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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00596 presentata da MISURACA FILIPPO (FORZA ITALIA) in data 24/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00596 presentata da FILIPPO MISURACA mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 MISURACA, GIUSEPPE FINI, GRIMALDI, IANNARILLI, LICASTRO SCARDINO, MARINELLO, MINARDO, ROMELE e PAOLO RUSSO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: l'articolo 1- bis del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare e legislativa, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2006, n. 228, aveva disposto la proroga al 15 ottobre 2006 del termine fissato dall'articolo 01, comma 3, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, sospendendo i giudizi pendenti e le procedure di riscossione e recupero relativi ai suddetti debiti contributivi esistenti alla data del 30 giugno 2006; a conclusione del passaggio alla Camera del medesimo decreto-legge 173/06 il Governo ha accolto l'ordine del giorno Misuraca 9/1222/5, che impegnava il Governo «a presentare, sulla base delle risultanze della commissione dei tre esperti, un apposito disegno di legge per la risoluzione della questione dei contributi previdenziali agricoli»; nell'interrogazione a risposta immediata in Commissione Misuraca 5/00234 del 27 settembre 2006, stante la difficile situazione tra gli agricoltori, veniva chiesto «se il Governo fosse ancora intenzionato a presentare un apposito disegno di legge per la soluzione dei debiti delle aziende agricole nei confronti dell'INPS, in particolare prevedendo un'adeguata copertura finanziaria» ottenendo in merito una risposta negativa; successivamente nel corso dell'audizione presso la Commissione agricoltura della Camera, il 17 ottobre 2006, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali annunciava di aver trovato la soluzione del problema della cartolarizzazione dei crediti vantati dall'INPS nei confronti delle aziende agricole, mediante una azione di natura privatistica il che si traduce in un accordo tra i debitori ed un gruppo di banche (alle quali la Scci società di cartolarizzazione dei crediti INPS nel frattempo ha ceduto i crediti); per stessa dichiarazione del Ministro De Castro, nella citata audizione parlamentare: «gli obiettivi dell'operazione sono sostanzialmente tre. In primo luogo, la chiusura dei procedimenti di riscossione coattiva attualmente in corso per i debitori che aderiscono al piano di ristrutturazione. Conseguentemente, tutte le problematiche relative alle cause pendenti tra agricoltori ed INPS, e quant'altro, cessano nel momento in cui si aderisce al piano di ristrutturazione»; nonostante le rassicurazioni del Ministro, come evidenziato da altre due interrogazioni a risposta immediata in Commissione (Misuraca 5-00390 del 14 novembre 2006 e Misuraca 5-00487 del 12 dicembre) continua la situazione di forte disagio in cui si trovano moltissime aziende agricole titolari di debiti verso l'INPS le quali, nonostante l'avvio delle procedure di estinzione come sopra ricordato, continuano a ricevere preavvisi di fermo dei beni mobili registrati (meglio noti come «ganasce fiscali»); il rappresentante del Governo in risposta all'interrogazione 5-00487 del 12 dicembre 2006 ha ripetuto che l'intera operazione per la chiusura della vicenda «è ormai giunta alla fase conclusiva» e che «appare condivisibile la proposta di consentire agli agricoltori di poter aderire alle proposte di rientro formulate dalle banche senza che vi siano nel contempo azioni di riscossione da parte dei concessionari»; nella medesima risposta il rappresentante del Governo ha dichiarato che «il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha chiesto al Ministero dell'economia e delle finanze di autorizzare una proroga al 28 febbraio 2007 del termine di cui alla legge 228/2006, proprio per limitare eventuali difficoltà agli imprenditori agricoli che dovessero essere oggetto di azioni di riscossione da parte delle società incaricate»; nessun provvedimento concreto, a tutt'oggi, è stato adottato e - mentre autorevoli rappresentanti del Governo continuano a divulgare comunicati trionfalistici, con i quali confermano che il problema INPS per gli agricoltori è stato risolto - le società di riscossione (come la Serit S.p.A. in Sicilia) hanno continuato a notificare le cartelle per il pagamento dei contributi dovuti dagli agricoltori con il preavviso di fermo dei beni mobili registrati (meglio noto come «ganasce fiscali») e grave disappunto da parte degli agricoltori stessi; addirittura nei giorni scorsi è stato messo all'asta e venduto un bene immobile di una imprenditrice agricola di Palermo, in attesa della proroga del blocco delle azioni esecutive, caduto il 15 ottobre 2006; risultano da organi di stampa notizie contraddittorie sull'intera operazione evidenziando responsabilità di Ministeri ed Enti, quali l'INPS, sulla mancata autorizzazione necessaria all'intera operazione di cessione dei crediti; non risulta agli interroganti alcuna richiesta ufficiale da parte del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali al Ministero dell'economia e delle finanze per l'ottenimento di una proroga per il blocco delle riscossioni; non risulta altresì che l'argomento sia stato trattato dal consiglio di amministrazione dell'INPS; autorevoli firme del giornalismo economico italiano hanno indicato così come previsto tra l'altro dall'ordine del giorno 9/1222/5 sopra citato, che la soluzione passa necessariamente attraverso una proposta legislativa; nonostante l'importanza vitale per circa 540.000 aziende agricole italiane di addivenire alla chiusura della vicenda nel più breve tempo possibile, sull'argomento non vi è mai stata una riunione ufficiale dei Ministri competenti e cioè politiche agricole, economia e lavoro per addivenire ad una soluzione da essi condivisa; la soluzione di natura privatistica prospettata dal Ministro ha finora creato confusione e ha deluso le aspettative come segnalato anche dalle Organizzazioni professionali agricole che, con uno slancio di dignità, hanno preso posizione a difesa dei propri associati, denunciando come indifferibile la necessità di risolvere la questione dei debiti delle aziende agricole nei confronti dell'INPS -: se non sia il caso di intervenire con urgenza per sospendere le riscossioni coattive, approvando un provvedimento legislativo che blocchi nuovamente i termini per la riscossione coattiva almeno fino al 30 aprile 2007; se non sia il caso di porre l'argomento all'attenzione del Consiglio dei ministri e del Premier, considerato il tempo trascorso inutilmente e senza nessun risultato da parte dei soggetti finora delegati alla materia a risolvere definitivamente il problema. (5-00596)





 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.