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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01132 presentata da BRISCA MENAPACE LIDIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 23/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01132 presentata da LIDIA BRISCA MENAPACE martedì 23 gennaio 2007 nella seduta n.092 BRISCA MENAPACE - Al Ministro della difesa - Premesso che: con legge 18 agosto 1978, n. 497, si dette avvio ad uno stanziamento statale per un piano decennale di costruzione/acquisizione di alloggi dati in gestione al Ministero della difesa; a causa della fallimentare gestione del patrimonio alloggiativo (a fronte di costi per manutenzioni ordinarie pari a 200 milioni di euro, sono stati incassati per canoni soltanto 20 milioni di euro, anche perché il personale in servizio versa un canone stabilito in 1 euro per metro quadro per un massimo di 100 metri quadri) il decreto-legge 30 settembre 2003, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, all'art. 26, comma 11- quater , dispose in maniera chiara inequivocabile e senza possibilità di dubbi interpretativi, l'alienazione degli "alloggi di cui alla legge 18 agosto 1978, non ubicati nelle infrastrutture militari o, se ubicati, non posti a loro diretto e funzionale servizio"; la citata disposizione, così come elaborata e approvata dal Parlamento, non lascia spazio ad interpretazioni di qualsivoglia natura relativamente agli alloggi ubicati all'esterno delle infrastrutture militari e, solo per quelli ubicati all'interno di queste, richiede il soddisfacimento del requisito che "non siano posti al diretto e funzionale servizio delle stesse"; la citata legge 326/2003 ha modificato, in maniera sostanziale ed innovativa l'art. 5 comma 1, della legge 497 del 1978, laddove è specificato in modo chiaro e netto che l'ubicazione dell'alloggio, esterno o interno alla struttura militare, è la sola ed unica condizione per la sua alienabilità; nell'audizione del Direttore generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa, tenuta in data 11 dicembre 2002 presso la IV Commissione permanente difesa della Camera dei deputati, il gen. ispettore Vittorio Colucci aveva dichiarato "Ciò in quanto quelli occupati da personale senza titolo" (cioè personale in quiescenza, vedove, o personale in servizio che ha superato gli otto anni di occupazione dell'alloggio) "per la maggior parte in congedo, ammontano a 4.463 unità." ; proprio per l'immediata disponibilità da parte del Ministero della difesa degli elementi identificativi delle unità alienabili si riteneva che l'intera operazione del passaggio dei beni alloggiativi al patrimonio disponibile dello Stato sarebbe stata conclusa dall'Amministrazione della difesa in tempi estremamente brevi; per quanto consta, a seguito delle numerose interrogazioni parlamentari sui gravi ritardi nelle procedure di individuazione e trasferimento degli alloggi, il Ministro della difesa, dopo aver acquisito il parere delle competenti Commissioni, in data 3 dicembre 2004 inviò, per il visto di legittimità, alla Corte dei conti un decreto ministeriale "concernente il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della difesa"; per quanto consta, a causa delle osservazioni mosse dalla Corte dei conti, che aveva dichiarato il decreto illegittimo in quanto basato su criteri di discrezionalità, il Ministro della difesa fu costretto a ritirare il decreto; per quanto consta, in data 2 marzo 2006 sulla base dell'art. 4- quater , comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito con modificazioni dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, definito dall'Amministrazione della difesa, in maniera a giudizio dell'interrogante palesemente arbitraria, "interpretazione autentica" del comma 11- quater dell'art. 26 della legge 326/2003, il Ministro della difesa inviò alla Corte dei conti un nuovo decreto ministeriale, senza il previsto parere delle competenti Commissioni; la legge 24 dicembre 1993, n. 539, all'art. 9, comma 7, stabilisce che «entro il 31 marzo di ciascun anno il Ministro della difesa, sentite le competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, definisce con proprio decreto il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa"; ciò stante, l'Amministrazione della difesa avrebbe dovuto emanare il relativo decreto ministeriale entro il 31 marzo 2004 e comunque prima della approvazione della legge 51 del 2006; in merito alla supposta "interpretazione autentica", l'Amministrazione della difesa non ha tenuto conto del parere che il Comitato per la legislazione aveva espresso sull'art. 4- quater , comma 1, laddove lo stesso Comitato evidenziava che un'interpretazione per essere tale doveva essere novellata secondo quanto disposto dalle Circolari dei Presidenti di Camera e Senato e del Presidente del Consiglio dei ministri. Il Comitato invitava quindi a riformulare l'art. 4- quater ; da un punto di vista sostanziale, proprio per le ragioni su esposte, l'art 4- quater non può considerarsi interpretazione del comma 11- quater art. 26, della legge 326/2003, bensì un semplice emendamento della norma, e quindi con decorrenza di attuazione dal momento dell'approvazione della legge 5l/2006; per quanto consta, l'elenco analitico dei 4.493 alloggi alienabili, peraltro mai ufficialmente trasmesso alle competenti Commissioni di Camera e Senato, è stilato ancora una volta in modo discrezionale ed arbitrario laddove, in applicazione di un'unica legge rivolta all'Amministrazione della difesa, si consente che ogni Forza armata usi criteri propri per la individuazione degli alloggi alienabili non uniformi; addirittura ciascuna Forza armata, al proprio interno, agirebbee in maniera del tutto discrezionale, si chiede di sapere: quali direttive di competenza il Ministro in indirizzo abbia in animo di impartire agli Enti dipendenti affinché: siano rivisti gli elenchi degli alloggi alienabili con l'inclusione di quelli occupati dagli utenti illegittimamente esclusi; siano adottati criteri uniformi per l'individuazione degli alloggi alienabili, a nulla valendo interpretazioni discrezionali se non espressamente previste dalla legge; si proceda in tempi ragionevolmente brevi al trasferimento dei beni immobili residenziali al patrimonio disponibile dello Stato; infine, se il Ministro non ritenga, al fine di ricondurre l'intera vicenda nei corretti canali istituzionali, di dover depositare, per la successiva visione e analisi da parte dei componenti della Commissione, l'elenco degli alloggi di cui agli allegati 1 e 2 al decreto ministeriale del 2004. (4-01132)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.