Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02297 presentata da BORGHESI ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 24/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02297 presentata da ANTONIO BORGHESI mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 BORGHESI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: in Provincia di Vicenza, nel Comune di Velo d'Astico, si trova la cosiddetta «frana di Brustolè», ubicata sul versante nord orientale del monte Priaforà (mt. 1669), in corrispondenza della valle del Posina nei pressi dell'abitato di Arsiero; essa è costituita da un movimento franoso in cui sono riconoscibili due porzioni: una superiore rappresentata dalla «paleofrana» di epoca postglaciale ed una inferiore «storica» con un movimento del tipo «scivolamento traslazione» di blocchi di roccia dolomitica. La scarpata principale della porzione inferiore, proprio per il riattivarsi della frana nel 1966, è meglio evidenziata dalla fessura dalla quale si è verificato il distacco del corpo di frana interamente costituito da blocchi rocciosi compatti e detriti grossolani di varia pezzatura che li inglobano; la riattivazione della frana di Brustolè nel 1966 è dovuta essenzialmente all'azione di scalzamento effettuato dal torrente Posina in piena in sponda destra, sulla quale sponda poggia la porzione inferiore del corpo di frana, più che alla presenza di interstrati di argille rosse gessifere, derivate da disfacimento chimico delle porfiriti sottostanti, messe in evidenza dalle indagini del sottosuolo eseguite nel corso degli anni; la natura tiene fermo questo sistema da migliaia di anni grazie alla parte inferiore del versante, appunto la cosiddetta frana del Brustolè, che con i suoi 60 milioni di mq. di ghiaia contrasta la spinta proveniente dalla parte alta; da molti anni, detto materiale è appetito da imprenditori del settore delle cave che vorrebbero trasformare la frana nella più grande cava d'Europa; con un progetto di stabilizzazione, ricomposizione e tutela, presentato nel 2002, la società «Ricomposizione Ambientale s.r.l.» propone di intervenire sulla frana con l'intenzione di consolidarla, ma attraverso l'estrazione di materiale di cava, mentre studi, progetti e indagini geologiche e scientifiche prodotte su incarico delle amministrazioni comunali interessate e della Comunità montana Alto Astico e Posina, hanno accertano il rischio gravissimo di disastro ambientale che potrebbe verificarsi muovendo la frana (con conseguenze imprevedibili per gli abitati e gli abitanti della zona); il comitato popolare per la difesa del Brustolè costituitosi nel 2002 ha svolto un importante lavoro di informazione sui rischi e pericoli dell'intervento prospettato; il comitato ha presentato pure osservazione alla Commissione V.I.A. (valutazione impatto ambientale) della Regione Veneto nei termini di legge; la Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Verona, chiamata in causa dalle osservazioni allo stesso progetto espressamente avanzate dal Comune di Velo d'Astico e dalla Comunitàmontana «Alto Astico e Posina» ha espresso l'opinione che lo studio di impatto ambientale presentato dalla ditta R.A. avrebbe omesso due aspetti fondamentali e cioè la presenza delle ville fogazzariane e le vestigia della grande guerra; la società Ricomposizione Ambientale s.r.l. avrebbe manifestato l'intenzione di presentare un nuovo progetto di escavazione partendo dall'alto; l'area della frana del Brustolè è un SIC (Sito di interesse comunitario) -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra riportati; come intenda procedere al fine di rassicurare le popolazioni coinvolte e al fine di tutelare il sito di interesse comunitario.(4-02297)