenti dell'amministrazione provinciale e della camera di commercio della città di Vibo Valentia, delegati per l'emergenza alluvionale del governatore calabrese, a sua volta delegato dal Governo; alla base delle inadempienze, senza dubbio l'assoluta insufficienza delle risorse stanziate, a fronte dell'ammontare delle istanze di risarcimento e delle necessità di interventi; occorre, altresì, aggiungere la mancanza di un adeguato monitoraggio utile alla individuazione degli effettivi interventi; nei primi giorni del mese di ottobre 2006, solo dopo la protesta dei cittadini alluvionati e l'occupazione della locale stazione ferroviaria, il Presidente della giunta regionale calabrese ha dato incarico all'università di Cosenza per la realizzazione di un piano pluriennale di recupero del territorio della provincia di Vibo Valentia, interessato dall'alluvione del 3 luglio 2006; ancora il 6 novembre 2006, dopo ulteriori proteste, i comitati pro alluvionati hanno incontrato il Presidente Loiero per chiedere sia un monitoraggio sulla drammatica situazione esistente sia sul controllo della gestione dei fondi e sull'andamento dei lavori; l'interrogante da subito aveva richiesto l'individuazione di un'autorità di controllo per garantire l'equità di distribuzione degli aiuti finanziari già stanziati e di quelli che certamente dovranno aggiungersi; nei giorni scorsi, peraltro, per probabili dissapori interni, durante i lavori del consiglio della Camera di commercio di Vibo Valentia, è stato presentato un documento di sfiducia al suo Presidente, il che naturalmente mantiene perplessità nelle imprese locali colpite dai danni alluvionali; nei primi giorni del corrente mese di dicembre il Presidente del comitato pro alluvionati di Vibo Marina ha denunziato: «Tranne la rimozione dei detriti,dopo sei mesi, nessun intervento è stato fatto nella zona Pennello ... Non abbiamo mai saputo niente, nessuno ha comunicato ai Comitati le cifre raccolte. Ma dove sono? Chi le ha ricevute? Perché non darle agli alluvionati?»; infine, è dei giorni scorsi, l'ordinanza del Sindaco del comune di Vibo Valentia con la quale viene intimato lo sfratto dagli alberghi di interi nuclei familiari di alluvionati, senza aver garantito agli stessi i primi interventi di spesa e senza aver provveduto, per alcuni, ad erogare i finanziamenti idonei sia e superare l'emergenza sia a rendere possibile il trasferimento in un abitazione autonoma; appaiono, ancora oggi, sulle cronache regionali calabresi notizie relative alla odissea vissuta da alcune intere famiglie del vibonese dopo l'alluvione del 3 luglio 2006, nell'indifferenza delle istituzioni preposte agli interventi sociali -: se non ritengano necessario ed urgente attuare gli opportuni interventi finanziari per incentivare il piano di assetto idrogeologico approvato, da tempo, dalla regione Calabria; se siano a conoscenza dello stato delle indagini per accertare le responsabilità del grave dissesto idrogeologico, dell'abusivismo edilizio, della mancata regimazione dei corsi d'acqua che hanno contribuito e maggiorare i danni dell'alluvione dello scorso 3 luglio 2006; se non ritengano, infine, necessario ed urgente individuare un'autorità di controllo sull'equa distribuzione degli aiuti finanziari sull'accertamento dei criteri adottati per l'individuazione delle ditte incaricate agli interventi di urgenza e per la verifica delle relative fatturazioni. (2-00272)«Angela Napoli».

 
Cronologia
sabato 2 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo tre anni e mezzo di presenza termina l'Operazione Antica Babilonia delle Forze armate italiane presso la città di Nassiriya e la provincia di Dhi Qar (Iraq). L'operazione di rientro venne chiamata in codice Operazione Itaca.

mercoledì 6 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    A seguito di contestazioni su presunti brogli in occasione delle elezioni politiche, la giunta per le elezioni del Senato decide di ricontare le schede bianche, nulle e contestate, e un campione di quelle valide, di sette regioni (Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Toscana).

giovedì 14 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La giunta per le elezioni della Camera decide di riesaminare il 10% delle schede elettorali.