Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00086 presentata da PAOLETTI TANGHERONI PATRIZIA (FORZA ITALIA) in data 24/01/2007

Atto Camera Mozione 1-00086 presentata da PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI mercoledì 24 gennaio 2007 nella seduta n.097 La Camera, premesso che: la situazione dei diritti umani e civili nella Repubblica Popolare Cinese non registra miglioramenti; al contrario continuano, addirittura aggravandosi, gli episodi di persecuzione e violenza a danni di privati cittadini e, con metodo sistematico, nei confronti delle minoranze politiche e religiose che si oppongono pacificamente al Governo di Pechino; in data 17 gennaio 2007 il quotidiano Avvenire recava la notizia dell'omicidio di un giornalista cinese, assassinato a causa della indagine che stava svolgendo sulla carenza di sicurezza delle miniere in Cina; in data 19 gennaio 2007 la rivista statunitense Aviation Week , con il conforto del portavoce della Casa Bianca, ha annunciato che un missile di media gittata lanciato dal Centro spaziale Xichang avrebbe centrato e distrutto un satellite meteorologico cinese del tipo Feng Yung 1c, ormai in disuso; tale episodio sancisce l'ingresso del regime cinese tra le potenze che hanno sviluppato armi in grado di colpire la maggior parte dei satelliti in uso, compresi quelli utilizzati per finalità militari, con probabili pericolose ripercussioni sul sistema di difesa e sicurezza internazionale; considerato che la legge n. 185 del 1990 prevede che l'esportazione e il transito di materiale di armamento siano vietati verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite o dell'Unione europea, nonché verso i Paesi i cui Governi sono responsabili di gravi violazioni, accertate, dei diritti umani, impegna il Governo: ad operare in sede Unione europea perché si confermi l'embargo sulla vendita delle armi alla Repubblica Popolare Cinese, stabilito dopo il massacro di Tien An Men, fino a che non si abbia notizia di un miglioramento della condizione dei diritti umani in Cina, poiché l'embargo rimane, come affermato dalla Commissione europea, lo strumento di pressione più significativo per la causa dei diritti umani, e costituisce, dal punto di vista strategico, un argine all'ulteriore potenziamento tecnologico-militare della Repubblica Popolare Cinese, a maggior ragione alla luce di tali pericolosi esperimenti; a promuovere, nell'ambito degli scambi culturali e scientifici con la Repubblica Popolare Cinese, specifici programmi di formazione e informazione sui temi del diritto internazionale in materia di diritti umani, e a sostenere l'attività delle organizzazioni che, nella Repubblica Popolare Cinese, perseguano questi obiettivi; a promuovere, laddove si susseguano esperimenti analoghi a quelli sopra descritti, una presa di posizione ufficiale del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, di cui l'Italia fa parte in qualità di membro non permanente. (1-00086) «Paoletti Tangheroni, Valentini, Caligiuri, Franzoso, Bertolini, Fedele, Bruno, Di Centa, Palmieri, Stradella, Uggè, Ceroni, Carlucci, Licastro Scardino».

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.