Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00010 presentata da VITO ELIO (FORZA ITALIA) in data 23/01/2007
Atto Camera Risoluzione in Assemblea 6-00010 presentata da ELIO VITO martedì 23 gennaio 2007 nella seduta n.096 La Camera, premesso che: il Governo ha annunciato, e continua ad annunciare, riforme della giustizia che dovrebbero garantire l'efficienza della magistratura e la ragionevole durata dei processi, ma che, in realtà, nessuna riforma è stata fatta, né vi sono all'esame del Parlamento riforme che possano far sperare nella concreta attuazione di impegni e promesse, destinate a restare lettera morta; il solo intervento legislativo sino ad oggi realizzato dalla maggioranza è consistito nel «congelamento» di quella parte dell'ordinamento giudiziario che avrebbe invece garantito una maggiore professionalità dei magistrati attraverso la scuola superiore della magistratura e una carriera fondata sul merito e non sulla appartenenza alle correnti politiche; il ministro ha annunciato «severi controlli sui magistrati», sino al loro allontanamento dal servizio, e che tali controlli saranno affidati al CSM, e non a un organo indipendente, sia pure espressione dell'autonomia della magistratura, come era nella riforma del ministro Castelli; come è a tutti noto, nel CSM dominano ben individuate correnti politiche, cosicché è in pericolo, a giudizio dei sottoscrittori della presente risoluzione, l'indipendenza di ogni magistrato che non ne faccia parte, esposto anche ad eventuali sanzioni; anche in materia di sicurezza dei cittadini il Governo non ha assunto nessuna iniziativa, nonostante 1a gravità della situazione, e che, anzi, la legge finanziaria del 2007 ha drasticamente ridotto le disponibilità economiche dei Ministeri della giustizia e degli interni, così da rendere ancor più precaria ogni iniziativa per garantire una maggiore sicurezza e un sistema giudiziario più efficiente; per di più, in concomitanza con l'approvazione dell'indulto, che una significativa parte del Parlamento non ha condiviso, non ha predisposto alcuna struttura di sostegno per coloro che erano rimessi in libertà creando le condizioni per la reiterazione dei reati e per un più che giustificato allarme sociale; il ministro della giustizia ha preannunciato l'intenzione di rendere i reati non più soggetti a prescrizione dopo la sentenza di primo grado andando così in senso decisamente contrario sia all'esigenza della ragionevole durata dei processi, che alla funzione rieducativa della pena; il ministro ha dichiarato altresì che non rientra nei programmi di governo la separazione delle carriere dei giudici da quella dei pubblici ministeri, benché ciò sia imposto dall'articolo 111 della Costituzione che considera la parità tra accusa e difesa un carattere essenziale del giusto processo, e nonostante che questo fosse l'impegno elettorale dichiarato da una parte di questa maggioranza; sono evidenti gli errori e i gravi ritardi di questo Governo in materia di giustizia e di sicurezza; il Governo ha fatto proprie tutte le proposte della ANM ignorando le istanze che provengono da altri settori del mondo della giustizia, ed in primo luogo dall'avvocatura; i presentatori della presente risoluzione sono disposti ad un confronto franco e costruttivo purché il Governo dichiari la propria disponibilità alla separazione dei ruoli tra giudici e pubblici ministeri, quantomeno nei limiti dell'attuale Costituzione e proponga un eventuale perfezionamento delle riforme della XIV Legislatura e non il loro azzeramento; impegna il Governo e in particolare il ministro della giustizia ad aprire un franco e serio confronto con l'opposizione indicando le riforme possibili, le priorità ed i tempi di realizzazione. (6-00010) «Elio Vito, Pecorella, Leone, Bondi, Costa, Craxi, Gelmini, Laurini, Mormino, Paniz, Mario Pepe, Vitali».