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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02338 presentata da LONGHI ALEANDRO (L' ULIVO) in data 25/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02338 presentata da ALEANDRO LONGHI giovedì 25 gennaio 2007 nella seduta n.098 LONGHI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: l'assessore regionale della Liguria ha annunciato l'intenzione, dopo aver già soppresso il reparto di chirurgia generale dell'ospedale «Padre Antero» di Genova-Sestri, di trasferire altri reparti quali oculistica, otorinolaringoiatria, neurologia, cardiologia ed Utic e come logica conseguenza, anche il pronto soccorso che sarebbe pericoloso mantenere aperto senza la presenza di una struttura sanitaria capace di intervenire; l'assessore motiva questa drastica cura con la necessità di far quadrare il bilancio della sanità ligure; i dipendenti pubblici, giustamente, non vengono licenziati ma trasferiti, e quindi continuano a percepire il loro stipendio: non vi sarà quindi alcun risparmio immediato sul costo del personale; nel contempo la Regione preferisce istituire rapporti di consulenza (ad esempio nel settore ortopedico), anziché avvalersi dei medici già dipendenti dalle strutture ospedaliere, dando l'impressione che le scelte relative, anche con riguardo alla soppressione o al trasferimento di unità semplici o complesse, siano determinate dal pensionamento o dalla disponibilità dei primari più che da scelte razionali volte a riequilibrare le strutture sanitarie del territorio genovese -: se trasferire unità operative complesse per acuti dall'Ospedale di Sestri non metta in discussione i livelli essenziali di assistenza; se il Ministro intenda inviare un'ispezione ministeriale per verificare i codici applicati ai d.r.g., confrontando la media dei vari reparti pubblici e quella delle cliniche accreditate. (4-02338)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 27 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 196 All'Interrogazione 4-02338
presentata da LONGHI Risposta. - Si risponde congiuntamente agli atti parlamentari in oggetto, sulla base dei dati forniti dall'assessorato alla salute della regione Liguria. La regione Liguria sta procedendo al completamento della riorganizzazione della rete regionale di cura e assistenza, in attuazione del Piano approvato con delibera del Consiglio regionale n. 29 dell'8 agosto 2006. Gli obiettivi perseguiti sono il miglioramento della qualità dei servizi, il rispetto dei parametri previsti dall'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, l'eliminazione della duplicazione dei servizi, la specializzazione dei presidi per pazienti acuti, il potenziamento della funzione riabilitativa e dei servizi territoriali, con particolare riferimento agli interventi domiciliari. La strategia pianificata dalla regione mira allo sviluppo di sistemi a rete per l'erogazione dei servizi socio-sanitari, rimodulando l'offerta sanitaria in relazione ai reali bisogni della cittadinanza, al fine di abbattere le liste di attesa, intervenire sulla mobilità sanitaria e garantire la continuità dei servizi assistenziali. Al riguardo, l'assessorato alla salute ha sottolineato che nella logica di rete «finisce per essere ridimensionato il rilievo della localizzazione della struttura operativa, venendo privilegiata l'efficienza complessiva del sistema rispetto all'efficienza della singola unità produttiva. In particolare, la riorganizzazione delle strutture ospedaliere è indirizzata a favorire la concentrazione e la specializzazione delle singole attività, al fine di migliorarne i livelli qualitativi e quantitativi, nell'ambito del bacino territoriale di riferimento». La delibera della Giunta regionale n. 243 del 9 marzo 2007, avente ad oggetto «Approvazione Accordo sottoscritto in data 6 marzo 2007 tra il Ministro della Salute, il Ministro dell'economia e delle finanze ed il Presidente della Regione Liguria relativo al Piano di rientro dal disavanzo e di riqualificazione e razionalizzazione del Servizio Sanitario Regionale», ha previsto la revisione delle strutture di emergenza, stabilendo che i Dipartimenti di Emergenza ed Accettazione (D.E.A.) devono essere i terminali per tutti gli interventi di emergenza-urgenza. Da tale previsione deriva: la necessità del potenziamento delle aree critiche delle strutture ospedaliere interessate (terapia intensiva e subintensiva, medicina d'urgenza e servizi di osservazione breve intensiva); la disattivazione delle funzioni di Pronto Soccorso degli ospedali, che in una logica di rete, sono destinati ad effettuare attività di natura elettiva-riabilitativa e, comunque, di tipo specialistico; la trasformazione dei punti di primo intervento in strutture di filtro di tipo ambulatoriale, preferibilmente collegate ai distretti. L'offerta ospedaliera sarà articolata nelle seguenti strutture: Ospedali sedi di Dipartimenti di Emergenza ed Accettazione (D.E.A.) di 2 o livello, nei quali si concentreranno le attività di alta specialità con basso requisito di continuità nelle cure ed alto contenuto di tecnologia; Ospedali sedi di D.E.A. di 1 o livello e di pronto soccorso, idonei a garantire, per bacini di utenza omogenei, le funzioni di emergenza ed elettiva per pazienti acuti nelle discipline presenti; Presidi specializzati ad indirizzo riabilitativo-multidisciplinare, ortopedico-riabilitativo, riabilitativo prevalentemente geriatrico, di cure intermedie e di day surgery; Presidi, sedi di punti di primo intervento, ubicati in zone geograficamente disagiate dei quali alcuni, come già precisato, verranno trasformati in strutture di filtro di tipo ambulatoriale, preferibilmente collegate ai distretti. Il suddetto piano sarà oggetto di confronto con le Conferenze dei Sindaci e con altri soggetti istituzionali. Per il personale che risultasse in esubero a seguito di tale riorganizzazione, la regione intende attivare, d'intesa con le organizzazioni sindacali, le procedure di mobilità all'interno del comparto sanitario. Relativamente all'istituzione di rapporti di consulenza, l'Assessorato regionale ha confermato che alcune aziende sanitarie, particolarmente interessate dal fenomeno della «mobilità passiva», hanno stipulato contratti con alcuni professionisti, i quali, per competenza ed esperienza professionale, costituiscono poli di «attrazione» per i pazienti. La Giunta regionale, che già negli scorsi anni aveva individuato quale specifico obiettivo dei direttori generali delle aziende sanitarie il recupero delle «fughe», soprattutto per alcune specialità (ortopedia, oncologia, chirurgia cardiovascolare e toracica), con delibera n. 133 del 2007 ha assegnato per l'anno in corso alle stesse aziende risorse destinate ad uno specifico programma di investimenti, allo scopo di contrastare il fenomeno della «mobilità passiva». In merito a quanto richiesto nell'atto parlamentare, non può non essere ricordata l'autonomia regionale nella organizzazione e gestione della rete assistenziale nell'ambito del rispettivo territorio, ulteriormente confermata con la legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, di modifica del Titolo V della parte seconda della Costituzione. Va, tuttavia, segnalato che il ministero della salute, nello svolgimento del proprio compito di governo del sistema sanitario nazionale, ha, tra l'altro, istituito il Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (SiVeAS). Il sistema, previsto dalla legge finanziaria 2006 e istituito con decreto ministeriale del 17 giugno 2006, ha lo scopo di coordinare le attuali attività di controllo e verifica affidate a diversi organismi ed enti, al fine di facilitare la raccolta dei dati provenienti dal sistema informativo sanitario e da altri Enti (ministero dell'economia e delle finanze, Istat, agenzia per i servizi sanitari regionali, Regioni, Asl, NAS, eccetera). Il Siveas ha il compito, inoltre, della verifica degli indicatori, previsti dal Patto per la salute con le regioni, e finalizzati al rispetto dei parametri di qualità e di spesa delle regioni. Ogni anno saranno definiti specifici obiettivi di verifica, su proposta del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Lea (Comitato «misto» Governo-Regioni), ma potranno anche essere attivate verifiche ad hoc sulla base di particolari emergenze. Tra gli ambiti di intervento del Sistema sono ricompresi: i livelli di qualità delle prestazioni sanitarie, attraverso la verifica dei risultati di salute (ad esempio l'efficacia degli interventi chirurgici, la correttezza delle prescrizioni farmaceutiche, l'appropriatezza dei percorsi diagnostici, la qualità nelle prestazioni di riabilitazione); i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie urgenti; i protocolli di sicurezza, per evitare gli errori dei medici o della struttura sanitaria nel corso di ricoveri o comunque durante le terapie; l'erogazione dei Lea per determinati obiettivi di salute, come l'abbassamento degli indici di mortalità o morbosità. Tali attività sono finalizzate alla verifica dei criteri di appropriatezza ed efficienza nell'erogazione dei Lea, ma potranno anche riguardare altri ambiti specifici, come i livelli minimi di sicurezza nell'assistenza (in caso di gravi inconvenienti igienico-sanitari e di assenza dei requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi), la scarsa qualità delle prestazioni e la mancanza di equità nell'accesso ai servizi sanitari. Si segnala, inoltre, che con decreto ministeriale 1 o febbraio 2007 è stato istituito uno specifico gruppo di lavoro, con l'obiettivo di assicurare il necessario supporto operativo al sistema citato da parte del ministero della salute. Il Sottosegretario di Stato per la salute: Antonio Gaglione.



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.