Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02111 presentata da MELLANO BRUNO (LA ROSA NEL PUGNO) in data 16/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02111 presentata da BRUNO MELLANO martedì 16 gennaio 2007 nella seduta n.092 MELLANO. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: appaiono ogni giorno sulle pagine web scene di animali torturati, picchiati, uccisi: si tratta di reati che nella maggior parte dei casi non vengono puniti, i cui responsabili restano liberi di continuare a commettere atrocità; il sadismo nei confronti degli animali è un reato in modo analogo a ogni tipo di comportamento che danneggi fisicamente un animale o implichi un comportamento innaturale per la sua indole; secondo quanto riferisce l'associazione ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) sono numerosi i video che girano sulla rete come, ad esempio, quello di una donna che calpesta animali di ogni sorta, dalle lumache ai gatti, «divertendosi» nell'atto di ucciderli lentamente. Altri video, girati tramite apparecchi cellulari, mostrano un gatto lanciato da una scarpata, uno scoiattolo attirato con un esca e sbattuto con violenza con una catapulta rudimentale contro un albero, una tartaruga bruciata viva, un piccolo felino addirittura decapitato. In un caso, un papà incita una bimba a picchiare il gatto che tenta debolmente una difesa senza speranza -: quali iniziative il Governo intenda assumere affinché provider e motori di ricerca non incentivino la diffusione di materiale del tipo in premessa che, è importante sottolinearlo, viene girato in Italia molto di frequente come le voci di sottofondo attestano senza possibilità di equivoci; se il Ministro non ritenga opportuno attivarsi chiedendo ai provider di impegnarsi ad impedire la diffusione di materiale del tipo in premessa, così da arginare un fenomeno che cresce a macchia d'olio, in un clima che sembra avallare la diffusione di immagini violente in rete. (4-02111)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 14 gennaio 2008 nell'allegato B della seduta n. 265 All'Interrogazione 4-02111
presentata da MELLANO Risposta. - Al riguardo si fa presente che nell'ambito del quadro normativo ed istituzionale vigente, il servizio di Polizia postale e delle comunicazioni riceve quotidianamente segnalazioni di utenti internet relative alla localizzazione in rete di foto o filmati che documentino la commissione, vera o presunta, di reati di ogni genere, compresi quelli relativi a maltrattamenti o uccisione di animali. Le notizie di questo tipo, acquisite anche attraverso il Commissariato on line, vengono attentamente controllate e, laddove venga effettivamente accertata la natura illegale dei contenuti o dei fatti a cui gli stessi si riferiscono e previa verifica della competenza giurisdizionale nazionale, si procede ad informare l'Autorità giudiziaria, con la quale viene concordato l'eventuale, ulteriore sviluppo delle indagini che potrebbero richiedere la necessaria emissione di decreti. I casi di competenza degli organi esteri vengono trasmessi a questi ultimi, attraverso una consolidata procedura, che risulta essere l'unica attuabile in tali circostanze. Allo stato non esistono, infatti, strumenti normativi che obbligano i provider nazionali all'inibizione dell'accesso da parte degli utenti italiani a tali siti su segnalazione dell'Autorità, così come invece previsto per quelli pedopornografici (articolo 14-quater della legge 3 agosto 1998, n. 269). Per quanto riguarda, invece, la presunta «incentivazione» da parte dei provider o dei gestori dei motori di ricerca all'immissione di contenuti illeciti in rete, occorre precisare che in base alla normativa nazionale vigente (articoli 14-17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, che ha recepito la direttiva europea 200/31/CE), tale pratica non trova alcun riscontro, atteso l'obbligo da parte del fornitore che ne venga a conoscenza, della rimozione tempestiva di tali contenuti o delle segnalazione alla Autorità competente, qualora l'obbligo stesso incomba nei confronti di terzi. Oltre a quanto previsto dalla citata norma occorre aggiungere che i contenuti immessi dagli utenti non debbono violare i termini del contratto stipulato con il fornitore del servizio e che, di norma, comprendono il divieto di pubblicare materiale osceno, illegale, relativo a violenze o più genericamente ritenuto offensivo o improprio, pena la rimozione immediata del contenuto stesso. Gli stessi provider, pur ribadendo più volte che le difficoltà di natura tecnica rendono impossibile un monitoraggio totale e costante dei contenuti immessi dagli utenti, hanno in più occasioni collaborato fattivamente con il servizio della Polizia postale, all'oscuramento di siti e-o contenuti illegali, fornendo su richiesta e con procedure particolarmente celeri, tutti gli elementi utili all'identificazione di utenti ritenuti responsabili di reati, per il loro successivo deferimento all'Autorità giudiziaria. Il Ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni Silveri.