Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00537 presentata da CAMPA CESARE (FORZA ITALIA) in data 18/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00537 presentata da CESARE CAMPA giovedì 18 gennaio 2007 nella seduta n.094 CAMPA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: il 14 dicembre 2006 è stato raggiunto al Ministero dello Sviluppo Economico, un protocollo d'intesa su Porto Marghera che, dopo anni di discussione sul futuro di questa area strategica per il paese e per il Veneto, ne definisce il ruolo storico dell'industria petrolchimica, e il riutilizzo delle aree dismesse ed in via di dismissione per lo sviluppo di nuovi settori come la portualità e la logistica. Il documento compie anche un passo in avanti sulla strada del risanamento ambientale; un accordo importante, che raccoglie il consenso del governo, della regione Veneto, di provincia e comune di Venezia, delle parti sociali e delle aziende che si sono impegnate in progetti industriali per circa un miliardo di euro, che per quantità e qualità possono essere definiti straordinariamente innovativi. Sono finalizzati alla competitività dell'industria petrolchimica ma anche e soprattutto per miglioramenti nel campo ambientale e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. La solo ENI, che a Porto Marghera ha circa 2000 dipendenti, ha previsto impegni per oltre 600 milioni di euro che stanno a significare quanto la nostra maggior impresa italiana creda nell'area veneziana; un'intesa che oltretutto sana le polemiche sull'Accordo di Programma del '98 e si impegna a gestire la chiusura dell'impianto TDI di proprietà della DOW Chemical, società americana, annunciata in agosto, che rischierebbe di chiudere impianti di altre società presenti nell'area, con un effetto domino quindi sul ciclo integrato degli impianti del petrolchimico. Tale integrazione si basa sul ciclo del cloro, composto appunto dall'impianto TDI di DOW Chemical, dell'impianto di cloro di proprietà di Syndial (gruppo ENI) e del CVM-PVC proprietà di INEOS, una società inglese; il protocollo del 14 dicembre ribadisce e sancisce gli impegni dell'accordo del '98 in merito ad un piano industriale per consolidare il ciclo del cloro che prevede: A) un investimento da parte di Syndial per la sostituzione dell'impianto di celle a mercurio con uno di celle a membrana, a cui deve succedere la cessione dell'impianto di cloro a INEOS; B) un investimento di INEOS per il bilanciamento tra le produzioni di CVM e PVC; l'iter per la richiesta delle autorizzazioni necessarie, che vengono rilasciate dal Ministero dell'Ambiente, è iniziato nei primi mesi del 2000. In questi giorni, dopo ennesime polemiche, è stato emesso il decreto che autorizza Syndial all'investimento per le celle a membrana per l'impianto di cloro. A giudizio dell'interrogante, l'aspetto sconfortante e incomprensibile, dopo quasi sette anni di attese e la recente intesa, è rappresentato dal fatto che mancano ancora le autorizzazioni per il bilanciamento delle produzioni di CVM-PVC, fondamentali e fortemente legate a quelle del cloro per la realizzazione del progetto industriale; va sottolineato il fatto che alla realizzazione degli investimenti previsti dal recente protocollo d'intesa, è legata la soluzione dei problemi occupazionali derivati dalla chiusura di DOW che interessa circa 150 lavoratori, dalle chiusure di Syndial circa altri 180 lavoratori, di INEOS una ventina, a cui vanno aggiunti i lavoratori dell'indotto stabilmente impiegati nell'area. È indispensabile allora che i soggetti interessati al grande progetto che riguarda il futuro della chimica a Porto Marghera, facciano la propria parte, in modo da risolvere uno dei più delicati problemi di Venezia, che hanno però importanti legami con l'economia del resto del paese -: per quale motivo le autorizzazioni per il bilanciamento delle produzioni non siano state ancora concesse agli operatori di Porto Marghera e per quanto tempo dovranno ancora attendere le decisioni del suo dicastero, per realizzare il vasto progetto di adeguamento e di ristrutturazione dell'industria chimica, tenendo conto che i ritardi aggravano l'attuale precarietà di centinaia di lavoratori e rimandano la realizzazione di strumenti capaci di preservare l'ambiente.(3-00537)