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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02207 presentata da RAITI SALVATORE (ITALIA DEI VALORI) in data 18/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02207 presentata da SALVATORE RAITI giovedì 18 gennaio 2007 nella seduta n.094 RAITI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: da più di tre anni la caserma dei Carabinieri del Comune di Terme Vigilatore (Messina), per inagibilità dei locali, è stata di fatto trasferita presso la sede della Caserma dei Carabinieri del Comune di Furnari, pensando ad una sistemazione temporanea che però si è protratta nel tempo a causa di veti incorciati, pastoie burocratiche, rimpalli delle responsabilità che hanno di fatto allontanato la prospettiva della restituzione a Terme Vigliatore della sua Caserma; al di là delle responsabilità politiche e amministrative di questa incresciosa situazione, l'unica certezza è che a rimetterci sono, come troppo spesso accade, i cittadini e il Comune che in pochissimo tempo, nell'arco di due anni, ha perso la sua autonomia decisionale affidata da circa un anno ad una Commissione straordinaria, che a giudizio dei suoi abitanti non è riuscita a porre le basi per uno sviluppo ordinato; come è facilmente immaginabile la mancanza di un presidio da parte delle Forze dell'ordine nel territorio del Comune di Terme Vigliatore ha portato ad una recrudescenza dei fenomeni criminosi: si sono moltiplicati episodi delinquenziali: intimidazioni, incendi a scopo di estorsione, condizionamenti della criminalità locale e barcellonese sulle attività produttive (quali vivaismo fiorente, artigianato, piccola impresa, turismo) che hanno gravato pesantemente sul territorio, rallentandone il suo naturale rilancio; al culmine del paradosso, il Comune di Terme Vigliatore ha visto sciogliere il suo Consiglio Comunale per condizionamenti mafiosi, ma al tempo stesso rischia di perdere l'unico suo valido presidio, costituito dalla Caserma dei Carabinieri; fonti di stampa (Cronaca di Messina della Gazzetta del Sud del 14 gennaio 2007) preannunciano che nel nuovo piano di riordino della presenza dell'arma nel comprensorio non sarebbe più prevista la presenza di una caserma dei CC in questo Comune. Terme Vigliatore verrebbe a cadere sotto la giurisdizione di una nuova Caserma che dovrebbe sorgere a Sant'Antonino, frazione del Comune di Barcellona, sede di un Comando di Compagnia; se questo rispondesse a verità il vasto e complesso territorio continuerebbe ad essere terreno di scorrerie di bande, malfattori, estorsori, piccoli criminali dediti allo spaccio di droga, al furto con scasso; il piano di riordino della presenza dell'Arma sul territorio in oggetto non appare assolutamente organico, tanto che il Comune di Rodì Milici, sempre secondo la fonte giornalista sopra citata, fino ad oggi sotto la giurisdizione dei militari di Terme Vigliatore, passerebbe sotto il controllo di quella di Castroreale, comune montano con non più di 300 anime, non agevolmente raggiungibile e a circa 20 chilometri da Rodì -: se non ritenga opportuno intervenire affinché il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri riveda tale ventilato piano di razionalizzazione, che penalizzerebbe pesantemente questo Comune, compromettendone gli obiettivi di un futuro e ordinato sviluppo economico, politico e sociale. (4-02207)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 7 maggio 2007 nell'allegato B della seduta n. 152 All'Interrogazione 4-02207
presentata da RAITI Risposta. - Il Comando generale dell'Arma ha assicurato che non è allo studio alcuna ipotesi di soppressione della Stazione dei Carabinieri sita nel Comune di Terme Vigliatore (Messina) e che i sei militari ivi in forza sono solo provvisoriamente ospitati in altro limitrofo presidio territoriale esclusivamente per l'inagibilità della vecchia sede. Al riguardo, la «Commissione Straordinaria», incaricata della provvisoria gestione dell'amministrazione di quel Comune a seguito dello scioglimento degli organi elettivi ai sensi della normativa antimafia, si è tempestivamente attivata per l'individuazione e l'inserimento nel piano regolatore generale di quel Municipio dell'area sulla quale edificare la nuova struttura ospitante la caserma, di cui è già stata commissionata la progettazione. Parallelamente, detto organismo ha individuato, d'intesa con il Comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri, due immobili di proprietà comunale ove poter provvisoriamente ricollocare in tempi più prossimi la Stazione. Tuttavia, anch'essi necessitano di interventi strutturali di adeguamento alle esigenze funzionali del Comando, i cui oneri saranno a carico del bilancio di quel Comune. Nell'immediato, è stato posto a disposizione dell'Arma un locale, ubicato all'interno dell'edificio ospitante il Municipio, al fine di soddisfare la domanda di sicurezza dei cittadini residenti almeno con la presenza di un presidio di prossimità. Per quanto concerne la situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica di quel territorio, la stessa rimane alla costante attenzione dei menzionati militari dell'Arma che continuano a svolgervi servizi di prevenzione generale indipendentemente dal temporaneo spostamento di sede. A conferma dell'efficacia raggiunta dagli stessi, l'andamento della delittuosità ha visto addirittura un dimezzamento dei reati pari a quasi il 50 per cento dagli 80 riscontrati nel 2005, si è scesi ai 41 verificati nel 2006. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.