Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01151 presentata da TURIGLIATTO FRANCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 23/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01151 presentata da FRANCO TURIGLIATTO martedì 23 gennaio 2007 nella seduta n.092 TURIGLIATTO - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale - Premesso che: sulla Gazzetta Ufficiale del 7 settembre 2005, n. 208, è stato pubblicato il testo del decreto ministeriale 1º luglio 2005, n. 178, dal titolo «Regolamento per l'istituzione del Fondo di solidarietà (....) del personale di "Poste Italiane S.p.A."»; l'art. 6 («Finanziamento») prevede, tra l'altro, il contributo ordinario dello 0,125 % a carico dei lavoratori, calcolato sulla retribuzione imponibile; l'art. 3 («Amministrazione del Fondo») individua un «Comitato amministratore» composto, tra gli altri, da «sette esperti designati dalle organizzazioni sindacali stipulanti il contratto collettivo nazionale di lavoro», e cioè SLC-CGIL, SLP-CISL, UIL-POST, FAILP-CISAL, SAILP-CONFSAL, UGL-Comunicazioni, ed uno, il settimo, a rotazione tra TECSTAT-USPPI, Unionquadri e SINDIP-Quadri. Sono esclusi altri sindacati, pur presenti in categoria, come i Cobas PT-CUB; tra i richiami introduttivi dell'articolato, al capoverso 8, si fa riferimento, letteralmente, al «contratto collettivo nazionale del 18 luglio 2001», ma un atto prodotto in tale data non esiste, visto che il contratto stesso è stato stipulato l'11 gennaio 2001; al successivo capoverso si richiama l'accordo «del 16 ottobre 2001, con il quale si è convenuto di modificare l'art. 3 del sopra citato contratto collettivo nazionale del 18 luglio 2001», ma nel "vero" contratto collettivo nazionale di lavoro dell'11 gennaio 2001, l'art. 3 ha altro titolo e altro oggetto; al capoverso 10, poi, si richiama un ulteriore accordo, datato 17 dicembre 2003, con il quale si sarebbe decisa una diversa formulazione dell'art. 5, comma 2, dello stesso Regolamento per l'istituzione del Fondo di solidarietà del personale di Poste Italiane S.p.A., che tuttavia è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 settembre 2005 e trova origine nel decreto ministeriale 1º luglio 2005, n. 178, anch'esso posteriore al 17 dicembre 2003, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga legittima l'esclusione dell'organizzazione sindacale Cobas PT-CUB dalla consultazione, dalla sottoscrizione e dalla partecipazione (eventuale) nel Comitato; se ritenga legittimo stipulare accordi che risultano sconosciuti all'intera categoria, mai coinvolta prima e persino estranea all'informazione successiva; se ritenga legittimo un decreto ministeriale fondato su riferimenti normativi inesistenti (contratto collettivo nazionale di lavoro del 18 luglio 2001) e su intese tra parti sociali secretate alla conoscenza degli obbligati al versamento delle quote individuali; quale sia il testo del "famoso" «art. 3 del citato contratto collettivo nazionale del lavoro» e ove sia possibile reperirlo; se non sia lecito, quindi, che l'organizzazione sindacale Cobas PT-CUB, o anche altre organizzazioni, possa dissentire, con i propri aderenti, dall'obbligazione decretale così maturata e decisa. (4-01151)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.