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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00642 presentata da BODEGA LORENZO (LEGA NORD PADANIA) in data 31/01/2007

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00642 presentata da LORENZO BODEGA mercoledì 31 gennaio 2007 nella seduta n.101 BODEGA e GARAVAGLIA. - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: tra i dipendenti dell'ex-Novaceta, ora BembergCell, aleggia un alone di pesante incertezza data dalla crisi aziendale che il 30 ottobre ultimo scorso è sfociata nella messa in liquidazione dell'azienda; la società tessile Novaceta di Magenta, attiva dal 1954 e leader nella produzione di fili continui di acetato di cellulosa, si ricorda apparteneva al 50 per cento al gruppo Acordis, il più grande produttore di fibre al mondo, e per il restante 50 per cento all'italiana Snia, proprietaria di diversi business nel settore dei fili tessili specialistici; tra il 2003 ed il 2004 la società ha terminato la sua storia con la costituzione del nuovo gruppo industriale Bemberg, che ha conglobato tre stabilimenti, ognuno produttore di una diversa fibra cellulosica: la Novaceta, l'acetato, l'impianto di Gozzano il copro e quello di Rieti la viscosa; dalle affermazioni dell'allora amministratore delegato del nuovo Polo, Enrico Berardi, sembrava che il destino dello stabilimento di Magenta fosse quello di diventare la sede strategica per il rilancio del settore tessile a livello internazionale, un importante punto di riferimento per l'economia del territorio. «Ho preso in gestione tre giocattoli rotti, per realizzare un giocattolo nuovo che funziona, capace di produrre profitto» erano state le sue dichiarazioni rassicuranti in risposta all'allarme occupazionale lanciato dai sindacati; la Novaceta di Magenta, infatti, al momento della cessione contava 400 dipendenti, di cui 315 operai e 80 impiegati, così distribuiti: l'80 per cento di Magenta e dintorni, il 20 per cento di Vercelli e il 10 per cento di Cerano. Il timore dei sindacati era che la costituzione del nuovo Polo si risolvesse in una semplice operazione finanziaria magari con la progressiva chiusura degli stabilimenti ed il relativo trasferimento di personale e servizi nello stabilimento di Gozzano, che si trova in provincia di Novara, o addirittura quello di Rieti, per utilizzare le aree per fini immobiliari; il sospetto sindacale sul futuro occupazionale dell'azienda di Magenta non era del tutto infondato: pare che dalla sera alla mattina, per esempio, i lavoratori siano spostati da un reparto all'altro, senza tenere conto delle competenze specifiche e delle esigenze personali; che tutte le proposte migliorative, soprattutto dal punto di vista organizzativo, restino prive di risposte. In oltre un anno circa 60 dipendenti hanno lasciato lo stabilimento, gran parte per aver raggiunto l'età pensionabile, altri per cambiare lavoro e nello stabilimento si contano ora 280 lavoratori; dall'agosto 2006 la sede magentina opera ad 1/3 della sua potenzialità lavorativa con conseguenti perdite ingenti. Ai dipendenti sono stati congelati gli stipendi di ottobre e per ora si accontentano degli anticipi di salario dei mesi successivi. A molti è già stato applicato l'accompagnamento alla pensione, ma il loro futuro rimane incerto. Ad oggi il curatore ha ipotizzato l'aumento della capacità produttiva da 22 a 42 filatoi per poter ricavare margini di guadagno, tuttavia il nodo della questione è trovare soggetti interessati all'attività tessile; nonostante, dunque, il potenziale della sede di Magenta per continuare a produrre - in quanto ha commesse da tutto il mondo, un mercato consolidato e manodopera specializzata - il modo in cui la BembergCell ha gestito il gruppo ha fatto sì che si creasse una mancanza di liquidità e di conseguenza un accumulo di debiti, che ha portato alla liquidazione; la vicenda oramai ha assunto anche carattere politico; risulta infatti che un «tempestivo» intervento delle istituzioni abbia salvaguardato lo stabilimento di Rieti -: se e quali misure il Governo intenda adottare per scongiurare il fallimento di quello che costituiva il fiore all'occhiello dell'industria tessile magentina nonché la conseguente crisi occupazionale ed economica per ben 280 dipendenti e relative famiglie. (5-00642)





 
Cronologia
mercoledì 10 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A 27 anni dall'esplosione in volo del DC9 dell'Itavia diretto a Palermo, la prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiara innocenti i due generali dell'Aeronautica accusati di aver depistato le indagini.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Con il voto favorevole dei senatori dell'opposizione (152 voti a favore, 146 contro e 4 astenuti) l'Assemblea del Senato approva l'ordine del giorno n. 2 (Calderoli ed altri), di condivisione delle comunicazioni con cui il Ministro della difesa Parisi ha confermato il consenso del Governo all'ampliamento della base militare di Vicenza. La maggioranza vota contro tale ordine del giorno, su cui il vice ministro per gli affari esteri Intini ha espresso parere contrario. Viene quindi messo ai voti e approvato l'ordine del giorno n. 3 della maggioranza, con cui si impegna il Governo a dare impulso alla seconda conferenza nazionale sulle servitù militari.