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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01209 presentata da FORMISANO ANIELLO (MISTO - ITALIA DEI VALORI) in data 30/01/2007

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01209 presentata da ANIELLO FORMISANO martedì 30 gennaio 2007 nella seduta n.096 FORMISANO - Al Ministro dell'interno - Premesso che: risulta all'interrogante che vi sono state numerose irregolarità nell'esercizio dell'ordinaria attività amministrativa del Comune di Apice (Benevento), come descritto qui di seguito; dopo l'elezione del nuovo Sindaco, già vice Sindaco nelle amministrazioni precedenti, le irregolarità non avrebbero avuto fine. Infatti, il nuovo primo cittadino avrebbe omesso di notificare l'avvenuta elezione a tutti i Consiglieri comunali. Tale omissione sarebbe stata evidenziata nella seduta del consiglio comunale del 3 luglio 2004, nel corso della quale sarebbe stata formalmente eccepita l'irregolarità della convocazione dell'organo collegiale; nella medesima seduta sarebbe emerso che l'atto di nomina risultava illegittimo, in quanto privo dell'accettazione da parte degli assessori e della loro dichiarazione di non versare in condizioni di incompatibilità e, per di più, carente di indicazioni in ordine alle deleghe conferite agli Assessori. Questa carenza avrebbe così comportato l'impossibilità di svolgere i compiti assegnati nell'ambito di un sistema democratico; nelle sedute comunali successive si sarebbero manifestate nuove e gravi irregolarità. La Giunta municipale non avrebbe provveduto a depositare presso la segreteria del Comune il consuntivo del 2003 ed i relativi allegati, tra i quali la relazione dei revisori entro il termine di 20 giorni prima della seduta del consiglio, tenutasi il 26 ottobre 2004. Successivamente, la stessa Giunta non avrebbe dato comunicazione dell'avvenuto deposito della suddetta documentazione, in violazione della disposizione dell'articolo 227, comma 2, del decreto legislativo 267/2000; solo il 23 ottobre 2006 due Consiglieri che ne avevano fatto richiesta potevano ricevere copia del consuntivo; il Collegio dei revisori ha ricevuto la proposta di delibera consiliare, lo schema di rendiconto e gli altri allegati il 25 settembre 2006, ed il 12 ottobre ha espresso il suo parere favorevole all'approvazione. Ne consegue che il deposito del rendiconto e degli allegati non avrebbe potuto essere stato effettuato entro il 6 ottobre e quindi entro 20 giorni. Si sarebbe così determinata una situazione di illegalità per avere la giunta municipale affermato, in data 24 settembre 2004, che il Collegio dei revisori aveva espresso parere favorevole al rendiconto prima dell'adozione di detta delibera; le 33 delibere poste in essere nel secondo semestre del 2004 sarebbero state pubblicate all'albo solo ad un anno di distanza dalla loro adozione; non di tutte le delibere di giunta risulterebbe essere stato redatto il verbale; sarebbe stato negato agli organi comunali, con lettera del 22 febbraio 2006, il terzo accesso settimanale agli atti, richiesto per questioni di compatibilità con l'attività lavorativa svolta da alcuni consiglieri; verrebbe impedita la possibilità di prendere visione dei prospetti paga dei mesi di novembre e dicembre 2004 e di novembre e dicembre 2005 riguardanti la signora che riveste il ruolo di Segretario comunale, la quale ricopre la carica di responsabile del servizio economico-finanziario, cosicché si renderebbe impossibile fugare il dubbio che la stessa abbia percepito, nei mesi di dicembre 2004 e dicembre 2005, premi non giustificabili; sembra inoltre che il Comune di Apice versi in stato di dissesto finanziario, come si evincerebbe dalla relazione letta nel corso della seduta di Consiglio del 5 giugno 2006, convocata per l'approvazione del preventivo 2006, l'interrogante chiede di sapere: se a fronte della descritta situazione, sia vero che nessun intervento ispettivo sia stato mai attuato dalla Prefettura di Benevento, ancorché la stessa sia stata sempre resa partecipe delle irregolarità denunciate; se le strutture del Ministero preposte al controllo della regolarità dell'attività degli enti locali siano già a conoscenza di quanto esposto, ovvero se si intendano attivare procedure di verifica e di controllo sugli organi del Comune di Apice in merito a quanto sopra per verificare se sussistano i presupposti per gli interventi di controllo sugli organi di competenza della Prefettura o del Ministero. (4-01209)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 057 all'Interrogazione 4-01209
presentata da FORMISANO Risposta.
- La Prefettura di Benevento ha seguito e segue le vicende del Comune
di Apice, al fine di assumere ogni utile iniziativa per consentire, nel
quadro delle proprie competenze, il corretto svolgimento della vita democratica
ed istituzionale dell'ente anche se, come è noto, a seguito
della riforma del Titolo V della Costituzione non è più ammesso
un controllo di legittimità da parte dello Stato sugli atti degli
enti locali. Sulla vicenda
segnalata nell'interrogazione, la Prefettura in questione ha rappresentato
quanto segue. Con provvedimento
n. 5040 in data 23 giugno 2004, notificato ai consiglieri, è stata
disposta lo convocazione della prima seduta del Consiglio comunale. Il
provvedimento di convocazione è stato ritenuto dall'ente sostitutivo
della comunicazione al consiglieri circa l'avvenuta elezione, anche
in considerazione del fatto che - per effetto dell'art. 38, comma
4, del decreto legislativo 267/2000 - i consiglieri comunali entrano
in carica all'atto della proclamazione. Inoltre, la partecipazione
alla seduta è stata valutata manifestazione tacita di conoscenza
della elezione alla carica di consigliere. Alla prima
riunione del Consiglio comunale, svoltosi in data 3 luglio 2004, hanno
infatti partecipato tutti i consiglieri tranne uno, assente giustificato,
che comunque ha partecipato alle riunioni successive. Nel corso
della riunione è stata data anche comunicazione del provvedimento
n. 5316 in data 1º luglio 2004, pubblicato all'Albo pretorio,
con il quale è stata disposta la nomina dei componenti della Giunta
comunale, tra cui il Vice Sindaco, con l'indicazione della delega
assegnata ad ognuno per la trattazione di un settore di attività
amministrativa. Nei confronti
dei componenti della Giunta comunale è stato effettuato il previsto
accertamento inerente la mancanza di situazioni di ineleggibilità
e di incompatibilità ai sensi della normativa vigente in materia. Non sembra
essere irregolare, invece, la procedura per l'approvazione del rendiconto
di gestione per l'esercizio 2003. A tal proposito,
l'art. 227 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prevede che la
proposta di rendiconto venga messa a disposizione dei componenti dell'organo
consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene
esaminato il rendiconto stesso. Il Sindaco interessato dalla Prefettura,
ha comunicato che la proposta sul rendiconto del 2003 è stata approvata
con delibera di Giunta il 24 settembre 2004 e pubblicata all'albo
il successivo giorno 27, restando pertanto a disposizione dei consiglieri
per un periodo superiore al termine minimo di 20 giorni. Lo stesso Sindaco
ha soggiunto inoltre che il favorevole parere dei revisori dei conti relativo
alla approvazione della proposta di rendiconto di gestione dell'anno
2003 è stato desunto in via diretta dai rapporti nel corso dell'ordinaria
attività dei revisori stessi e che la relazione formale di questi
ultimi è stata messa a disposizione dei consiglieri subito dopo
l'approvazione della delibera di Giunta. Le motivazioni
del Sindaco non possono essere condivise sia perché la pubblicazione
all'albo. della delibera della Giunta non può essere ritenuta
sufficiente ai fini dell'applicazione delle richiamate disposizioni
del TUOELTesto unico sull'ordinamento degli enti locali, sia perché
avrebbe dovuto essere preventivamente acquisita la relazione formale del
Collegio dei revisori. Anche la mancata
redazione dei verbali delle sedute della Giunta non risulta conforme alla
vigente normativa, atteso che tali atti dovrebbero essere elaborati per
attestare tutta l'attività dell'organo. Il Sindaco, a
tal proposito, ha riferito che l'ente provvede alla stesura formale
dei verbali solo per le attività che implicano manifestazioni di
volontà di natura dispositiva, con esclusione di quelle concernenti
esami per studi ed argomenti vari. Per quanto
riguarda le asserite difficoltà di accesso agli atti e alla documentazione
amministrativa del Comune, non può che richiamarsi la vigente normativa
che disciplina la materia. In particolare,
si ricorda che mentre il Comune può regolamentare l'accesso
agli atti secondo le proprie esigenze organizzative, consiglieri comunali
hanno diritto, ai sensi dell'art. 43 del TUOEL, di ottenere dagli
uffici del Comune, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti,
tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili dell'espletamento
del proprio mandato. Per quanto riguarda la situazione economico-finanziaria
del Comune, secondo quanto emerge dalle informazioni fornite dalla Prefettura
di Benevento, non risulta attivata da parte dell'ente, la procedura
di cui all'art. 246 del TUOEL per la deliberazione formale di dissesto
finanziario. Le irregolarità
riscontrate nella gestione amministrativa del Comune di Apice non possono
essere, come già accennato, oggetto di intervento da parte di questa
amministrazione non sussistendo, come è noto, alcun potere di controllo
sugli atti degli enti locali. Non è altresì applicabile al
caso concreto la fattispecie di cui all'art. 141 del TUOEL che prevede
lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali, con decreto del Presidente
della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, quando compiano
atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di
legge nonché per gravi motivi di ordine pubblico. Non sembra
infatti che gli atti posti in essere dal Comune di Apice possano essere
considerati contrari alla Costituzione o connessi a gravi motivi di ordine
pubblico. Non sembra che debba altresì ravvisarsi l'ipotesi
della gravità e della persistenza delle violazioni di legge. Va ricordato
che la giurisprudenza consolidata considera grave la violazione che dia
luogo ad un comportamento deviante e scorretto, pregiudizievole per la
funzionalità dell'ente amministrato, che si rifletta direttamente
sulle posizioni giuridiche dei cittadini e/o attenti alla funzionalità
complessiva del sistema dei pubblici poteri per interferire nella sfera
di altri soggetti pubblici. (cfr. Tar Emilia Romagna, Bologna, Sez. I,
25 ottobre 2004, n. 3687; Consiglio di Stato, Sez. V, 10 febbraio 2000,
n. 736, e Sez. VI n. 1264/2007). Viene, altresì,
considerato persistente il reiterato e pervicace comportamento contrastante
con un preciso obbligo di legge, che manifesta inequivocabilmente la volontà
di disattendere, nonostante le rituali diffide, una prescrizione normativa
di valore cogente posta a garanzia delle regole fondamentali che presiedono
al corretto svolgimento delle funzioni dell'ente. La persistenza è
caratterizzata, quindi, da episodi legati da un intento apertamente conflittuale
con le altre istituzioni interessate; conflitto che, anche in ragione della
sua durata, non può non incidere negativamente sulla funzionalità
stessa dell'amministrazione. Ciò
premesso, pur considerando l'impossibilità di avviare autonoma
attività di controllo, la Prefettura di Benevento ha ribadito alla
Procura regionale della Corte dei conti, destinataria di un esposto dei
consiglieri del Comune di Apice sull'argomento oggetto dell'atto
di sindacato ispettivo, la piena disponibilità dell'amministrazione
a porre in essere ogni forma di collaborazione ritenuta opportuna. Si assicura
infine che la stessa Prefettura svolgerà ogni opportuno interessamento
al fine di garantire il regolare svolgimento del mandato amministrativo
di tutti i consiglieri. Il Sottosegretario di Stato per l'interno Pajno



 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.