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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02247 presentata da SMERIGLIO MASSIMILIANO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 23/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02247 presentata da MASSIMILIANO SMERIGLIO martedì 23 gennaio 2007 nella seduta n.096 SMERIGLIO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: con atto di sindacato ispettivo n. 4-15227, a prima firma Giovanni Russo Spena, presentato il 16 giugno 2005, veniva richiesto al precedente governo di individuare i responsabili delle pesanti cariche che erano state subite dai partecipanti alla manifestazione regolarmente autorizzata e del tutto pacifica e non violenta, che si era svolta a Roma il 2 giugno 2005, in concomitanza con la parata militare per la festa del 2 giugno; secondo le notizie riportate da alcuni giornali, le forze dell'ordine in completo assetto antisommossa, dopo avere circondato i manifestanti, a cui era stato impedito di continuare il corteo per uno striscione ritenuto offensivo (Pisanu: la vergogna dell'Italia, chiudiamo i CPT), effettuarono a freddo una carica impugnando i manganelli al contrario e ferendo numerose persone, tra cui un Assessore dell'VIII Municipio del Comune di Roma di Rifondazione Comunista; sempre secondo gli organi di informazione, sia il vicepresidente della Provincia di Roma, Nando Simeone, che il vicecapo di gabinetto del Sindaco di Roma, Luca Odevaine, pur avendo mostrato il tesserino di riconoscimento, furono oggetti di pesanti minacce ed insulti; la Questura di Roma, con un comunicato stampa, dichiarò di non avere ordinato le cariche; su questo gravissimo episodio, del tutto ingiustificato vista l'esiguità dei manifestanti e le evidenti intenzioni pacifiche, è calato un velo di silenzio e non si è mai voluto arrivare all'individuazione delle responsabilità per i fatti avvenuti -: se non si ritenga opportuno, pur a distanza di tempo, accertare in via amministrativa e disciplinare tutte le eventuali responsabilità in merito ai fatti sopraesposti anche al fine di rendere giustizia a chi, in quelle circostanze, fu vittima inconsapevole, mentre manifestava pacificamente le proprie idee, di un'ingiusta violenza. (4-02247)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 13 settembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 204 All'Interrogazione 4-02247
presentata da SMERIGLIO Risposta. - Il 2 giugno del 2005, verso le ore 15,00, si è svolta la preannunciata iniziativa di protesta, organizzata dalla «Rete pacifista del 19 marzo», per chiedere il ritiro del contingente militare italiano dall'Iraq, nonché la riduzione delle spese militari. La manifestazione prevedeva un corteo itinerante da piazza di Porta San Paolo fino a Campo dei Fiori. Durante quest'ultimo, che ha visto la partecipazione di circa 300 dimostranti, all'altezza di via Marmorata è stato esposto uno striscione di notevoli dimensioni recante, oltre alla richiesta di chiusura dei centri di temporanea permanenza e assistenza per gli extracomunitari, anche una frase offensiva nei riguardi dell'allora Ministro dell'interno. Pertanto, gli organi di polizia hanno immediatamente invitato il promotore dell'iniziativa ad attivarsi per far rimuovere lo striscione ed, in conseguenza del rifiuto, hanno intimato di non fare proseguire il corteo, schierando in posizione di blocco i contingenti in servizio di ordine pubblico disposti alla testa dell'iniziativa. Nella circostanza, alcuni tra i dimostranti, aderenti al movimento antagonista romano, sono avanzati muniti dello striscione sino ai reparti schierati, che si sono limitati ad un'azione di mero contenimento. Constatata l'impossibilità di proseguire, un centinaio di manifestanti è venuta a contatto con quei reparti delle forze dell'ordine che erano schierati alla coda del corteo, ma anche nell'occasione gli operatori di polizia si sono attenuti ad un atteggiamento prudente di contenimento e non hanno reagito alle provocazioni verbali subite o al lancio di oggetti. In seguito, nel tentativo di forzare lo sbarramento, si sono verificati episodi di grave violenza nei confronti degli operatori di polizia, alcuni dei quali hanno riportato lesioni personali, anche a causa dei ripetuti calci sferrati da taluni facinorosi e del lancio di oggetti contundenti. In particolare, un funzionario di polizia, che era accorso in aiuto di un agente rimasto colpito da una lattina, è stato immediatamente aggredito da alcuni esagitati che lo hanno scaraventato a terra, cercando di colpirlo addirittura con un casco da motociclista. La dinamica di tale episodio è stata documentata in modo chiaro da una fotografia pubblicata su di un quotidiano della capitale. Tale assalto ha inevitabilmente comportato la pronta reazione di quegli operatori di polizia vicini al luogo dell'aggressione, che sono intervenuti in difesa sia del funzionario, che dell'agente precedentemente rimasto contuso; nel conseguente tafferuglio è rimasto ferito anche un maresciallo dell'Arma dei carabinieri. Al di fuori del suddetto episodio, i contingenti di polizia non hanno effettuato alcun intervento di alleggerimento nei confronti dei manifestanti, come è stato, peraltro, documentato dalle immagini riprese da un elicottero della Polizia di Stato che seguiva gli spostamenti del corteo. Riportata la calma, i dimostranti facevano ritorno a piazza di Porta San Paolo, dove l'iniziativa aveva termine senza ulteriori turbative per l'ordine pubblico. Da quanto sopra esposto emerge con chiarezza che le forze dell'ordine, nel corso della manifestazione, si sono attenute a criteri di equilibrio e di prudenza, secondo moduli già sperimentati finalizzati ad una razionale strategia di contenimento e di isolamento dei violenti. In tale difficile contesto, l'uso della forza è stato limitato al caso sopra descritto di effettiva necessità, anche per evitare più gravi tensioni. Si soggiunge, infine, che gli accertamenti condotti in sede penale nei confronti di taluni degli operatori di polizia, impegnati in quella circostanza, sono stati archiviati dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.