Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00510 presentata da MAZZONI ERMINIA (UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)) in data 16/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00510 presentata da ERMINIA MAZZONI martedì 16 gennaio 2007 nella seduta n.092 MAZZONI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: in data 25 agosto 2006 i due istituti bancari BANCA INTESA e SAN PAOLO-IMI convocavano i rispettivi consigli di amministrazione in seduta straordinaria al fine di esaminare un progetto di fusione; l'obiettivo perseguito era la creazione di un colosso bancario di dimensioni europee, settimo tra i grandi gruppi del vecchio continente e quinto dell'Eurozona; i consigli di amministrazione dei due istituti di credito, riunitisi a Milano e Torino, approvavano all'unanimità la fusione; l'inizio attività della nuova società era previsto per fine 2006-inizio 2007; la razionalizzazione della presenza territoriale della nuova banca avrebbe inevitabilmente comportato, come annunciato già all'indomani della fusione, una riduzione fino a circa il 10 per cento degli sportelli complessivi, ed una conseguente riduzione di personale; in data 1 o dicembre 2006, l'istituto bancario SAN PAOLO-IMI S.p.a. concludeva, con le delegazioni di Gruppo DIRECREDITO-FD, FABI, FALCRI, FIBA/CGIL, SILICEA, SINFUB, UGL CREDITO, UIL C.A. un accordo relativo alle future riduzioni di personale, in vista della fusione; secondo quanto pubblicato il 9 gennaio 2007 dal quotidiano Il Sole 24 ore , nei prossimi giorni i vertici del gruppo incontreranno per la prima volta dopo la fusione le rappresentanze sindacali per dare forma e sostanza all'accordo di massima già raggiunto sugli esuberi volontari e per definire i criteri di uniformità delle diverse piattaforme aziendali; in particolare, con l'accordo le parti condividevano l'intento di attivare il Fondo di Solidarietà del settore del credito, regolato dal decreto ministeriale n. 158 del 2000 e n. 226 del 2006, al fine di incentivare l'esodo, anche se in forma esclusivamente volontaria; il comma 3 della premessa all'articolato del Regolamento di Istituzione del Fondo emesso con decreto ministeriale del 28 aprile 2000, n. 158 chiarisce come la ratio ispiratrice del decreto sia, in attesa di un'organica riforma del sistema degli armonizzatori sociali, la definizione per le categorie ed i settori di imprese sprovvisti di tale sistema, di misure di sostegno del reddito e dell'occupazione nell'ambito dei processi di ristrutturazione aziendale e per fronteggiare la crisi; nell'articolo 2 del Regolamento tale finalità viene richiamata ribadendosi che: «il Fondo ha lo scopo di attuare interventi nei confronti dei lavoratori delle aziende [...] che, nell'ambito ed in connessione con processi di ristrutturazione o di situazioni di crisi [...] o di riorganizzazione aziendale o di riduzione o trasformazione di attività di lavoro, favoriscano il mutamento ed il rinnovamento delle professionalità e realizzino politiche attive di sostegno del reddito e dell'occupazione; il decreto ministeriale n. 158 del 2000 crea una sorta di ammortizzatore sociale per i lavoratori di quelle aziende che, per obiettive difficoltà congiunturali di mercato, versassero in una situazione di crisi, o che, per scongiurare un'imminente e non altrimenti evitabile crisi, fossero costrette ad una ristrutturazione o riorganizzazione per rimanere concorrenziali sul mercato o che, per le stesse ragioni, fossero costrette alla riduzione o trasformazione, con conseguenti ricadute negative in termini occupazionali; la fusione SAN PAOLO-IMI e BANCA INTESA è motivata unicamente da obiettivi di accrescimento del profitto, e sfugge quindi alla condizione di necessarietà, tanto più che essa fusione è attuata attraverso un'operazione di concambio azionario, senza impegni di liquidità; pertanto, l'operazione sembra esulare dalle finalità per le quali il Fondo di Solidarietà è stato istituito -: se, ed in quale misura, ritenga possibile l'accesso dell'istituto bancario SAN PAOLO-IMI al suddetto Fondo di Solidarietà; se, in caso contrario, stia procedendo a valutare soluzioni alternative per sostenere i livelli occupazionali.(3-00510)