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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02296 presentata da AMORUSO FRANCESCO MARIA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 24/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02296 presentata da FRANCESCO MARIA AMORUSO mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 AMORUSO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il 10 gennaio 2007 la partita di calcio Salernitana-Cavese (serie C/1, girone B) è stata accompagnata da violenti scontri tra le due tifoserie; nel corso degli scontri un poliziotto è stato gravemente ferito - tanto da rendersi necessario un intervento chirurgico - e altri nove agenti sono rimasti contusi; il poliziotto operato, colpito da una bomba artigianale rinforzata da chiodi e bulloni, ha dichiarato: «Ho un buco largo tre centimetri sulla tibia che mi brucia da morire. Fortuna che l'ordigno è esploso in basso: se mi avesse preso ad altezza della testa, sarei morto» (cfr. La Gazzetta dello Sport , 12 gennaio 2007); il segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia (SAP) di Bari, in un comunicato stampa, ha descritto il rientro dei 30 poliziotti del IX Reparto Mobile di Bari che erano stati inviati alla partita: «È sembrato il rientro da una zona di guerra (...), un terzo della squadra, dieci uomini, erano gravemente feriti». Dello stesso tenore le considerazioni da parte della UIL-PS; a quanto risulta all'interrogante, l'11 gennaio il Sindacato italiano lavoratori di polizia (SILP-CGIL) ha inviato una lettera al Questore di Salerno e al Dirigente del IX Reparto Mobile di Bari denunciando la criticabile pianificazione dell'ordine pubblico avuto dalla dirigenza salernitana e la poca solidarietà avuta dalla dirigenza del IX Reparto Mobile di Bari; il poliziotto ferito, sempre nella stessa intervista, ha aggiunto che, a fronte del pericoloso compito da assolvere negli stadi, «da giugno non ci danno gli straordinari per mancanza di fondi (...) l'indennità per le trasferte è di circa 12 euro netti, anch'essi pagati in ritardo»; anche gli straordinari dell'intero 2005 in favore degli agenti di polizia impiegati nell'ordine pubblico negli stadi non furono pagati a suo tempo e solo adesso l'amministrazione vi sta provvedendo, ma limitandosi ad appena il 30 per cento delle somme dovute e, per ora, solo a favore di pochi Reparti -: quale sia stata la dinamica dei fatti di Salerno e quali le eventuali pecche nell'organizzazione dell'ordine pubblico; quale sia la posizione del Ministro interrogato sulle denunce da parte del SIULP, della UIL-PS e del SILP-CGIL richiamate in premessa a proposito di una presunta scarsa attenzione da parte delle autorità preposta alla sicurezza degli agenti di polizia mandati negli stadi di calcio; quali urgenti iniziative intenda assumere in tema di ordine pubblico in occasione degli eventi calcistici più delicati e di tutela della vita degli agenti di polizia; quali urgenti iniziative intenda intraprendere perché gli straordinari e le indennità di trasferta per gli agenti impegnati negli stadi siano pagate con puntualità e regolarmente.(4-02296)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 13 settembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 204 All'Interrogazione 4-02296
presentata da AMORUSO Risposta. - Stanti le accese rivalità esistenti tra le tifoserie della Salernitana Calcio e della società sportiva Cavese, sin dal giugno 2006 la Questura di Salerno ha rappresentato alla Federazione italiana giuoco calcio la situazione di potenziale rischio per l'ordine pubblico derivante dall'incontro tra queste due squadre, segnalando l'opportunità di inserirle in gironi diversi del campionato della serie C1. Non avendo gli organi di governo del calcio raccolto il suggerimento, in apposite riunioni presso la Prefettura di Salerno sono stati attentamente pianificati i servizi di ordine pubblico relativi alla gara tra le due formazioni, inizialmente calendarizzata per il 23 dicembre 2006 e poi rinviata - per motivi di sicurezza - al 10 gennaio 2007. Nell'occasione sono stati assunti contatti con i rappresentanti delle tifoserie, per invitarli a collaborare con le forze dell'ordine e ad emarginare i soggetti facinorosi. Nel pomeriggio del giorno antecedente la gara è stato svolto un servizio di vigilanza lungo il perimetro esterno dello stadio «Arechi» di Salerno, con controlli a largo raggio, al fine di rinvenire e sequestrare oggetti contundenti, esplosivi o deflagranti, eventualmente occultati. Durante la giornata dell'incontro, a cui hanno assistito circa 18.000 spettatori, sono stati impiegati nei servizi di ordine pubblico 12 funzionari, 200 operatori dei Reparti mobili della Polizia di Stato, 71 agenti provenienti dagli uffici territoriali, 170 militari dei «Battaglioni Mobili» dell'Arma dei carabinieri, 24 militari dell'Arma provenienti dai reparti territoriali, 30 militari della Guardia di finanza, nonché operatori della «Squadra Tifoseria» della Digos e del Gabinetto provinciale della polizia scientifica. Per controllare la tifoseria ospite - circa 2.800 persone arrivate a Salerno a bordo di 45 pullman - e garantirne il trasferimento in sicurezza presso lo stadio, si è reso necessario predisporre, fin dalla partenza, servizi tesi a verificare il possesso del biglietto d'ingresso e ad accertare l'eventuale occultamento di oggetti contundenti o materiale esplodente da parte dei singoli tifosi, nonché a scortare i pullman sino all'area prospiciente il settore ospiti dello stadio, zona delimitata da una serie di container, forniti dall'Autorità portuale, al fine di impedire contatti con i tifosi locali. I varchi d'accesso allo stadio sono stati presidiati per impedire l'introduzione di oggetti atti ad offendere o di striscioni recanti scritte o simboli non ammessi. Nel corso dei controlli sono stati rinvenuti tre artifici esplodenti ed un tifoso è stato deferito all'Autorità giudiziaria, ai sensi dell'articolo 6-ter della legge n. 401 del 1989. Il Prefetto di Salerno ha evidenziato che l'impianto non era dotato di tornelli per l'accesso individuale, atti a rafforzare il dispositivo di sicurezza. Poco prima delle ore 13,00 un centinaio di tifosi della Salernitana, molti dei quali travisati, con l'intento di raggiungere i tifosi cavesi hanno attaccato le forze dell'ordine nel piazzale antistante il settore «distinti», con lancio di grossi petardi - alcuni dei quali contenenti pezzi di piombo e ferro - oltre a pietre, bottiglie, artifizi pirotecnici ed altri oggetti contundenti. Gli scontri sono proseguiti fino alla curva sud, dove altri facinorosi hanno a loro volta attaccato il personale di polizia preposto al filtraggio e quello attestato all'esterno della curva, con un ulteriore lancio di petardi, artifizi ed altri oggetti contundenti; nella circostanza, sì è reso necessario l'utilizzo, da parte delle forze di polizia, di artifizi lacrimogeni. La situazione è temporaneamente tornata alla normalità poco prima dell'inizio della partita. Al termine della gara, alcune centinaia di ultras salernitani hanno nuovamente tentato di avvicinarsi all'area della curva nord - dove era raccolta la tifoseria cavese in attesa del trasferimento - lanciando numerosi petardi, bottiglie di vetro, pietre ed altri oggetti. Le forze dell'ordine hanno respinto i facinorosi, anche con l'utilizzo di artifizi lacrimogeni; nell'occasione sono stati danneggiati tre mezzi in dotazione alla Polizia di Stato. Allontanati tutti i tifosi della Salernitana, i sostenitori ospiti sono stati scortati fino a Cava dei Tirreni senza ulteriori difficoltà. È da evidenziare che nel corso degli incidenti le forze dell'ordine hanno fronteggiato la difficilissima situazione con coraggio ed abnegazione, impedendo lo scontro diretto delle tifoserie, che avrebbe potuto far registrare un ben più grave e drammatico bilancio. Tra gli operatori di polizia, tuttavia, vi sono stati 19 feriti, a due dei quali sono state rimosse schegge di piombo dalle gambe; per uno di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale. A seguito dei fatti sono state denunciate all'Autorità giudiziaria 11 persone, cui è stato anche notificato un provvedimento di inibizione all'accesso in tutti gli impianti dove si sostengono competizioni sportive. L'organizzazione dei servizi di ordine pubblico è stata, nella particolare circostanza, apprezzata dagli organi di stampa locale, essendo apparso evidente che i gravi incidenti verificatisi erano da ricondursi al premeditato tentativo di alcune frange della tifoseria di innescare una gratuita spirale di violenza. È significativo, al riguardo, che nel corso delle ispezioni all'esterno dell'impianto sportivo e nelle vie adiacenti, siano stati rinvenuti 3 involucri esplodenti da mortaio, 16 bombe carta, 10 rendini da lancio con cilindro e 35 artifizi minori. Relativamente alle iniziative per contrastare la recrudescenza del fenomeno della violenza in occasione di manifestazioni sportive, che ha avuto il suo culmine nei gravissimi fatti di Catania del 3 febbraio scorso, è noto che il Governo si è fatto promotore, con il decreto 8 febbraio 2007, n. 8, convertito dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, di un nuovo impianto normativo particolarmente severo. Tra le misure introdotte dal decreto è opportuno, innanzitutto, ricordare l'abrogazione della possibilità per le autorità competenti di autorizzare l'apertura degli stadi anche in deroga ai requisiti prescritti, in conseguenza della quale gli incontri previsti nelle strutture non a norma si svolgeranno in assenza di pubblico. A tale proposito si precisa che le misure strutturali ed organizzative, che per le previgenti disposizioni trovavano applicazione solo nei confronti delle strutture di capienza superiore a 10.000 spettatori, sono ora estese agli stadi di capienza superiore alle 7.500 unità. Il decreto vieta, inoltre, l'intermediazione delle società sportive ospiti nella vendita dei biglietti alle proprie tifoserie, nell'ottica della prevenzione dei fenomeni di violenza che potrebbero verificarsi durante gli spostamenti collettivi dei tifosi. Per quanto riguarda il divieto di accesso agli impianti sportivi, è stata introdotta la possibilità di applicare tale misura sulla base di condotte violente o pericolose per la sicurezza pubblica indipendentemente dalla denuncia o dalla condanna per specifici reati. La durata della misura può andare da un minino di un anno, se applicata dal questore, ad un massimo di otto anni, se disposta dal giudice a seguito della sentenza di condanna. Tale misura, in sede di conversione, è stata estesa anche ai minori di diciotto anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Sul fronte del rafforzamento della normativa penale vigente, oltre ad un inasprimento delle sanzioni, sono state introdotte novità di rilievo. In particolare, hanno assunto rilevanza penale i fatti commessi nelle 24 ore antecedenti e successive allo svolgimento delle manifestazioni sportive e l'arresto verrà considerato «in flagranza» fino a 48 ore dal fatto nei confronti di coloro che lanciano o utilizzano, in modo da creare un pericolo concreto alle persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti o, comunque, atti ad offendere. Inoltre, è stata estesa la possibilità di procedere con giudizio direttissimo e sono stati introdotti il nuovo reato di «lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive», nonché ulteriori circostanze aggravanti per i reati di minaccia, resistenza o violenza ad un pubblico ufficiale. Per quanto concerne il coinvolgimento delle società sportive nella prevenzione dei fenomeni di violenza il Governo ha previsto che esse possano direttamente provvedere all'adeguamento degli stadi agli standard di sicurezza. Inoltre, il 12 aprile 2007, il Ministro dell'interno ha siglato insieme al Presidente del C.O.N.I. e al Presidente della F.I.G.C. un protocollo d'intesa, con il quale si stabilisce che, per il prossimo campionato, la gestione della sicurezza all'interno delle strutture sportive sarà affidata alle società stesse, lasciando alle Forze di polizia il controllo dell'ordine pubblico nell'area circostante. Si ritiene opportuno precisare che è priorità del Governo adoperarsi affinché le nuove disposizioni ricevano effettiva attuazione, anche al fine di evitare per il futuro il riproporsi di tragici eventi analoghi a quelli recentemente verificatisi a Catania lo scorso 2 febbraio, in occasione dell'incontro di calcio Catania-Palermo. In tale prospettiva, l'Osservatorio per le manifestazioni sportive valuterà lo stato di avanzamento dei lavori negli stadi, finalizzati all'adeguamento delle strutture agli standard di sicurezza introdotti dalla nuova normativa. Le sopra descritte recenti disposizioni in materia di sicurezza negli impianti sportivi hanno consentito di ottenere, fin dalla loro entrata in vigore, una forte diminuzione degli episodi di violenza negli stadi. Infatti, nel periodo compreso tra il 10 febbraio ed il 6 aprile del corrente anno emerge, rispetto al corrispondente spazio temporale del 2006, che gli incontri di calcio nel corso dei quali si sono verificati incidenti sono diminuiti dell'83,7 per cento e che anche il numero dei contusi tra le Forze dell'ordine è drasticamente sceso al -93 per cento. Ciò ha reso possibile impiegare un numero inferiore (pari al -5,18 per cento) di operatori di polizia nei corrispondenti servizi di ordine pubblico, con conseguente risparmio, anche in termini economici, di risorse umane e logistiche. Quanto ai lamentati ritardi nell'erogazione dei compensi per lavoro straordinario nei confronti del personale impiegato in servizio di ordine pubblico, il competente Dipartimento della pubblica sicurezza ha comunicato che, con provvedimenti successivi, l'ultimo dei quali adottato il 16 febbraio scorso, è stato autorizzato - per il 2006 - il pagamento di tutte le prestazioni di lavoro straordinario rese in esubero ai limiti individuali. Relativamente alle analoghe prestazioni di lavoro straordinario rese nel 2005, il competente Dipartimento ha comunicato che, con provvedimenti del 21 novembre 2006 e del 31 gennaio 2007, è stato autorizzato il pagamento del 60 per cento delle spettanze; ciò perché trattandosi di pagamenti eccedenti gli stanziamenti assegnati, si è reso necessario procrastinare parzialmente i pagamenti in relazione alle disponibilità di cassa. Con riferimento alle indennità di trasferta per servizi di ordine pubblico, il Dipartimento della pubblica sicurezza ha, inoltre, comunicato che esse sono liquidate, di regola entro il mese successivo a quello in cui è stata resa la corrispondente prestazione di lavoro. Si assicura, in proposito, la massima cura dell'Amministrazione per garantire l'integrale pagamento delle spettanze. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.