Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02367 presentata da DIOGUARDI DANIELA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 30/01/2007
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02367 presentata da DANIELA DIOGUARDI martedì 30 gennaio 2007 nella seduta n.100 DIOGUARDI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per le politiche per la famiglia. - Per sapere - premesso che: la commissione per le adozioni internazionali con provvedimento n. 10/2006/AE/SG, deliberato il 20 dicembre 2006 dal Presidente della Commissione medesima, ha revocato tutte le autorizzazioni concesse all'Associazione «Chiara onlus », con sede a Roma in Via A. Giuffrè, 187), per lo svolgimento delle attività previste dalla legge n. 184 del 1983, come modificata dalla legge n. 476 del 1998; al momento della revoca l'Associazione in oggetto aveva una lista di 558 coppie, su tutto il territorio nazionale, iscritte per espletare le varie procedure per l'adozione di bambini; in data 11 gennaio 2007, il Ministro per le politiche per la famiglia, ricevendo i rappresentanti dell'Associazione «Chiara onlus », avrebbe espresso l'intenzione di seguire con attenzione le vicende delle famiglie che hanno fatto richiesta di adozione -: come si intenda agire al fine di garantire il regolare espletamento delle pratiche di adozioni da parte delle 558 coppie che erano iscritte all'Associazione «Chiara onlus » che, attualmente, stanno vivendo, non a causa loro, un profondo clima di incertezza e preoccupazione; quante siano le coppie prese in carico dalla Commissione per le quali, alla data dell'avvenuta comunicazione del suddetto provvedimento, risulta essere definitivo l'abbinamento con uno o più minori stranieri o che hanno ricevuto l'invito, da parte delle competenti autorità straniere, a presentarsi per la proposta di abbinamento. (4-02367)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 26 ottobre 2007 nell'allegato B della seduta n. 232 All'Interrogazione 4-02367
presentata da DIOGUARDI Risposta. - L'atto ispettivo in esame si riferisce alla vicenda della revoca dell'autorizzazione a svolgere le attività di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184, disposta dalla Commissione per le adozioni internazionali (CAI) nei confronti dell'associazione Chiara onlus. Si desidera, inoltre, sapere «come si intenda agire al fine di garantire il regolare espletamento delle pratiche di adozioni da parte delle 558 coppie che erano iscritte all'associazione Chiara onlus (...); quante siano le coppie prese in carico dalla Commissione per le quali alla data dell'avvenuta comunicazione del suddetto provvedimento risulta essere definitivo l'abbinamento con uno o più minori stranieri o che hanno ricevuto l'invito (...) a presentarsi per la proposta di abbinamento». Al riguardo, si fa presente, anzitutto, che la Commissione per le adozioni internazionali ha deciso, all'unanimità, di revocare all'ente Chiara onlus tutte le autorizzazioni a svolgere le procedure prevista dalla legge n. 184 del 1993, per una serie di ragioni e, in particolare, in considerazione della sostanziale paralisi dell'attività dell'ente. Le deficienze riscontrate nell'organizzazione e nell'attività dell'ente Chiara erano effettivamente gravi e non altrimenti risolvibili: alla data del 16 marzo 2006 veniva accertato che Chiara aveva pendenti 701 procedure adottive, per le quali aveva riscosso il costo dei servizi in Italia e in molti casi anche quelli per le traduzioni degli atti stranieri. Da qui tutti i successivi necessari accertamenti e soprattutto la ricerca di trovare una soluzione, per evitare che la lista di attesa delle coppie si allungasse in maniera eccessiva. Immediatamente dopo il provvedimento, la Commissione per le adozioni internazionali ha preso in carico le coppie in attesa di adozione che si erano rivolte all'ente. Alcune, quelle che avevano già l'abbinamento con un bambino straniero o che erano in attesa dell'invito ad andare all'estero per la proposta di abbinamento, sono state prese in carico direttamente dalla Cai. Per le altre sono stati conclusi accordi di consulenza con professionisti e presi gli opportuni contatti con servizi locali. Ciò ha consentito alla équipe nominata dalla Commissione di incontrare o contattare telefonicamente circa quattrocentocinquanta coppie, assicurando continuità ai percorsi adottivi e, in alcuni casi, portando a conclusione l'iter adottivo. In ogni caso, sin dall'inizio si è data assistenza al fine di rinnovare i documenti in scadenza e di assicurare che il percorso adottivo non venisse interrotto per motivi formali legati alla revoca dell'ente. Dai colloqui svolti dall'équipe della Commissione è emerso che dopo un iniziale disorientamento vi è stata una presa di coscienza delle famiglie sulla situazione complessiva e tutte si sono poste in posizione di fiducia nei confronti dell'istituzione. Sono proseguite, nel frattempo, tutte le possibili attività di sostegno da parte della Cai anche per le coppie in partenza per l'estero, con contatti costanti anche durante il soggiorno nel paese straniero, per consentire la conclusione dell'adozione. Nel periodo di inoperatività dell'ente Chiara, sono state concluse 32 adozioni, tramite la Cai e altri enti, mentre altre 36 coppie sono state prese in carico alla Cai che ne ha seguito la procedura al posto di Chiara. Il ricorso ad un'équipe di esperti in materia di adozione internazionale, in grado di fronteggiare il primo ascolto delle famiglie e l'evolversi delle singole situazioni in Italia e all'estero e competente a raccordarsi con servizi sociali italiani qualora ritenuto necessario, e specialmente nella fase post-adottiva, si è rivelato assai utile per le coppie, in quanto esse sono state messe in condizioni di conoscere meglio la realtà della situazione; molte hanno richiesto nuovi appuntamenti o dialogato per telefono ed hanno dimostrato una disponibilità all'accoglienza di minori di Paesi non europei. L'attività di ascolto delle coppie in attesa di adottare con l'associazione Chiara si è resa necessaria perché, a fronte dell'urgenza con cui dette coppie premevano per una soluzione, occorreva verificare con loro le possibilità per la conclusione dell'adozione in tempi ragionevoli: molte di esse, infatti, erano in attesa da diversi anni, in molti casi erano in possesso di decreti d'idoneità datati e, soprattutto, quasi tutte erano orientate ad adottare in paesi dell'Europa dell'Est, attualmente «chiusi» (come la Federazione russa, dove le autorità stanno ritardando il riaccredito agli enti stranieri) o problematici (come l'Ucraina, dove le nuove procedure introdotte dal governo consentono il deposito di un numero assai limitato di fascicoli). L'unica alternativa ad un'attesa lunghissima, era, pertanto, la scelta di un diverso Paese straniero e la disponibilità ad accogliere un bambino proveniente da altre aree del mondo, ma ciò implicava un percorso psicologico e motivazionale adeguato. Nel frattempo, con una sentenza del tribunale amministrativo regionale del Lazio, pronunciata a seguito del ricorso dell'associazione Chiara avverso il provvedimento di revoca, veniva annullata parzialmente la delibera della Commissione per le adozioni internazionali e questa ha deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato, bensì di giungere ad un accordo con l'associazione Chiara. Ciò, innanzitutto nell'interesse delle coppie prese in carico dall'ente, per evitare che il prolungarsi dei tempi processuali andasse a discapito della ripresa dell'operatività dell'ente e dell'attività di assistenza alle coppie. L'11 giugno 2007 la Commissione per le Adozioni internazionali ha dato esecuzione alla predetta sentenza del tribunale amministrativo regionale del Lazio, sottoscrivendo, insieme ai rappresentanti di Chiara Onlus, un accordo sostitutivo ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 241 del 1990. La definizione dell'accordo è stata ritenuta necessaria per individuare di comune intesa i limiti e le modalità di esecuzione della sentenza del tribunale amministrativo regionale, e soprattutto per facilitare il percorso adottivo delle coppie rimaste in carico all'ente. La Commissione per le adozioni internazionali, nel confermare la validità delle autorizzazioni precedentemente concesse all'ente, ha dato la massima disponibilità per supportare Chiara onlus nello sforzo di rilanciare l'attività associativa offrendo un adeguato sostegno alle coppie. Il problema maggiore resta quello legato alla lunga lista d'attesa che si era formata, dal momento che l'attività di Chiara si concentrava nei Paesi dell'est Europa e che questi ultimi stanno di fatto chiudendo le porte all'adozione internazionale. Per fornire alle coppie una risposta in tempi ragionevoli, pertanto, sarà necessario individuare altri Paesi ai quali dirigere le domande di adozione: a questo fine, la Commissione per le adozioni internazionali prenderà in esame le richieste dell'ente di essere autorizzato ad operare in altri Stati (in Asia ed Sud America) e lo sosterrà nell'attività di informazione e formazione delle coppie. Per le coppie che hanno deciso di rivolgersi ad altri enti si farà in modo che non debbano affrontare spese analoghe a quelle già sostenute. Va sottolineato come tutta la vicenda sia stata affrontata e risolta perseguendo l'obiettivo di offrire la massima tutela alle coppie coinvolte. Tale impostazione è stata condivisa dallo stesso ente Chiara, come dimostra la sottoscrizione dell'accordo di cui si è detto. Il Ministro per le politiche per la famiglia: Rosy Bindi.