Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01212 presentata da MANTOVANO ALFREDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 30/01/2007
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01212 presentata da ALFREDO MANTOVANO martedì 30 gennaio 2007 nella seduta n.096 MANTOVANO - Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dello sviluppo economico - Premesso che: nel quadro di una politica di generale ridimensionamento degli investimenti e di riduzione del parco rotabile, l'Ente Ferrovie dello Stato - a partire dal 2002 - ha ridotto le commesse in favore dell'Omfesa, un'azienda di Trepuzzi (Lecce) con circa 200 dipendenti, che opera nel settore della riparazione dei carri ferroviari; ciò ha avuto delle ripercussioni sul piano occupazionale, anche a seguito di pregresse non felici scelte di strategia aziendale della medesima Omfesa, tant'è che nel mese di luglio 2002 ben 120 operai su 190 venivano posti in cassa integrazione; ciò provocava anche problemi di tenuta sociale nel Comune di Trepuzzi, e perfino di ordine pubblico, con iniziative di blocchi ferroviari, poi rientrati sulla base delle assicurazioni fornite agli operai e al sindacato dai rappresentanti del Governo dell'epoca, fra i quali lo scrivente; a partire da gennaio 2003 le Ferrovie dello Stato effettuavano una ulteriore riduzione delle commesse pari al 60% delle riparazioni inerenti il comparto in cui opera l'Omfesa. Nel mese di giugno dello stesso anno l'azienda elaborò un piano di ristrutturazione industriale che permise, grazie alla costante presenza del Governo dell'epoca e alla mediazione con Trenitalia, di riconoscere a tutti i lavoratori la cassa integrazione straordinaria per il periodo necessario alla riconversione dell'attività da riparazione dei carri a riparazione delle carrozze ferroviarie; a seguito di ciò, il 18 febbraio 2004 nel corso di un tavolo di lavoro presso la sede del Comitato per l'occupazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Trenitalia conferiva all'Omfesa una commessa per la sistemazione di 80 carrozze, confermando la propria disponibilità ad aumentare successivamente il carico di lavoro in favore dell'azienda salentina. Al contempo, a seguito di diversi incontri tecnici tra esponenti di Governo e parti sociali, si delineava un nuovo piano di rilancio aziendale che prevedeva oltre alla tradizionale riparazione di carrozze ferroviarie anche l'avvio di una nuova produzione di pale eoliche: tale diversificazione produttiva appariva indispensabile per garantire il mantenimento del livello occupazionale, e in tale senso veniva condivisa dalle parti sociali; sulla base degli accordi così raggiunti, nel mese di giugno 2004, veniva prorogata di un anno la cassa integrazione straordinaria per 180 lavoratori dell'Omfesa e, successivamente, nel febbraio 2005 durante un nuovo incontro presso il Comitato delle iniziative per l'occupazione della presidenza del Consiglio dei Ministri, i rappresentanti del Governo, dell'azienda, dei sindacati e degli Enti locali siglavano un documento in virtù del quale: a) Trenitalia avrebbe ripristinato le commesse; b) la cassa integrazione, in scadenza nel mese di giugno, sarebbe stata prorogata fino a dicembre 2005; c) la Regione Puglia avrebbe avviato, entro il mese di giugno dello stesso anno, corsi di riqualificazione professionale per favorire l'ingresso dell'Omfesa nel mercato degli impianti eolici; in realtà, tali corsi di aggiornamento non sono mai stati effettivamente organizzati dalla nuova Giunta regionale e la scelta dell'attuale Assessore regionale all'ambiente Losappio di sospendere le autorizzazioni dei nuovi impianti eolici fino alla definitiva messa appunto del Piano energetico regionale (avvenuta solo a marzo 2006) ha reso ancor più difficile la realizzazione del piano di rilancio aziendale dell'Omfesa; le difficoltà economiche in cui verte Trenitalia hanno provocato nell'ultimo anno una contrazione di lavoro per l'Omfesa, mentre, come è emerso nel corso dell'ultimo tavolo di lavoro indetto presso il Ministero dei trasporti, i vertici delle Ferrovie delle Stato e di Trenitalia hanno disposto per l'anno 2007 l'internalizzazione di grandissima parte delle lavorazioni, a causa degli scarsissimi finanziamenti da parte del Governo e del mancato adeguamento delle tariffe, con la conseguente sospensione di tutte le gare destinate al comparto di riparazione delle carrozze ferroviarie; il precedente Governo ha garantito agli operai dell'Omfesa la continuità della cassa integrazione straordinaria e una costante attenzione perché fosse incrementato il volume di lavoro della ditta, incentivando un rilancio aziendale che mirasse anche a diversificare l'attività produttiva. Ad oggi l'attuale Governo non ha conseguito alcun risultato per arginare la crisi produttiva e occupazionale dell'azienda salentina, e in vista del termine della cassa integrazione complessa, previsto per il 28 giugno 2007; si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano dare continuità all'attività svolta dal precedente Governo per ultimare il piano di ristrutturazione aziendale già avviato e soprattutto per evitare il definitivo licenziamento dei 180 lavoratori attualmente posti in cassa integrazione straordinaria e la chiusura di una importante azienda di media dimensione dell'area salentina; conseguentemente, quali provvedimenti di competenza i Ministri intendano adottare in tal senso. (4-01212)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 034 all'Interrogazione 4-01212
presentata da MANTOVANO Risposta. -- Con riferimento alle interrogazioni, dagli accertamenti
esperiti dalla Direzione provinciale del lavoro di Lecce presso la soc.
OMFESA-Officine Meccaniche e Ferroviarie del Salento di Trepuzzi (Lecce)
è emerso quanto segue. L'OMFESA,
che svolge attività di manutenzione e riparazione di carrozze ferroviarie,
occupa circa 165 dipendenti. Le gravi difficoltà
in cui versa l'azienda, dopo un periodo nel quale aveva dato segnali
di forte ripresa, sono da ricondurre alla revoca da parte di Trenitalia
di alcune commesse assegnate a seguito di aggiudicazione nei mesi scorsi
e, nello specifico, di una commessa relativa alla manutenzione di 108 carrozze,
per la quale la predetta Azienda avrebbe sottoscritto il relativo contratto,
nonché avviato e concluso la lavorazione delle prime 9. Premesso ciò,
si comunica che a seguito dell'approvazione della prosecuzione del
programma di ristrutturazione aziendale, intervenuta con il decreto ministeriale
n. 39429 del 17 ottobre 2005, con decreto direttoriale n. 39451 del 17
ottobre 2006 è stata prorogata la corresponsione del trattamento
straordinario di integrazione salariale, per il periodo dal 30 giugno 2006
al 29 giugno 2007, in favore dei lavoratori dipendenti dalla S.r.l. OMFESA,
con sede legale ed unità in Trepuzzi (Lecce), per un massimo di
114 unità lavorative. Si precisa
che allo stato attuale vi sono 39 lavoratori in C.I.G.S., fino a giugno
2007, dei quali, peraltro, una decina dovrebbero essere richiamati in attività
a breve, quando sarà avviata la lavorazione relativa ad una nuova
commessa («Cometa»). Inoltre, un'altra decina di questi
lavoratori dovrebbe essere accompagnata alla pensione tramite la mobilità. I lavoratori
in C.I.G.S., secondo quanto risulta da comunicazione della Provincia di
Lecce del 23 marzo 2007, non sono più in attesa di corsi di formazione,
che risultano definitivamente sospesi. Sono state
adottate una serie di iniziative, al fine di sollecitare Trenitalia a rivedere
la decisione di revocare le commesse già assegnate all'OMFESA,
in considerazione anche del fatto che l'Azienda opera in un territorio
fortemente penalizzato sul piano occupazionale. A seguito
di dette iniziative Trenitalia ha acconsentito a rivedere parzialmente
le proprie decisioni, assicurando all'OMFESA l'attività
di manutenzione di 76 carrozze ferroviarie MD regionali e permettendo,
in tal modo, di contenere le conseguenze derivanti dalla «revoca»
in blocco delle commesse già assegnate all'azienda salentina,
la quale si sta attivando per ricercare altre commesse, anche in settori
diversi dal ferroviario. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza
sociale Rinaldi