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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02261 presentata da CARDANO ANNA MARIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 23/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02261 presentata da ANNA MARIA CARDANO martedì 23 gennaio 2007 nella seduta n.096 CARDANO. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: nella notte di domenica 14 gennaio 2007 una decina di ragazzi hanno devastato e imbrattato con frasi offensive e di chiara connotazione nazionalista la sede della Comunità degli Italiani di Sissano, piccolo borgo del comune di Lisignano ( Il Piccolo - 16 gennaio 2007); i danni prodotti al suddetto palazzo, che era stato ristrutturato pochi anni fa grazie alle sovvenzioni del Governo italiano, ammontano intorno ai 10 mila euro; purtroppo questa non è la prima volta che gli italiani residenti in Croazia sono vittime di atti di intolleranza etnica: nell'ottobre 2001, con il permesso della «Famiglia Parentina», fu posta una lapide a ricordo degli italiani trucidati nelle foibe. Nel gennaio 2002 venne fatta abbattere dall'allora sindaco della città; il 22 marzo 2002, a Montona d'Istria, ignoti distruggono una croce ed una targa commemorativa che sorgevano sul bordo di una cava di bauxite, poste a ricordo di persone che erano state trucidate nel maggio del 1945; nel luglio del 2004, in circostanze poco chiare, un incendio distrugge la sede della Comunità degli Italiani di Zara; nell'ottobre 2005 viene nuovamente colpita la Comunità di Zara con la distruzione dell'insegna della sede associativa; nel dicembre del 2005 viene strappata la bandiera italiana dalla sede della Comunità degli Italiani di Spalato; nel corso del marzo 2006 è vittima di ripetuti atti di vandalismo la Scuola Media Superiore Italiana di Pola; nell'aprile 2006 altri atti vandalici danneggiano una segnaletica bilingue (italiano-croato) all'incrocio delle strade Umago-Buie-Cittanova; nell'agosto 2006 altri atti vandalici danneggiano la bandiera della Comunità Italiana di Parenzo; infine nel novembre 2006 viene selvaggiamente danneggiata la sede della Comunità degli Italiani di Pola; la Croazia è tra paesi che entreranno a far parte dell'Unione europea. Diventa perciò ancora più importante, per un'Europa tollerante e necessariamente multiculturale, il rispetto delle diverse tradizioni storico-culturali rappresentate dalle varie minoranze; la presenza italiana nelle terre sopraccitate ha radici secolari e va tutelata all'insegna di una convivenza civile e di fraternità reciproca -: se sia a conoscenza dei gravi fatti sopradescritti; quali iniziative intenda adottare affinché venga tutelata la sicurezza della comunità italiana residente in Croazia e affinché venga fatta chiarezza sull'intera vicenda.(4-02261)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 30 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 138 All'Interrogazione 4-02261
presentata da CARDANO Risposta. - L'atto vandalico nei confronti del palazzo della «Comunità degli Italiani» (ristrutturato pochi anni fa grazie alle sovvenzioni del Governo italiano per il tramite dell'Unione italiana e dell'Università popolare di Trieste) di Sissano, piccolo borgo del comune di Lusignano, si è verificato nella notte del 14 gennaio 2007. Secondo le prime ricostruzioni, i responsabili si sarebbero arrampicati fino al tetto distruggendo diverse tegole e mandando in frantumi anche una vetrata. La facciata del palazzo è stata inoltre imbrattata con una frase volgare di chiara connotazione nazionalista. In base ad una prima stima i danni ammonterebbero a circa 8 mila euro. I responsabili non sono stati ancora individuati (diversamente da quanto affermato dal Piccolo nell'edizione del 16 gennaio 2007). Il Presidente della Comunità degli Italiani di Sissano, Paolo Demarin, ha denunciato il fatto alle autorità di polizia. Sia il Presidente della Giunta esecutiva dell'Unione italiana, Maurizio Tremul, che l'onorevole Furio Radin - il quale siede nel Parlamento croato in rappresentanza della minoranza italiana e mantiene rapporti costanti con le nostre rappresentanze diplomatico-consolari in loco, hanno fatto appello alle autorità croate affinché i responsabili vengano prontamente individuati ed assicurati alla giustizia. Come noto, nell'Istria croata si concentra la più larga parte della nostra minoranza autoctona in Slovenia e Croazia (oltre 25.000 persone su 30.000 complessive). La tutela della nostra minoranza è oggetto di costante attenzione da parte di questo Ministero, per il tramite delle sue rappresentanze diplomatico-consolari. Va peraltro segnalato come nella regione istriana viga il bilinguismo amministrativo italiano-croato. Numerose municipalità istriane hanno adottato nei propri statuti comunali il bilinguismo integrale (18 complessivamente, tra cui Pola, Rovigno, Buie, Umago, Cittanova, Dignano, Parenzo). Inoltre, va ricordato come l'attuale governo croato, guidato dal primo ministro Ivo Sanader, leader dell'HDZ (Comunità democratica croata), benefici dell'appoggio esterno dell'onorevole Radin, parlamentare eletto in rappresentanza della minoranza. Ciò a seguito della firma di un accordo di programma contenente precise garanzie da parte croata in materia di tutela della nostra minoranza. Va d'altra parte tenuto presente che episodi, come quello menzionato, lesivi dei diritti fondamentali della persona e delle minoranze, siano da porre in riferimento, direttamente o indirettamente, anche al processo di adesione della Croazia all'Unione europea. Il Consiglio europeo di Copenhagen (1993) ha esplicitamente affermato che il pieno rispetto di tali diritti, ed in tale ambito la tutela delle minoranze, è un criterio fondamentale per stabilire l'idoneità di Paesi potenziali candidati a far parte dell'Unione. Le segnalo quindi che l'argomento sarà oggetto di specifico approfondimento nel quadro del negoziato di adesione della Croazia (capitolo 23) e che in tale contesto non si mancherà di svolgere una puntuale azione di sensibilizzazione, affinché da parte croata venga assicurato un rigoroso rispetto dell' acquis comunitario. Per quanto concerne il sostegno a favore della minoranza, esso si articola attraverso una serie di disposizioni normative - legge 193 del 2004, leggi 72 e 73 del 2001 -, per un ammontare annuale, nel triennio 2004-2006, di 4.560.000,00 euro. A tale strumento va aggiunto l'impegno finanziario, attualmente di 2.674.000,00 euro, a favore dell'Università popolare di Trieste che opera nell'interesse della comunità italiana nell'intera ex Jugoslavia (di cui alla legge 960 del 1982). La Regione Friuli-Venezia Giulia, dal canto suo, contribuisce con un'erogazione di 1.032.913,00 euro a favore della nostra minoranza in applicazione alla legge regionale 79 del 1978. Nel quadro di una particolare attenzione della Farnesina verso l'Istria e in un'ottica di graduale rafforzamento della presenza nei territori di tradizionale insediamento italiano, sono stati aperti due Vice Consolati onorari nel 2004, a Pola, principale città istriana e a Buie, centro dell'ex Zona B. In Istria si indirizza una ampia quota delle risorse finanziarie che l'Italia dedica alla tutela della propria minoranza autoctona (circa 8 milioni di euro annui). Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Famiano Crucianelli.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.