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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02241 presentata da SMERIGLIO MASSIMILIANO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 23/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02241 presentata da MASSIMILIANO SMERIGLIO martedì 23 gennaio 2007 nella seduta n.096 SMERIGLIO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: lo scorso 13 gennaio, dopo il grave episodio che aveva portato alla morte della signora Maria Begum e di suo figlio, entrambi di nazionalità bengalese, mentre tentavano di fuggire ad un incendio scoppiato nell'appartamento in Via Buonarroti a Roma in cui erano costretti, per motivi economici, a vivere con altre dodici persone, i movimenti di lotta per la casa, le comunità dei migranti, la Roma sinceramente democratica e solidale avevano deciso di portare la loro solidarietà con un presidio pacifico sotto l'abitazione; il presidio, oltre a portare la solidarietà, voleva denunciare la precarietà diffusa nella città e nel Paese, la scarsa politica di inclusione e di accoglienza per i migranti, le speculazioni di proprietari di immobili che, ai di fuori della legge e di un minimo di dignità umana, continuano a speculare sulla pelle di chi viene in Italia nella speranza di una vita migliore; la polizia e la questura, nonostante l'eseguità del numero dei presenti e le intenzioni pacifiche ha deciso di caricare ingiustificatamente, a parere dell'interrogante, il presidio, provocando il ferimento di 15 persone e identificando, al pronto soccorso, un membro della comunità bengalese; la motivazione delle cariche, in una situazione così grave per quanto successo, sarebbe stata che il presidio «ostacolava» in una via secondaria di Roma il traffico; tale episodio rischia di rendere ancora più teso il clima sociale in una città come Roma, dove deve essere garantita la possibilità di denunciare le ingiustizie sociali e le speculazioni -: se intenda accertare tutte le eventuali responsabilità in merito ai fatti sopra esposti e quali provvedimenti si intendano attuare nei confronti di chi, ad avviso dell'interrogante in maniera del tutto inopportuna, ha deciso di fare caricare un presidio che, pacificamene, portava la propria solidarietà ai familiari e a tutta la comunità bengalese; cosa si intenda fare per stroncare il fenomeno degli affitti, spesso a «nero», da parte di speculatori senza scrupolo che approfittano del «bisogno» casa colpendo soprattutto le comunità migranti e gli studenti. (4-02241)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 14 maggio 2007 nell'allegato B della seduta n. 156 All'Interrogazione 4-02241
presentata da SMERIGLIO Risposta. - L'episodio cui fa riferimento l'interrogante è accaduto il pomeriggio successivo all'incendio nel quale hanno perso la vita due cittadini del Bangladesh. Nell'occasione, intorno alle ore 18 del 13 gennaio, un centinaio di persone, perlopiù aderenti ad «Action» ed ai centri sociali capitolini oltre ad alcuni immigrati, si è radunato in piazza Vittorio Emanuele II per dar luogo ad una manifestazione che non era stata preavvisata all'autorità di pubblica sicurezza. Secondo quanto riferito dalla prefettura, in un primo momento i manifestanti si sono posizionati sul marciapiede posto all'angolo con via Buonarroti esponendo uno striscione con la scritta «di clandestinità si muore - senza casa si muore - Veltroni e Prodi... per questa strage non basta un fiore - Ciao Mary e Hasib». Successivamente alcuni dimostranti, benché invitati dal personale di pubblica sicurezza a non ostacolare la circolazione delle autovetture, hanno invece occupato la sede stradale, bloccando il traffico del sabato pomeriggio, già di per sé congestionato. Il personale della questura di Roma, diretto da funzionari fatti intervenire sul posto, ha ripetutamente ed inutilmente invitato i manifestanti a lasciare libera la strada ma alcuni di essi, dopo aver opposto un netto rifiuto, hanno iniziato ad indossare i caschi ed a coprirsi il volto, assumendo un atteggiamento minaccioso. Gli agenti della polizia di Stato hanno allora formato un cordone tentando di sospingere verso il marciapiede i manifestanti, i quali però hanno opposto energica resistenza, aggredendoli anche con il lancio di sassi e corpi contundenti prelevati da un cantiere posto alle loro spalle e con alcune sedie di un bar vicino. Ne è scaturito un breve tafferuglio al termine del quale i manifestanti si sono riposizionati sul marciapiede, ove sono rimasti a stazionare fino alle ore 20.30 circa. Nell'accaduto, due dimostranti, che hanno riportato lievi contusioni, sono stati medicati sul posto da personale medico fatto intervenire. A margine dei fatti così come ricostruiti dalle autorità, si sottolinea che la gestione dell'ordine pubblico è costantemente ispirata a criteri di equilibrio e prudenza in modo da contemperare i diritti costituzionalmente garantiti di riunione e di libera espressione del pensiero con le esigenze di tutela della sicurezza e della pubblica e privata incolumità. Nella specifica circostanza, tuttavia, un evento luttuoso che aveva profondamente colpito la comunità bengalese, e più in generale l'intera città di Roma, è stato in qualche modo preso a pretesto da ambienti antagonisti per inscenare strumentalmente una protesta che, si ribadisce, non era stata preceduta dal preventivo avviso al Questore di cui all'articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, adempimento la cui osservanza avrebbe potuto consentire di impartire ai promotori della manifestazione prescrizioni di tempo, di modo e di luogo finalizzate ad un suo più ordinato svolgimento che non interferisse con le esigenze della circolazione delle persone. In relazione all'ultimo quesito posto dall'interrogante, pur non avendo il ministero dell'interno competenze specifiche nella materia, si ritiene che il fenomeno lamentato possa essere efficacemente contrastato all'interno della più generale lotta all'evasione fiscale che, com'è noto, costituisce una delle priorità dell'attuale Governo. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.