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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00583 presentata da LA RUSSA IGNAZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 30/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00583 presentata da IGNAZIO LA RUSSA martedì 30 gennaio 2007 nella seduta n.100 LA RUSSA, CONTENTO, AIRAGHI, ALEMANNO, AMORUSO, ANGELI, ARMANI, ASCIERTO, BELLOTTI, BENEDETTI VALENTINI, BOCCHINO, BONGIORNO, BONO, BRIGUGLIO, BUONFIGLIO, BUONTEMPO, CASTELLANI, CASTIELLO, CATANOSO, CICCIOLI, CIRIELLI, CONSOLO, GIORGIO CONTE, GIULIO CONTI, COSENZA, DE CORATO, FILIPPONIO TATARELLA, GIANFRANCO FINI, FOTI, FRASSINETTI, GAMBA, GASPARRI, GERMONTANI, ALBERTO GIORGETTI, HOLZMANN, LAMORTE, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, MANCUSO, MARTINELLI, MAZZOCCHI, MELONI, MENIA, MIGLIORI, MINASSO, MOFFA, MURGIA, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, PATARINO, PEDRIZZI, ANTONIO PEPE, PERINA, PEZZELLA, PORCU, PROIETTI COSIMI, RAISI, RAMPELLI, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SALERNO, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SILIQUINI, TAGLIALATELA, TREMAGLIA, ULIVI, URSO e ZACCHERA. - Al Ministro delle infrastrutture. - Per sapere - premesso che: il Consiglio dei ministri ha approvato, il 25 gennaio 2007, un decreto-legge in materia di liberalizzazioni, non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale , contenente, per quanto risulta agli interroganti, una norma con cui si revocano le concessioni e le autorizzazioni a Tav spa ed a Rete ferroviaria italiana spa , «limitatamente» al terzo valico Genova-Milano, alla tratta Milano-Verona e alla subtratta Verona-Padova; con la suddetta disposizione di legge, il Governo, invece di intervenire nell'ambito dei meccanismi che regolano i rapporti concessori ed autorizzativi, azzera, di fatto, tutte le procedure in corso, causando il totale blocco degli appalti per la Tav ; la decisione di ricorrere, da parte del Governo, all'applicazione della normativa comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici ai lavori di costruzione delle tratte ad «alta velocità» si dimostra, ancora una volta, totalmente incongrua, dal momento che l'articolo 131, comma 2, della legge n. 388 del 2000 (legge finanziaria per il 2001) è stato abrogato dall'articolo 11 della legge n. 166 del 2002 (cosiddetto «collegato infrastrutture»), con cui il precedente Governo ha inteso riaffermare, per quanto concerne la costruzione delle tratte ad «alta velocità», la validità del meccanismo della concessione alla società Tav spa con il general contractor , facendo venire meno la prescrizione dell'affidamento dei lavori mediante gara pubblica europea; la decisione del Governo di revocare le vecchie concessioni determinerà l'avvio di un rilevante contenzioso a più livelli, nonché l'aggravio di ulteriori ritardi, che, da troppo tempo, penalizza i cittadini e le imprese che soccombono nella morsa quotidiana del traffico e della congestione, il cui costo annuo, limitato alla sola mobilità stradale, è stimato sui 14-15 miliardi di euro; oltre al danno economico che si abbatterà sull'economia del nostro Paese, l'entrata in vigore del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri impedirà la realizzazione di una rete europea di treni ad «alta velocità», che rappresenta una delle linee guida della politica comunitaria dei trasporti -: se il Ministro interrogato abbia attentamente valutato gli effetti negativi che la revoca delle suddette concessioni potrebbe provocare, sia sotto il profilo degli oneri risarcitori, sia sotto quello del rinvio, non più procrastinabile, della realizzazione del sistema dell'«alta velocità». (3-00583)





 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.