Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00069 presentata da PIAZZA CAMILLO (VERDI) in data 12/12/2006
Atto Camera Mozione 1-00069 presentata da CAMILLO PIAZZA martedì 12 dicembre 2006 nella seduta n.085 La Camera, premesso che: dopo tre anni di discussioni, l'Europa si appresta a varare la riforma della legislazione sulla chimica che, per la prima volta, darà all'industria l'onere di provare che le sostanze immesse al consumo non sono nocive; in seguito all'accordo raggiunto tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, il progetto di direttiva denominato Reach (acronimo inglese di registrazione, valutazione e autorizzazione dei prodotti chimici), uno dei più complessi esaminati dall'Ue, dovrebbe essere adottato definitivamente, dopo il via libera formale del Consiglio e la seconda lettura del Parlamento europeo fissata per il 13 dicembre prossimo; l'accordo permetterà di stabilire, entro 11 anni, la registrazione di circa 30 mila sostanze chimiche importate o fabbricate nell'Ue, un meccanismo che farà capo a un'agenzia europea con sede a Helsinki; il compromesso ha mantenuto anche il principio, osteggiato da parte dell'industria, in base al quale le sostanze più pericolose dovranno essere sostituite con altre meno nocive e, in ogni caso, dovrà essere avviato un piano per la ricerca di possibili alternative; nel gruppo di questi 1.500-2.000 prodotti chimici ve ne sono alcuni che interferiscono sul sistema ormonale umano e che finiscono ogni giorno anche in prodotti di largo consumo, a partire da quelli alimentari; anche queste ultime sostanze potranno comunque essere autorizzate, qualora i benefici socio-economici siano superiori ai rischi, oppure siano immesse sul mercato sotto un «adeguato controllo». In entrambi i casi, le industrie dovranno comunque presentare un piano di sostituzione che, nel tempo, preveda l'utilizzo di prodotti alternativi; una recente analisi del Wwf, ad esempio, ha dimostrato che tracce di alcuni «muschi artificiali» utilizzati in prodotti per la cura e l'igiene personale o della casa sono state rilevate in bastoncini di pesce, salmone affumicato o aringhe marinate e che alcuni ftalati usati per rendere flessibili le materie plastiche sono stati rintracciati in carni e prodotti caseari; l'accordo a porte chiuse fra i rappresentanti del Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri su Reach , ha creato un coro unanime di proteste da parte delle associazioni ambientaliste, medici, consumatori, lavoratori e sindacati europei, ovvero di tutti i comparti associativi della società civile interessati; le organizzazioni (Wwf, Legambiente, Greenpeace, Amici della terra, Movimento difesa del cittadino, Altroconsumo, Green Cross Italia, Associazione ambiente e lavoro, Cgil, Cisl, Uil e Res) in una nota congiunta hanno affermato che, se adottato durante la votazione in plenaria, questo accordo consentirà a molte sostanze chimiche altamente pericolose, fra cui quelle che provocano cancro, difetti congeniti e altre patologie, di rimanere sul mercato ed essere utilizzate nei prodotti di largo consumo, anche in presenza di alternative più sicure; nonostante le associazioni abbiano sempre considerato l'approvazione del Reach un'occasione a favore della protezione di lavoratori, cittadini, consumatori e ambiente, chiedendone l'entrata in vigore in tempi brevi, ritengono inaccettabile l'approvazione della direttiva con il cosiddetto approccio di «adeguato controllo», secondo il quale l'esposizione alle sostanze chimiche pericolose possa essere tenuta sotto controllo, in modo tale da non risultare nociva per la salute umana e per l'ambiente. Tale presupposto è stato confutato da numerosi studi che hanno dimostrato come le sostanze chimiche di sintesi pericolose, impiegate nei prodotti di largo consumo, siano ampiamente e facilmente diffuse, oltre che persistenti; questo accordo limiterebbe inoltre la possibilità del pubblico di richiedere informazioni sulla presenza di sostanze pericolose nei prodotti solo per un numero limitato di queste; da più parti, il mondo scientifico e le associazioni contro la sperimentazione sugli animali segnalano il pericolo che le sostanze chimiche siano testate su animali, senza un adeguato riscontro scientifico attendibile e sacrificando inutilmente esseri senzienti. Gli animali, infatti, non possono essere un credibile modello per le reazioni dell'uomo alla somministrazione di sostanze ed alle sollecitazioni esterne. Diverse specie hanno resistenza e reazioni completamente differenti tra loro e, ancor maggiori sono le differenze e le reazioni tra la maggior parte degli animali e l'uomo. Sulla materia, l'istituto Ecvam di Ispra, finanziato dall'Unione europea, ha prodotto ampia documentazione sulla sperimentazione senza impiego di animali; impegna il Governo: a promuovere in ambito europeo, il rafforzamento della Direttiva Reach e la definizione di tempi e misure più vincolanti e restrittive che inducano le industrie chimiche a sostituire le sostanze pericolose con alternative più sicure in tempi brevi; ad attivare in sede europea tutte le procedure, i test ed i protocolli sperimentali realmente scientifici che non prevedano l'impiego di animali; ad adottare iniziative, in sede di ratifica delle Direttive, qualora il Parlamento europeo la approvasse in modo non sufficientemente vincolante e sicura per la salute umana e per l'ambiente, volte ad escludere l'impiego di animali per i test sperimentali. (1-00069) «Camillo Piazza, Boato, Bonelli, Cassola, De Zulueta, Lion, Pellegrino, Poletti, Trepiccione, Zanella, Fundarò, Balducci, Francescato».