Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00559 presentata da MENIA ROBERTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 24/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00559 presentata da ROBERTO MENIA mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 MENIA e RAISI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: in vista del prossimo 10 febbraio, Giorno del Ricordo dei Caduti delle Foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati, istituito con dalla legge 92/2004, è previsto lo scoprimento di una lapide presso la stazione di Bologna; in quella stazione si verificarono infatti, sessant'anni fa, atti odiosi e ignobili nei confronti degli esuli istriani come quelli, personalmente raccontati all'interrogante da chi fu costretto a subirli: all'arrivo dei vagoni che trasportavano gli esuli da Pola nei diversi campi profughi, essi furono insultati, sputacchiati e offesi dai comunisti bolognesi; fu gettato sulle rotaie il latte caldo destinato ai profughi e fu impedito ai loro treni di fermarsi; lo stesso episodio viene riportato nel libro memoria di Padre Flaminio Rocchi «L'esodo dei 350.000 giuliani, fiumani e dalmati» (pagg. 473, 474) che cita la testimonianza del polesano Lino Vivoda: «Partiti da Pola col IV convoglio marittimo di domenica 16 febbraio 1947 ed attraversato l'Adriatico col piroscafo Toscana, ad Ancona fummo accolti dai fischi degli attivisti socialcomunisti agitanti pugni chiusi e bandiere rosse sul molo, dietro i cordoni della truppa schierata a protezione, in risposta alle mani aperte e ai tricolori sventolanti in segno di saluto degli esuli sui ponti della nave» (...). La Pontificia Opera di Assistenza di Bologna aveva predisposto un pasto caldo alla stazione. Ma dai microfoni una voce grida. «Se i profughi si fermano per mangiare lo sciopero bloccherà la stazione». Il treno rallenta e scompare nella nebbia con il suo carico di delusione e di fame verso una caserma di La Spezia»; il testo della tabella che verrà apposta a Bologna risulta, a giudizio dell'interrogante, essere gravemente ipocrita e sostanzialmente falso, così recitando: «Nel corso del 1947 da questa stazione passarono i convogli che portavano in Italia esuli istriani, fiumani e dalmati costretti ad abbandonare i loro luoghi dalla violenza del regime nazional-comunista jugoslavo e a pagare, vittime innocenti, il peso e le conseguenze della guerra d'aggressione intrapresa dal fascismo. In seguito, Bologna seppe accoglierli, come è nelle sue tradizioni, molti di essi facendo suoi cittadini.Oggi vuole ricordare quei momenti drammatici della storia nazionale. Bologna 1947-2007»; in tale testo, infatti, non vi è alcun cenno alle violenze e agli insulti subiti proprio a Bologna dagli esuli ad opera dei comunisti italiani (e non jugoslavi) e nessuna parola di scusa nei loro confronti; gli esuli, peraltro, fuggivano dalla violenza, dagli infoibamenti e dal terrore dei comunisti jugoslavi, che così instauravano il loro regime in terre italiane, già facenti parte del Regno d'Italia: la «guerra d'aggressione intrapresa dal fascismo» appare una giustificazione alla violenza e alla pulizia etnica - ingiustificabili ed esecrabili - del nuovo stato comunista jugoslavo nei confronti degli italiani d'Istria Fiume e Dalmazia -: se il Presidente del Consiglio, cittadino bolognese, sia o meno informato della questione e quali siano le sue valutazioni in proposito; se intenda o meno intervenire su chi di dovere per riportare l'iniziativa bolognese su un piano di correttezza, meno autoassolutorio per i comunisti, più rispettoso per gli esuli e per la verità storica. (3-00559)