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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01177 presentata da STORACE FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 24/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01177 presentata da FRANCESCO STORACE mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.094 STORACE - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle comunicazioni e della giustizia - Premesso che: il 23 gennaio 2007 l'interrogante ha sollevato pubblicamente il dubbio di un mega-contratto per l'ex-Presidente della RAI, dott.ssa Lucia Annunziata; a quanto consta, la RAI ha risposto negando la circostanza denunciata; la dottoressa Annunziata ha dichiarato di aver già querelato chi ne ha parlato in passato definendo "porcheria" i fatti denunciati, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del contratto che fu stipulato il 14 maggio 2003 tra il dottor Piero Gnudi, presidente di RAI Holding S.p.A. e la dottoressa Lucia Annunziata, successivamente alla sua nomina alla presidenza della società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo; se risponda a verità che detto contratto, relativo a due esercizi sociali per circa 500.000 euro annui aveva valore anche in caso di revoca dell'incarico o di dimissioni dallo stesso; in particolare, se sia vero che la clausola numero 11 del predetto contratto prevedeva testualmente che "in caso di revoca dell'incarico di presidente di RAI S.p.A. prima della naturale scadenza del mandato e/o nel caso in cui la dottoressa Annunziata dovesse rassegnare le dimissioni dalla predetta carica "per giusta causa" o, comunque, "motivate" ai sensi del successivo punto 13 - a fronte della risoluzione consensuale del rapporto di collaborazione - sarà corrisposto alla dott.ssa Annunziata un importo, a titolo di indennità compensativa e risarcitoria, pari ai compensi che avrebbe complessivamente goduto nel periodo mancante alla naturale scadenza del mandato (durato circa dodici mesi) specificatamente individuati nella somma del corrispettivo di cui al punto 4 (300.000 euro annui) e dell'emolumento consiliare di cui al punto 7 (150.000 euro annui); se sia vero che il punto 13 prevedeva che si sarebbero intese come "motivate" dimissioni presentate per uno dei seguenti motivi: a) delibere del Consiglio di amministrazione che - attraverso la messa in minoranza in sede deliberante - determinino il sostanziale isolamento del Presidente in seno all'organo collegiale; b) grave deterioramento dei rapporti con il Direttore generale che si evidenziano attraverso il succedersi di comportamenti continui ed univoci"; se risponda a verità che la dottoressa Annunziata, dimessasi dall'incarico il 4 maggio 2004, ne abbia dato la seguente, testuale motivazione: "Continue e reiterate delibere del Consiglio di amministrazione che - attraverso la mia costante messa in minoranza in sede deliberante - hanno determinato il mio sostanziale isolamento in seno all'organo collegiale. Gravissimo deterioramento dei rapporti con il Direttore generale, comportamenti continui ed univoci finalizzati a contestare lo stesso diritto di esercizio dei poteri del Presidente, anche in ordine alla sua finzione di garanzia", in singolare e perfetta coincidenza con la previsione contrattuale; se risponda al vero che il punto 12 del contratto escludeva il pagamento della tranche "non lavorata" solo in presenza di una contestuale "assegnazione di altro incarico equivalente a quello ricoperto o rispetto allo stesso di maggior significativa professionale" se la somma relativa ai due mandati, circa un milione di euro incluse indennità di fine mandato, trasferte e assistenza sanitaria, sia stata effettivamente erogata anche in presenza di un mandato presidenziale di soli dodici mesi, ovvero se sia stata concordata, per rinunciare a tale cifra, la trasmissione domenicale che la Annunziata conduce su RAI3; se risponda a verità che il contratto in questione prevedeva al punto 14 che "le parti si obbligano a mantenere la massima riservatezza in ordine a tutte le circostanze che hanno caratterizzato lo svolgimento e la risoluzione del rapporto della dott.ssa Annunziata, suscettibili, se divulgate, di arrecare comunque pregiudizio all'altra parte anche sotto il profilo dell'immagine", stabilendo così una singolare assenza di trasparenza nei confronti dell'opinione pubblica da parte di un'azienda che sottopone i cittadini al pagamento obbligatorio del canone, quasi a dover nascondere un contratto evidentemente spropositato; e ciò al punto di prevedere il pagamento di una penale di ben 250.000 euro di una delle due parti all'altra nel caso di diffusione del dato; se risponda a verità che la riservatezza sui contenuti del contratto fu tale anche per il Consiglio di amministrazione di RAI S.p.A. dell'epoca e per lo stesso Direttore generale del tempo, al punto che il 28 giugno 2004, a quasi due mesi dalle dimissioni della dottoressa Annunziata, l'ufficio legale dell'azienda concessionaria, in una nota alla direzione generale, demolì meritoriamente il contratto in questione, non appena appresa la notizia della pretesa della ormai ex-presidente di incassare la somma in oggetto, formulata con lettera inviata dopo le dimissioni a RAI Holding; se risponda a verità che RAI Holding espresse parere favorevole all'erogazione della somma in questione, producendo pareri legali in data 17 giugno 2004; se risponda al vero che l'ufficio legale della RAI contestò un eccesso di mandato allo stesso vertice di RAI Holding, in particolare nei punti sopra richiamati, bollati in alcune loro parti come illegittimi, concludendo con l'inesistenza di obblighi da parte di RAI S.p.A. a rifondere a RAI Holding le cifre pretese dalla dottoressa Annunziata; quali conseguenze abbiano avuto tali azioni e in particolare se sia stata versata, e da chi, la somma di un milione di euro ovvero se ci sia stata azione di rinuncia attraverso l'accordo per la citata trasmissione "In mezz'ora" in onda su RAI3; se nell'un caso come nell'altro sia stata comunque promossa azione risarcitoria e di responsabilità civile nei confronti di quanti hanno sottoscritto e dato corso al contratto, ovvero quanti sono stati costretti eventualmente ad una trattativa per una trasmissione giornalistica, in forza di un contratto ritenuto nullo, inefficace e annullabile dallo stesso ufficio legale dell'azienda concessionaria; se non si ritenga di interessare del caso in questione anche la Magistratura di Roma, impegnata in un'altra inchiesta sulla RAI a fronte della quale quella qui denunciata appare sicuramente di rilevanza ben più significativa; se sia vero che la dottoressa Lucia Annunziata abbia mai presentato querela sulla questione in oggetto, ovvero se, di fronte ad una dettagliatissima controquerela, abbia provveduto ad una ben più saggia ritirata. (4-01177)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.