Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02210 presentata da COLASIO ANDREA (L' ULIVO) in data 18/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02210 presentata da ANDREA COLASIO giovedì 18 gennaio 2007 nella seduta n.094 COLASIO e GHIZZONI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: in una precedente interrogazione del 27 maggio 2002 al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del tempo era stato segnalato che in Cassazione, tre imputati, componenti della commissione giudicatrice del concorso a cattedre per professore ordinario di prima fascia del raggruppamento F15A (otorinolaringoiatria, oggi Med/31) indetto con decreto ministeriale 4 agosto 1988, avevano avuto la conferma delle condanne già riportate in primo e secondo grado di giudizio; la Corte ritiene, tra l'altro, che - ai sensi dell'articolo 537 del codice di procedura penale - essendo stati falsificati i risultati finali del concorso, cioè l'indicazione dei nomi dei vincitori, attraverso la falsificazione soggettiva di giudizi individuali, giudizi collegiali e verbali di commissione, debba essere dichiarata la falsità del verbale conclusivo 17 febbraio 1990, della commissione giudicatrice, contenente appunto i risultati finali; la sentenza esprime lo sdegno dei giudici per il comportamento dei commissari legittimati a prendere decisioni di alto profilo, soprattutto perché manifestano «una visione del mondo accademico, ancestrale ed ottocentesca..., da considerare come un feudo baronale di famiglia, da strumentalizzare a suo libero arbitrio per sistemare primo e secondo figlio, pupilli, allievi ed altri», evidenziando inoltre la continuazione, «la gravità e la pluralità dei fatti, la molteplicità dei soggetti favoriti e di quelli danneggiati, lo sfacciato nepotismo e dispotismo d'altri secoli, che caratterizza la faccenda, l'enorme discredito procurato al mondo accademico italiano ed al settore sanitario nazionale, verso i quali i delittuosi comportamenti dei personaggi che contano non possono non aver alimentato la sfiducia»; alle innumerevoli voci di biasimo su tali comportamenti gravissimi si è aggiunta la voce degli stessi professori universitari del CIPUR, a cui è stato loro il costituirsi parte civile in un successivo processo per l'enorme discredito procurato al mondo accademico italiano, ma che hanno continuato a segnalare tale scandalo al MIUR ed alle autorità accademiche con ogni mezzo lecito a loro disposizione, fra cui istanze, lettere e, in data 22 giugno 2005, un dibattito radiofonico con l'allora titolare del dicastero, trasmesso da Radio Uno RAI; in data 28 aprile 2006 veniva emesso un decreto del Direttore Generale per l'Istruzione Universitaria con cui si disponeva: «... di non provvedere all'annullamento del decreto ministeriale del 2 maggio 1990 di approvazione degli atti del concorso...», nelle premesse del decreto si richiamavano pareri del Consiglio di Stato di indirizzo del tutto contrario, ma senza peraltro citarne il contenuto e non tenendone alcun conto; rimangono pertanto a tutt'oggi in servizio almeno 14 su 16 dei «vincitori» del concorso annullato dalla Cassazione, oltre ad uno dei commissari, benché condannato in via definitiva -: quali iniziative intenda adottare al fine di salvaguardare il credito dell'università italiana, massima assise della cultura, della ricerca e della didattica, da tali fatti che troppo spesso si sono compiuti durante i pubblici concorsi, distorcendo il loro fine che è quello della selezione dei migliori a vantaggio di tutta la collettività, nonché al fine di garantire il rispetto dei valori civili, morali e professionali in situazioni peculiarmente delicate, quali quelle che insistono nella Facoltà di Medicina, conservando la fiducia dei cittadini nella istituzione accademica e nei suoi collegamenti con il servizio sanitario nazionale. (4-02210)