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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02289 presentata da BRIGUGLIO CARMELO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 24/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02289 presentata da CARMELO BRIGUGLIO mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 BRIGUGLIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti in un documento rileva che «il complesso delle misure apprestate dal Governo in materia fiscale ed economica prima col decreto Bersani-Visco e poi con il disegno di legge della finanziaria 2007 e relativo decreto collegato n. 262, trova la nostra categoria fortemente critica tanto sul metodo utilizzato, ancora una volta imperniato sulla decretazione d'urgenza senza un preventivo confronto con le categorie professionali, che sui contenuti che appaiono severi se non punitivi delle attività libero-professionali ed in generale eccessivamente sbilanciati sul versante dell'inasprimento del prelievo fiscale»; secondo detti professionisti inoltre è questo un segnale di evidente arroganza, che ha portato al rifiuto del Governo di qualsiasi preventivo confronto sui temi tipici della professione, sui quali i dottori commercialisti hanno fornito un qualificato apporto, nell'ambito di un serio e costante dialogo con le forze politiche, negando a loro il diritto della concertazione per riconosciuti ad altre categorie sociali; vien lamentato altresì che «questi provvedimenti sono espressione, ancora una volta, della scarsa considerazione che il Governo ha di detta professione nei cui confronti le misure adottate sembrano presupporre una acritica valutazione negativa sull'osservanza dei doveri fiscali»; si rileva ancora che il pregiudizio ha dunque spinto il Governo ad adottare anche nei confronti di detta categoria provvedimenti fortemente invasivi che hanno un pesante impatto sugli assetti organizzativi degli studi professionali e richiedono quindi interventi costosi di riorganizzazione, necessari per ottemperare a tutti gli adempimenti posti a carico dei dottori commercialisti, gravati di ulteriori responsabilità e sviliti e mortificati nella funzione professione e sociale con attività di mera esecuzione e supporto in supplenza delle attività spettanti agli uffici fiscali; con una deformante campagna di liberalizzazione del mercato, che però non ha toccato alcuni servizi storicamente monopolizzati da strutture pubbliche o parapubbliche, sono state introdotte misure che, al di là della pomposa presentazione, ben poco saranno in grado di incidere sulla promozione e sullo sviluppo della nostra economia. Alcuni degli adempimenti previsti si inquadrano infatti nella direzione di un appesantimento delle attività burocratiche e comporteranno complicazioni operative nelle attività economiche e professionali con relativi aggravi di costi; l'obbiettivo di contrastare il male dell'evasione fiscale, che i dottori commercialisti condividono pienamente, è perseguito però mediante provvedimenti di nessuna validità ed efficacia che non sono in grado di incidere significativamente su quel deprecabile fenomeno. Infatti, manca un vero disegno strategico che, muovendo dall'approfondimento della conoscenza della vera evasione fiscale in tutte le varie modalità di formazione e copertura, mobilizzi tutte le energie sane del paese, tra cui l'aiuto delle professioni aventi specializzazioni tecnico-fiscale per apprestare rimedi moderni che riconducano a sistema l'ordinamento tributario e lo rendano efficiente utilizzando le moderne tecnologie informatiche ed informative nel rispetto dei diritti dei cittadini; secondo detto ordine professionale pertanto non si giustifica quindi la reintroduzione nel nostro ordinamento di istituti che hanno già in passato dimostrato la loro palese inefficienza a raggiungere lo scopo cui erano finalizzati, né la previsione di strumenti invasivi di controllo dei contribuenti che rischiano di essere percepiti come «polizieschi» se non sono accompagnati da adeguate garanzie di tutela della privacy; pertanto il pacchetto di norme anti evasione, che partendo dai controlli delle movimentazioni bancarie (prevedendo per i professionisti l'obbligo di tenuta dei conti correnti bancari ed il divieto di ricevere pagamenti in contanti al di sotto di livelli risibili, l'assimilazione assurda dei prelievi bancari non giustificati ai compensi), passa attraverso l'inserimento nelle dichiarazioni fiscali di una grande massa di dati relativi al contribuente e sue parti correlate o corrispondenti, che può sconfinare talvolta in una vera e propria delazione fiscale, determina un rilevante snaturamento di taluni istituti tipici del diritto tributario (quali la sostituzione d'imposta, la responsabilità solidale, l'effettività del reddito da tassare) e della funzione attribuita ai professionisti che in quest'ambito prestano la propria indispensabile attività; alla luce del citato documento rilevano inoltre le reiterate violazioni dello statuto dei diritti del contribuente, tra cui in particolare il divieto di attribuire effetto retroattivo alla norma tributaria, incidono sui diritti essenziali dei cittadini, sui quali viene fatta gravare l'inversione dell'onere della prova su operazioni avvenute in anni in cui la norma non esisteva, e non li pone in condizione di difendersi adeguatamente. Sulla stessa direttrice si pone anche l'operazione volta ad attribuire agli studi di settore valore di presunzione legale, trasformandoli di fatto in una riedizione della deprecata minimum tax; di fronte a codesta situazione i dottori commercialisti, fortemente preoccupati, non esaminano la possibilità di intraprendere dure azioni di protesta, fino ad arrivare al blocco di ogni attività di assistenza nella redazione e trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali con tutto ciò che comporta in termini di impatto e disagio sociale -: quali iniziative e provvedimenti anche di natura normativa il Governo intenda adottare, in controtendenza con le misure finora approvate, per andare incontro alle esigenze manifestate dai dottori commercialisti anche nell'interesse del cittadino-contribuente. (4-02289)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.