Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02310 presentata da RUSSO PAOLO (FORZA ITALIA) in data 25/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02310 presentata da PAOLO RUSSO giovedì 25 gennaio 2007 nella seduta n.098 PAOLO RUSSO. - Al Ministro della difesa, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: in occasione della sua visita al salone nautico a Le Bourget, presso Parigi, il sottosegretario alla difesa, Lorenzo Forcieri, ha prospettato la possibilità che il gruppo Fincantieri, di proprietà statale, venga parzialmente privatizzato. Tale dichiarazione ha trovato conferma anche su alcuni organi di stampa ( Il Denaro , 28 ottobre 2006), secondo cui il Governo si appresterebbe a vendere circa metà di Fincantieri con un'operazione che potrebbe attribuire alla società un valore di 1,5 miliardi e che sarebbe gestita da Lehman Brothers affiancata da banche italiane ed internazionali; lo stesso amministratore di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato, in occasione dell'ultimo varo a Castellammare di Stabia, che la privatizzazione è l'obiettivo dell'Azienda; la privatizzazione di quella che è una delle ultime grandi realtà industriali in Italia rappresenta una questione nevralgica ed importante per un settore industriale fondamentale per l'economia italiana, quale è appunto la cantieristica, e per i territori sui quali insistono gli otto stabilimenti Fincantieri e potrebbe rivelarsi un per quelle città meridionali, sede di stabilimenti industriali, dove i tassi di disoccupazione e di lavoro precario assumono le proporzioni di un vero e proprio dramma sociale; a Castellammare di Stabia, nello specifico, il cantiere navale, infatti, è l'unico stabilimento che ha oltre 700 dipendenti diretti e che attraverso l'indotto, dà lavoro a oltre 1000 persone. La sua rilevanza economica in quella città del sud, che in tutto il Mezzogiorno è assolutamente incontestabile e rappresenta una gloriosa tradizione nelle costruzioni navali che affonda le sue radici nel lontano 1700; qualsiasi ridimensionamento dello stabilimento o un taglio ai livelli occupazionali ed agli investimenti per lo sviluppo rappresenterebbe, quindi, un colpo mortale per l'economia del territorio; Fincantieri rappresenta una solida ed importante realtà industriale anche per l'Italia che deve essere considerata strategica in quanto produce navi civili di grande valore aggiunto, vanto della tecnologia italiana e navi per il comparto militare. È un'azienda sana, che attraverso una seria politica industriale, grazie alle scelte oculate ed agli sforzi ed all'impegno dei lavoratori è riuscita a superare la grande crisi degli anni `80 ed è risuscita a diventare leader mondiale del settore; ad avviso dell'interrogante, le preoccupazioni legate alla quotazione in Borsa del gruppo ed all'ipotesi di privatizzazione, della quale fin'ora non si conoscono i contenuti ed i contorni, riguardano la possibilità che una politica finanziaria prevalga su una seria politica industriale e che, di conseguenza, il gruppo si trovi sempre più a rispondere alle logiche speculative del mercato azionario piuttosto che a quelle industriali legate all'investimento ed allo sviluppo -: se la privatizzazione di Fincantieri - specialmente se dovessero partecipare ai nuovi assetti proprietari anche investitori esteri - non metta a rischio la garanzia della difesa dell'interesse nazionale, data l'importanza strategica del settore militare ad alta tecnologia in cui l'azienda opera; se la privatizzazione di Fincantieri non comporti il rischio di perdere produzioni ad alto livello tecnologico, con conseguente contrazione della base industriale nazionale e della spesa per ricerca e sviluppo; se la quotazione in borsa, successiva alla privatizzazione, non crei il pericolo di pressioni speculative sul titolo, allo scopo di ottenere scorpori, che indebolirebbero la capacità di mantenere adeguate economie di scala, e la vendita di aree pregiate da convertire ad attività non manifatturiere legate ad interessi affaristici locali; se, quindi, la privatizzazione non possa portare anche ad un calo dell'occupazione ed alla perdita di competenza e professionalità, insieme al pericolo di chiusura di alcune realtà produttive, come denunciato dai lavoratori dei cantieri navali e dall'amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, sede di uno stabilimento Fincantieri; se, infine, sarebbe opportuno vantare altre forme di collocazione in borsa che non costino molto di più di quanto si possa riuscire a guadagnare una tantum con la vendita di una quota delle azioni, dato che verrebbero a gravare sulle spalle dell'amministrazione statale i costi sociali connessi alla eventuale chiusura degli stabilimenti ed alla messa in mobilità dei lavoratori. (4-02310)