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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01182 presentata da PONTONE FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 25/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01182 presentata da FRANCESCO PONTONE giovedì 25 gennaio 2007 nella seduta n.095 PONTONE - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che: la città di Napoli si segnala fortemente, da un lato, per l'importanza della sua memoria storica e per la sua cultura e dall'altra per il crescente degrado urbano e sociale; è indispensabile recuperare l'intero patrimonio ambientale, storico e culturale della città, valorizzare, promuovere e sviluppare nuove iniziative, che permettano di riscoprire l'antica vocazione di "città dell'arte", attraverso la realizzazione di progetti finanziati con fondi europei attraverso la Regione Campania; tra le zone più ricche di memoria storica, ma anche di difficoltà socio-economiche, rientra lo storico Rione Sanità; sin dalla fine del 2004, al fine di avviare una collaborazione istituzionale tesa alla definizione di un programma di interventi comuni per lo sviluppo socio-economico sostenibile del sopra indicato storico rione, attraverso il recupero e la valorizzazione integrata dell'eccezionale patrimonio ambientale, storico, archeologico ed architettonico, riqualificando, altresì, anche il contesto socio-culturale si realizzò un tavolo di lavoro tra l'Assessorato per i beni culturali della Giunta regionale della Campania, la Soprintendenza per i beni archeologici delle Province di Napoli e Caserta, la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per i beni storico-artistico ed etnoantropologico di Napoli e Provincia, la Curia arcivescovile di Napoli, il Comune di Napoli, l'Azienda napoletana per la Mobilità e l'Azienda sanitaria locale NA1; successivamente, il citato tavolo di lavoro, individuò un preliminare insieme di interventi che, partendo dalla necessità di recuperare e valorizzare le preziose testimonianze storiche, artistiche e monumentali, definì anche iniziative di recupero ambientale e di riqualificazione urbanistica del quartiere; gli interventi previsti prevedevano una molteplicità di tipologie di intervento finalizzate, nel complesso: a) al recupero, riqualificazione, conservazione, valorizzazione, in un'ottica di gestione integrata, del patrimonio storico-culturale (archeologico, monumentale, paesaggistico); b) allo sviluppo e realizzazione dei servizi multimediali, finalizzati al miglioramento della conoscenza, della fruizione dei beni culturali e della qualità dell'offerta turistico-culturale; c) alla promozione e diffusione dell'immagine culturale della città e promozione della cultura della conservazione; d) al sostegno allo sviluppo di imprese della filiera dei beni culturali; e) al sostegno alle iniziative imprenditoriali collegate alla valorizzazione dei beni culturali, al restauro, all'artigianato, ai servizi e al turismo; f) alla promozione di un livello idoneo di infrastrutture ricettive di piccola-media dimensione; g) allo sviluppo di nuove professionalità e nuovi posti di lavoro, attraverso la riqualificazione e la qualificazione degli addetti alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, la formazione per nuovi operatori del restauro, della manutenzione, della gestione, della promozione e della valorizzazione del bene culturale con corsi di formazione specializzata per artigiani; tutti i progetti, proposti da soggetti istituzionali diversi, erano organici e sinergici per il complessivo recupero e per la valorizzazione del Rione, per cui non poteva parlarsi di operazioni cosiddette "cattedrali nel deserto"; la localizzazione degli interventi proposti riguardava le catacombe di S. Gennaro, il cimitero delle Fontanelle, la valle della Sanità e il borgo dei Vergini; parte degli interventi erano già finanziati e si trovavano o in fase di progettazione, o in fase di realizzazione o di completamento; la Giunta regionale con la deliberazione n. 875 dell'8 luglio 2005, individuava una prima tranche di risorse, pari a 8.527.643,64 euro per il programma d'interventi individuati dal tavolo di lavoro, attraverso fondi Programma operativo regionale Campania; le procedure di approvazione delle opere passavano attraverso i seguenti passaggi: a) individuazione dell'opera che deve essere di proprietà di ente pubblico e/o che deve determinare effetti di interesse pubblico (nel qual caso è opportuna la stipula di apposito accordo); b) proposta da parte dell'Assessore regionale per i beni culturali dall'Assessore al tavolo di concertazione del Progetto integrato territoriale di Napoli; c) elaborazione di apposite schede progettuali; d) parere del Nucleo di valutazione; e) delibera di approvazione della Giunta regionale e di inserimento nel progetto integrato; f) sottoscrizione dell'Accordo di programma per l'attuazione dell'intervento; constatato che: da sempre Alleanza Nazionale attraverso i propri rappresentanti istituzionali, a partire da quelli regionali sino quelli circoscrizionali, come anche organismi nazionali e locali dell'imprenditoria, hanno accusato la Giunta regionale della Campania di un uso esclusivamente quantitativo delle risorse provenienti dalla Comunità europea che prescindeva dalla qualità dei progetti finanziati; per la prima volta nel caso del recupero e della valorizzazione integrata del patrimonio ambientale, storico, archeologico ed architettonico unito alla riqualificazione del contesto socio-culturale del Rione Sanità, si coniugavano la qualità e la quantità della spesa; l'Assessore per i beni culturali, dopo aver dato avvio, guarda caso in prossimità delle elezioni regionali 2005, al tavolo di lavoro per sbandierare ed individuare opere per il rilancio del Rione Sanità, non risulta non aver mai attivato le procedure per la sottoscrizione del complessivo accordo che permettesse al tavolo di concertazione del Progetto integrato territoriale di Napoli di acquisire anche i progetti da esso scaturiti per definirne il successivo inserimento nel citato Progetto integrato; improvvisamente, il 15 settembre 2006, con delibera di Giunta regionale n. 1370, è stato approvato il finanziamento con fondi Piano operativo regionale di solo due degli interventi individuati dal tavolo di lavoro, per un importo complessivo pari a 2.667.384,67 euro e precisamente: 1) "Scambiatore catacombe S. Gennaro: realizzazione di viabilità di accesso da Capodimonte al sottostante parcheggio comunale e a vico S. Gennaro dei Poveri, con messa in sicurezza del costone tufaceo"; 2) "Area soprastante le catacombe di S. Gennaro: messa in sicurezza del sito e sistemazione superficiale, razionalizzazione accessi alle catacombe e creazione di ambienti vari di servizio"; 3) l'8 gennaio 2007 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra la Regione Campania, il Comune di Napoli, l'Arcidiocesi di Napoli, la Pontificia Commissione di archeologia sacra, e la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania per l'attuazione degli interventi sopra indicati; 4) i due interventi, isolati dal programma complessivo, sono di scarso vantaggio per la promessa riqualificazione del Rione Sanità, pur garantendo una presenza di turisti "mordi e fuggi", si chiede di sapere: perché si siano avviate le procedure per la realizzazione di solo due opere per la riqualificazione del Rione Sanità; per quale motivo non si sia proceduto a proporre al Progetto integrativo territoriale di Napoli il totale degli interventi individuati dal tavolo per la riqualificazione del Rione Sanità; per quale motivo non si utilizzino i circa 6 milioni ancora disponibili per la realizzazione delle opere a suo tempo individuate; perché i 6 milioni di euro, insufficienti a coprire le risorse di competenza regionale per realizzare le opere promesse, non vengano integrati con le eventuali ulteriori risorse derivanti da rinveniente di progetti revocati; quali siano gli interventi revocati ai sensi della delibera di Giunta regionale 78/2006 e, soprattutto le risorse resesi di nuovo disponibili; se tali risorse siano rientrate nella disponibilità della Regione e quale destinazione abbiano avuto; per quale motivo, per finanziare altri interventi, si continuino a utilizzare ribassi d'asta provenienti dall'appalto di opere non concluse e per le quali si possono ipotizzare nel corso dei lavori imprevisti e cause di forza maggiore che determinano eventuali maggiori oneri; se tali casi si siano già verificati e con quali risorse si sia provveduto a farvi fronte; se si ritenga opportuno accertare i fatti esposti ed intervenire al fine di ristabilire la normalità e la legalità qualora siano state violate. (4-01182)

 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.