Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02333 presentata da ZACCHERA MARCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 25/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02333 presentata da MARCO ZACCHERA giovedì 25 gennaio 2007 nella seduta n.098 ZACCHERA. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il cittadino italiano Carlo Parlanti è stato accusato nel 2002 di reati da parte della magistratura americana e, in occasione di un suo viaggio in Germania, arrestato poiché - senza che lui lo sapesse - era oggetto di mandato di cattura internazionale; venne pertanto detenuto in Germania per 11 mesi e quindi estradato negli Stati Uniti; in occasione del processo negli USA, rinunciando a un patteggiamento che lo avrebbe probabilmente fatto liberare in pochissimo tempo e ribadendo la sua estraneità ai fatti contestatigli, veniva però condannato a ben nove anni di reclusione durante un dibattimento che ha lasciato molti dubbi di legittimità ed imparzialità, così come riportato da numerose fonti di stampa italiana ed in particolare da una serie di notizie riportate sull'agenzia di stampa Newsitaliapress che segue con attenzione questo caso giudiziario; uno dei motivi della condanna (si celebrerà presto il processo di appello, le prime udienze sono già previste per il febbraio di quest'anno) è stata anche la difesa - praticamente, soprattutto all'inizio, solo d'ufficio anche per le ristrettezze economiche dell'accusato - che non ha messo in evidenza le gravi lacune dell'accusa; vi è un obbiettivo, fondato sospetto che la Corte abbia considerato di fatto uno «straniero» come Parlanti contro «la parola» di una cittadina americana; in ogni caso solo in parte il nostro connazionale è stato adeguatamente seguito dalle nostre autorità consolari anche perché ha cambiato più volte luogo di detenzione ed ora è detenuto in un'area di competenza del nostro Consolato di San Francisco, California, USA -: che cosa sia stato fatto e si intenda fare per permettere al connazionale Carlo Parlanti di potersi adeguatamente difendere in sede di appello e - poiché in passato i Ministri sia degli affari esteri che della giustizia ebbero ad occuparsi di questo caso, quali siano le iniziative effettivamente intraprese, quali le difficoltà sostenute, quali gli atti e le pressioni diplomatiche si intendono sostenere al fine di garantire al Parlanti un equo giudizio d'appello alla luce delle prove e circostanze emerse in questi anni; se non si ritenga di dover richiamare l'attenzione del governo americano sul caso, sottolineando anche con passi ufficiali l'interesse delle autorità italiane per questa vicenda e, in particolare, quali disposizioni siano state impartite sul Consolato di San Francisco per una adeguata attenzione ad un caso che appare di obbiettiva, particolare rilevanza.(4-02333)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 22 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 132 All'Interrogazione 4-02333
presentata da ZACCHERA Risposta. - Il caso del signor Carlo Parlanti è da tempo noto a questo Ministero ed è stato seguito con la massima attenzione in un primo tempo dal Consolato generale in Los Angeles ed attualmente, a seguito del trasferimento del connazionale nel carcere di Avenal, dal Consolato generale in San Francisco. Tali rappresentanze sono state invitate fin dall'inizio della vicenda a prestare al signor Parlanti e ai suoi familiari ogni possibile assistenza. Il Consolato generale in San Francisco ha pertanto effettuato una prima visita consolare al connazionale, nel corso della quale il predetto è apparso in condizioni di salute accettabili, pur necessitando di cure appropriate. A tal fine si è provveduto a richiedere, tra l'altro, una visita medica approfondita. Quanto al giudizio di appello, richiesto dagli avvocati difensori del sgnor Parlanti il 15 febbraio scorso, questo Ministero ha raccomandato al Consolato generale di prendere contatto con i legali e di seguire da vicino, in raccordo con gli stessi, l'andamento del procedimento penale in seconda istanza. La Rappresentanza è poi intervenuta presso le associazioni di connazionali presenti in loco al fine di sondare la loro disponibilità a contribuire al pagamento delle spese di difesa. In caso di accertata impossibilità di reperire le somme necessarie, questo Ministero potrà intervenire con un sussidio ad hoc . Circa l'eventualità di un intervento diplomatico in favore del signor Parlanti, sentita anche l'Ambasciata a Washington, si ritiene che un simile passo, stante la pendenza del succitato procedimento penale, sia irrituale e possa rivelarsi controproducente. Il Viceministro degli affari esteri: Franco Danieli.