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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02141 presentata da NAPOLI OSVALDO (FORZA ITALIA) in data 16/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02141 presentata da OSVALDO NAPOLI martedì 16 gennaio 2007 nella seduta n.092 OSVALDO NAPOLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: considerate le recenti iniziative militari delle forze statunitensi contro le basi terroristiche di Al Qaeda dislocate in Somalia; considerata la presenza sul territorio della Somalia di forze militari del governo etiopico; considerata l'assenza di una valutazione politica da parte dell'Unione europea sui combattimenti in corso in tutto il sud della Somalia; alla luce del giudizio espresso dal Ministro degli esteri, on. D'Alema, che ha definito «unilaterali» le azioni militari degli Stati Uniti contro le basi terroristiche di al Qaeda; alla luce dello stesso giudizio reiterato dal presidente del Consiglio; considerata la reazione degli altri governi europei che hanno limitato il loro giudizio all'espressione di una «preoccupazione» per gli sviluppi militari della situazione in Somalia -: se il Governo italiano ritenga: di attivarsi in tempi rapidi presso l'Unione europea per sollecitare l'assunzione di una comune iniziativa nel Corno d'Africa; di sollecitare gli altri governi europei affinché, concordata una comune posizione, l'Unione europea si attivi presso il Consiglio di sicurezza affinché siano intraprese immediate iniziative diplomatiche; di valutare, una volta raggiunta una tregua fra le forze in campo, di avviare in sede europea un'iniziativa militare a fini umanitari per portare sollievo e aiuto alla popolazione civile, la più esposta e colpita dagli scontri in atto.(4-02141)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 16 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 128 All'Interrogazione 4-02141
presentata da OSVALDO NAPOLI Risposta. - Il Governo italiano è attivamente impegnato, in tutte le sedi internazionali, per favorire una rapida soluzione della crisi somala, attraverso l'attivo coinvolgimento della comunità internazione, del gruppo di contatto ad hoc sulla Somalia, dell'Unione Europea e del Consiglio di sicurezza. Il Governo italiano ha operato nella fase di preparazione e di realizzazione della Conferenza nazionale di riconciliazione nazionale di Nairobi conclusasi alla fine 2004, e quindi nel periodo in cui era decisivo sponsorizzare la legittimità della Carta Costituzionale e delle autorità transitorie (Presidenza, Governo e Parlamento) che da essa sono derivate. In tale ottica abbiamo ricevuto nel novembre del 2005 a Roma il Primo ministro Ghedi, nonostante le perplessità di alcuni dei nostri partner che allora propendevano per il Presidente del Parlamento, per spronarlo nella sua iniziativa di dialogo avviata a Mogadiscio con i signori della guerra e lo stesso speaker . Abbiamo continuato a seguire la stessa linea dopo la sconfitta dei signori della guerra (coalizzatisi nell'alleanza per la pace e la lotta al terrorismo) ad opera dell'Unione delle Corti nel giugno 2006, quando si è dovuto realisticamente prendere atto della nuova realtà politica che si era conseguentemente creata e della necessità di non far venir meno l'appoggio alle legittime Autorità transitorie, malgrado la loro obiettiva debolezza in termini di consenso e di rappresentatività. Dopo il ribaltamento della situazione prodottosi con la vittoria delle Autorità transitorie sulle milizie dell'Unione conseguita con il determinante sostegno delle truppe etiopiche alla fine del 2006, abbiamo parimenti operato perché quella dinamica possa aprire una concreta finestra di opportunità per il paese. E ciò al di là delle puntuali valutazioni espresse su specifici snodi che hanno marcato l'intervento militare etiopico e gli attacchi americani contro presunte cellule di Al Quaida. I risultati della nostra azione sono emersi in tutta evidenza nelle direttrici di fondo convenute nella riunione di Bruxelles del 3 gennaio dei membri europei del gruppo internazionale di contatto e quindi in quella del 5 gennaio a Nairobi dell'intero gruppo (Italia, Norvegia, Regno Unito, Svezia, Stati Uniti, Tanzania, IGAD, Lega Araba, Nazioni Unite, Unione Africana). Nella loro elaborazione è stato infatti riconosciuto l'incisivo ruolo italiano che si è quindi riflesso in sede CAGRE del 22 gennaio. In estrema sintesi tali direttrici approvate dai Ministri si sostanziano: nella necessità di avviare un processo di riconciliazione nazionale che muova dalla ricostituzione della triade delle Autorità transitorie (Presidenza, Governo e Parlamento) e prosegua lungo un approccio di dialogo inclusivo che comprenda le diverse componenti della società somala, ivi comprese quelle religiose; nel dispiegamento di una forza di pace africana a sostegno di tale processo; nella riattivazione degli aiuti umanitari cui l'Italia ha immediatamente partecipato. In ambito Nazioni Unite, l'Italia, in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza sta attivamente lavorando affinché il Consiglio di sicurezza possa pendere al più presto una chiara posizione sulla situazione in Somalia. Una dichiarazione alla stampa del Consiglio di sicurezza è stata approvata all'inizio del mese di febbraio e l'Italia sta negoziando affinché i contenuti di tale dichiarazione facciano stato dell'importanza della ripresa di un dialogo inclusivo tra le parti e del coinvolgimento della comunità internazionale per risolvere la crisi umanitaria. Nelle prossime settimane continueremo a lavorare in stretto raccordo con gli altri membri europei del Consiglio di sicurezza per negoziare con gli altri membri del Consiglio di sicurezza, il testo di una nuova risoluzione che recepisca l'evoluzione della situazione ed autorizzi il dispiegamento di una missione dell'Unione africana. Da parte nostra, oltre ad assicurare il sostegno alla missione, abbiamo riconfermato l'impegno ad organizzare a Roma, assieme alla Svezia, la conferenza internazionale dei donatori non appena le condizioni lo permetteranno. Si può pertanto constatare come l'Italia si sia mossa non solo in maniera coerente ed univoca, anche quando la comunità internazionale era divisa sul sostegno da dare alle Autorità transitorie, e come abbia ispirato la propria azione alla ricerca della più ampia convergenza internazionale per propiziare il ritorno della Somalia ad una situazione di normalità che permetta l'avvio del processo di consolidamento dell'assetto istituzionale. Il Viceministro degli affari esteri: Patrizia Sentinelli.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.