Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00077 presentata da MARONI ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) in data 18/01/2007
Atto Camera Mozione 1-00077 presentata da ROBERTO MARONI giovedì 18 gennaio 2007 nella seduta n.094 La Camera, premesso che: l'articolo 29 della Costituzione riconosce «i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» e al secondo comma stabilisce che «il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare»; dovere del legislatore è tutelare la famiglia come «soggetto sociale». La famiglia fondata sul matrimonio rappresenta il pilastro su cui si fondano le comunità locali, il sistema educativo, le strutture di produzione di reddito, il contenimento delle forme di disagio sociale; il combinato disposto degli articoli 29 e 30 della Costituzione sancisce in modo inequivocabile il regime preferenziale della famiglia quale nucleo fondamentale della società; la giurisprudenza costituzionale ha più volte rimarcato la netta distinzione tra la famiglia fondata sul matrimonio e la convivenza more uxorio ; è necessario mettere in campo nuovi strumenti a sostegno delle responsabilità familiari e, soprattutto, misure che ne definiscano in modo coerente il suo carattere di soggetto attivo, titolare di diritti e doveri. Non soltanto misure di sostegno economico per le famiglie bisognose, ma strumenti diversificati attuati con il coinvolgimento delle famiglie stesse in tutte le fasi del processo; è doveroso garantire il diritto di ogni persona a formare una famiglia, sostenere il diritto delle famiglie al libero svolgimento delle loro funzioni sociali, riconoscere l'altissima rilevanza sociale e personale della maternità e della paternità, sostenere in modo più adeguato la corresponsabilità dei genitori negli impegni di cura e di educazione dei figli, promuovere e valorizzare la famiglia come struttura sociale primaria di fondamentale interesse pubblico, attuare le condizioni necessarie affinché nell'ambito della stessa famiglia possa realizzarsi la compresenza di più generazioni; ogni società civile che si rispetti deve salvaguardare i nuclei familiari che, consci dell'importanza del ruolo pubblico oltre che privato della loro unione, si impegnano e si vincolano davanti allo Stato ad adempiere ai doveri legati alla loro decisione; riconoscere le coppie di fatto al pari della famiglia fondata sul matrimonio vorrebbe dire indebolire ulteriormente questa istituzione stabile e sovraindividuale; il vigente ordinamento giuridico già prevede, senza alcuna necessità di introdurre nel codice civile nuovi istituti, l'effettivo riconoscimento dei diritti comuni ai conviventi more uxorio in quanto persone e cittadini; il riconoscimento pubblico delle unioni civili, oltre a generare un'evidente asimmetria giuridica (mentre la società assume obblighi rispetto ai conviventi more uxorio , questi non assumono verso la stessa gli obblighi propri del matrimonio), non trova alcuna giustificazione logica giuridica. Infatti, le convivenze more uxorio possono essere suddivise in due categorie: quelle che scaturiscono dalla scelta volontaria di non sposarsi e quelle che non possono sposarsi a causa di vincoli giuridici, quali la minore età o perché uno o entrambi i conviventi sono in attesa della pronuncia della sentenza di divorzio. Rispetto alla prima fattispecie, dinnanzi alla libera scelta di rifiutare il legame giuridico che scaturisce dall'istituto del matrimonio il legislatore non può e non deve intervenire. Per quanto concerne la seconda fattispecie, i vincoli legali che precludono ad una coppia il matrimonio precluderebbero anche il riconoscimento civile della loro unione more uxorio ; l'unica giustificazione plausibilmente riscontrabile in merito alla volontà di riconoscere civilmente le unioni civili può essere individuata nella determinazione di giungere ad una compiuta equiparazione del matrimonio tout court al matrimonio omosessuale; il riconoscimento legale delle unioni omosessuali o l'equiparazione legale delle stesse al matrimonio produrrebbe una grave forma di ingiustizia sociale a discapito del bene comune e la conseguente svalutazione dell'istituto matrimoniale; impegna il Governo: a far sì che vengano adottate in tempi brevi misure dirette a proteggere, sostenere e promuovere la dignità dell'istituto matrimoniale, fondamento della famiglia, come sancito dall'articolo 29 della Costituzione; a non avviare iniziative dirette al riconoscimento pubblico delle unioni di fatto more uxorio anche tra persone dello stesso sesso, che produrrebbero la svalutazione della famiglia fondata sul matrimonio, con inevitabili conseguenze sulla solidità della società. (1-00077) «Maroni, Montani, Alessandri, Allasia, Bodega, Bricolo, Brigandì, Caparini, Cota, Dozzo, Dussin, Fava, Filippi, Fugatti, Garavaglia, Gibelli, Giancarlo Giorgetti, Goisis, Grimoldi, Lussana, Pini, Pottino, Stucchi».